Gli investimenti nelle infrastrutture per le stablecoin potrebbero raggiungere gli 8 miliardi di dollari entro il 2027
Gli investimenti nelle infrastrutture per le stablecoin potrebbero salire a 7–8 miliardi di dollari nel 2027, con l'afflusso di capitali istituzionali verso sistemi regolamentati per i pagamenti, il settlement e la compliance. La previsione è stata fornita dal gruppo fintech francese NGPES.
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Secondo le sue stime, gli investimenti negli emittenti di stablecoin e nelle infrastrutture correlate potrebbero raggiungere i 4–6 miliardi di dollari nel 2026, riferisce Crypto News.
I capitali vengono destinati sempre più non all'emissione di nuovi token, ma a sistemi di pagamento, servizi di custodia istituzionale, piattaforme di tesoreria, tecnologie per la compliance, gestione delle riserve e settlement transfrontaliero.
«Cinque anni fa, gli investitori si chiedevano quale stablecoin avrebbe prevalso. Oggi si chiedono sempre più quale infrastruttura regolamentata consentirà l'adozione istituzionale», ha dichiarato Suren Hayriyan, presidente di NGPES.
Gli investimenti si spostano verso le infrastrutture
NGPES osserva che la dimensione media degli accordi di venture capital nel settore è aumentata del 30–40% nel 2025. Nel 2026, il dato potrebbe crescere di un ulteriore 25–35%, seguito da un altro aumento del 20–30% nel 2027, trainato da round di finanziamento più consistenti, partnership strategiche e acquisizioni.
L'adozione istituzionale si sta già estendendo oltre le società crypto. A luglio, Standard Chartered ha dato ai clienti corporate accesso all'emissione e al riscatto di USDC tramite la propria piattaforma bancaria. BNY ha inoltre aggiunto servizi per l'emissione, il riscatto, la custodia e i trasferimenti di USDC. Circle, nel frattempo, ha integrato la propria infrastruttura con Fireblocks per i settlement in USDC e i pagamenti in valuta fiat in oltre 50 Paesi.
NGPES prevede che l'attività di pagamento cresca più rapidamente dell'offerta di stablecoin. Nel 2026, la capitalizzazione di mercato ha superato i 300 miliardi di dollari, mentre nel 2027 potrebbe avvicinarsi ai 450 miliardi. In uno scenario di elevata adozione, il mercato potrebbe raggiungere i 2–3 trilioni di dollari entro il 2030.
I pagamenti stanno diventando il principale motore della crescita
La società ritiene che il principale indicatore dello sviluppo del mercato non sarà soltanto il volume dei token emessi, ma anche il loro utilizzo nei settlement reali, inclusi i pagamenti transfrontalieri, le transazioni aziendali, le rimesse e i mercati finanziari tokenizzati.
Secondo le stime del settore, l'attività di pagamento identificabile tramite stablecoin ha raggiunto circa 390 miliardi di dollari nel 2025. Una ricerca di Paybis ha inoltre rilevato che le stablecoin rappresentano già l'86% del volume crypto della piattaforma, mentre la loro quota tra i clienti B2B raggiunge il 97,8%.
NGPES prevede una crescita particolarmente rapida in America Latina e Africa. I volumi dei pagamenti in stablecoin in America Latina potrebbero aumentare del 55–65% nel 2026 e di un ulteriore 45–55% nel 2027. In Africa, la crescita potrebbe raggiungere rispettivamente il 65–80% e il 50–65%.
L'Europa punta sulle stablecoin in euro regolamentate
L'Europa rimane un altro motore della crescita, poiché MiCA fornisce un quadro normativo comune per gli emittenti e le società infrastrutturali. NGPES prevede che gli investimenti nelle infrastrutture per le stablecoin in euro ammontino complessivamente a circa 300–350 milioni di dollari nel 2026–2027.
La capitalizzazione di mercato di otto stablecoin in euro conformi a MiCA è aumentata del 128% nell'arco dell'anno, passando da 295,6 milioni a 673,9 milioni di dollari. NGPES prevede che l'intero segmento possa crescere fino a circa 1 miliardo di dollari nel 2026 e a 1,6–1,7 miliardi nel 2027.
Anche in questo caso, tuttavia, le stablecoin in euro rappresenterebbero meno dell'1% del mercato delle stablecoin ancorate al dollaro.
NGPES ritiene che licenze, qualità della governance, liquidità, compliance e resilienza operativa stiano diventando sempre più importanti per gli investitori istituzionali. Secondo la società, la prossima fase dello sviluppo del mercato sarà definita non dal numero di nuove stablecoin, ma dalla qualità dell'infrastruttura che consente loro di operare all'interno di un sistema finanziario regolamentato.
Perché le istituzioni scelgono le stablecoin
Gli investitori istituzionali si rivolgono alle stablecoin principalmente perché offrono accesso agli asset digitali senza l'elevata volatilità associata a Bitcoin e alle altre criptovalute. Per banche, fondi e grandi aziende, l'apprezzamento speculativo dei prezzi è meno importante della possibilità di regolare rapidamente le transazioni, trasferire fondi oltre confine, gestire la liquidità e utilizzare il denaro digitale nelle operazioni aziendali.
Le stablecoin vengono inoltre integrate sempre più nella infrastruttura finanziaria regolamentata. Banche e società di pagamento possono accedere a servizi di emissione, custodia, riscatto e settlement tramite piattaforme autorizzate, mentre lo sviluppo di sistemi di compliance riduce i rischi legali e operativi. Per gli investitori istituzionali, questo rende le stablecoin non soltanto un altro crypto asset, ma uno strumento pratico per i pagamenti e il settlement.
Ricordiamo che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha proposto norme per l'emissione di stablecoin ai sensi del GENIUS Act.
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