BTC/USD sotto gli 85.000$: la pressione dei tassi compensa la domanda degli ETF
BTC/USD viene scambiato intorno agli 83.800$ il 30 settembre, dopo un altro tentativo degli acquirenti di difendere l’area compresa tra 82.500$ e 83.000$. Sul grafico orario, il mercato è passato chiaramente da una crescita impulsiva a una consolidazione laterale: dopo i tentativi falliti di mantenersi sopra gli 85.000$, il prezzo resta sotto la media mobile di lungo periodo, mentre i rimbalzi locali continuano a perdere rapidamente slancio.
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I solidi dati ADP mantengono sotto i riflettori la pressione della Fed
Il quadro macroeconomico per BTC si è fatto leggermente più restrittivo dopo la pubblicazione dei dati ADP. L’occupazione nel settore privato statunitense è aumentata di 90.000 unità ad agosto, rispetto alle 73.000 previste e alle 36.000 precedenti. Un mercato del lavoro più solido riduce la necessità per la Fed di allentare rapidamente la politica monetaria e sostiene lo scenario di tassi elevati più a lungo.
Dopo il rialzo dei tassi di settembre, l’intervallo dei Fed funds si attesta al 3,75–4,00%, pertanto la reazione dei Treasury statunitensi è ora particolarmente importante per il mercato crypto. Se i solidi dati sull’occupazione spingessero nuovamente i rendimenti al rialzo, aumenterebbe la pressione su Bitcoin e sugli altri asset rischiosi.
La pubblicazione dei dati ADP non cambia ancora completamente il quadro, poiché il mercato attenderà conferme dai dati ufficiali su occupazione e inflazione.
Gli afflussi negli ETF offrono supporto, ma non riescono a innescare un breakout
I flussi degli ETF stanno ancora compensando in parte la pressione esercitata dai tassi d’interesse. Dopo un consistente afflusso di circa 999 milioni di dollari il 21 settembre, gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno continuato ad attirare capitali nelle sessioni successive, sebbene il ritmo degli acquisti abbia gradualmente rallentato.
Va inoltre sottolineato che finora BTC non è riuscito ad accelerare al rialzo nonostante la domanda istituzionale positiva. Ciò indica la presenza di un’offerta compensativa e di prese di profitto dopo il forte movimento di settembre. Se gli ETF tornassero a registrare ingenti afflussi giornalieri nello stesso momento in cui i rendimenti dei Treasury statunitensi diminuiscono, il mercato avrebbe argomenti molto più solidi per tornare sopra gli 85.000–86.000$.
La BCE resta un fattore secondario per Bitcoin, sebbene la politica monetaria europea influenzi anche il più ampio contesto di liquidità globale. Dopo aver portato il tasso sui depositi al 2,50%, l’istituto continua a mantenere un tono restrittivo a causa delle pressioni inflazionistiche e degli elevati prezzi dell’energia. Insieme ai solidi dati ADP, ciò crea un contesto meno favorevole per BTC: le principali banche centrali non stanno ancora fornendo ai mercati un segnale chiaro che i costi di finanziamento diminuiranno presto.
82.500–83.000$ resta la principale zona di supporto
In questo contesto contrastante, nel breve termine BTC potrebbe continuare a consolidarsi all’interno di un intervallo. Un superamento della resistenza compresa tra 84.500$ e 85.000$, come osservato in BTC/USD resta sotto pressione nonostante il recupero dagli 82.600$, potrebbe favorire un movimento verso gli 87.000$, mentre la perdita del supporto a 83.000–82.500$ potrebbe aprire la strada verso gli 81.000–80.000$.
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