La BCE valuta tre modelli per tokenizzare il denaro della banca centrale

La BCE valuta tre modelli per tokenizzare il denaro della banca centrale
La BCE vuole portare il denaro sulla blockchain

​La Banca centrale europea sta valutando tre modalità per portare il denaro della banca centrale sulle infrastrutture blockchain. Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha illustrato le opzioni durante la conferenza Future of Money della Bank of England a Londra.

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Secondo la presentazione dell’autorità di regolamentazione, la prima opzione prevedrebbe l’emissione diretta di riserve da parte della banca centrale su una piattaforma programmabile. Nel secondo modello, il sistema esistente di regolamento lordo in tempo reale resterebbe invariato, mentre un apposito livello di interoperabilità lo collegherebbe alle piattaforme DLT. Le riserve non verrebbero tokenizzate, ma i sistemi sarebbero collegati tramite meccanismi crittografici.

La terza opzione prevedrebbe la tokenizzazione delle riserve detenute presso la banca centrale e l’emissione di token di settlement interamente garantiti da tali riserve. Tuttavia, questi token rappresenterebbero crediti privati anziché passività dirette della banca centrale.

Schnabel ha inoltre spiegato come si potrebbe preservare l’attuale sistema monetario a due livelli. Il denaro della banca centrale resterebbe al centro del settlement, mentre le banche commerciali continuerebbero a fornire denaro e servizi finanziari ai clienti.

In questo modello, il denaro della banca centrale potrebbe operare su infrastrutture DLT insieme a titoli, depositi e stablecoin tokenizzati.

La tokenizzazione diventa una priorità per le banche

L’interesse per infrastrutture di questo tipo sta crescendo anche tra le principali istituzioni finanziarie. Secondo un sondaggio di Lloyds, il 71% dei responsabili decisionali senior delle maggiori istituzioni finanziarie del Regno Unito ritiene che la tokenizzazione trasformerà in modo significativo i servizi finanziari.

Il 60% degli intervistati ha indicato nei pagamenti e nel settlement più rapidi il principale potenziale vantaggio. Un altro 41% ha evidenziato una gestione più efficiente delle garanzie e della liquidità. Allo stesso tempo, il 77% ha dichiarato che gli investimenti nelle nuove tecnologie sono diventati una priorità per la crescita, rispetto al 41% del 2025.

Secondo Lloyds, la tokenizzazione può accelerare il settlement, migliorare l’utilizzo delle garanzie e facilitare il trasferimento della liquidità tra i partecipanti al mercato.

Schnabel ha inoltre osservato che le infrastrutture tokenizzate possono rendere le transazioni finanziarie programmabili e atomiche. Ciò significa che il trasferimento di un asset e il relativo pagamento possono avvenire contemporaneamente, mentre denaro e strumenti finanziari possono interagire direttamente sulla stessa rete DLT o su reti DLT collegate.

La BCE ha già iniziato a testare questi approcci nella pratica. Il mese scorso ha avviato il progetto Pontes, pensato per supportare l’uso del denaro tokenizzato della banca centrale nelle transazioni basate sulla DLT. Un altro progetto, Appia, sta studiando diverse architetture per i mercati tokenizzati, tra cui un registro unificato, reti interconnesse e più registri condivisi.

L’euro digitale resta un progetto separato

Parallelamente, la BCE continua a lavorare sull’euro digitale, destinato principalmente ai pagamenti quotidiani di consumatori e imprese, anziché al settlement interbancario. La fase preparatoria si è conclusa nell’ottobre 2025, dopodiché la BCE è passata ai preparativi tecnici, alla collaborazione con gli operatori di mercato e al sostegno al processo legislativo.

Il progetto si trova ora nella fase di preparazione del pilota. La BCE ha già selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento, mentre il pilota dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare 12 mesi. Se la legislazione necessaria verrà approvata nel 2026, la BCE prevede di essere pronta per un possibile lancio dell’euro digitale nel 2029.

In precedenza, la BCE ha fatto avanzare la propria strategia sull’euro digitale per il mercato europeo dei pagamenti.

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