L’ESMA concede alle società 3 mesi per abbandonare le stablecoin non conformi

L’ESMA concede alle società 3 mesi per abbandonare le stablecoin non conformi
L’UE rafforza la supervisione sulle stablecoin.

​L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha esortato le società crypto dell’Unione europea a interrompere i servizi legati a stablecoin non conformi al Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCA). L’autorità di vigilanza ha concesso alle aziende tre mesi per gestire la loro esposizione esistente.

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Giovedì, l’ESMA ha dichiarato che le autorità nazionali dovrebbero imporre alle società di gestire l’esposizione residua a tali stablecoin il prima possibile e comunque entro l’8 gennaio 2027.

Secondo l’ESMA, i fornitori di servizi crypto che operano con una licenza MiCA dovrebbero interrompere l’offerta ai clienti dell’UE di servizi relativi a stablecoin che non soddisfano i requisiti del regolamento.

Chi sarà interessato

Le indicazioni riguardano un’ampia gamma di servizi, tra cui piattaforme di trading, servizi di exchange crypto, esecuzione degli ordini, custodia, trasferimenti, consulenza in materia di investimenti e gestione di portafoglio.

Le società devono inoltre introdurre controlli tecnici, contrattuali e organizzativi per impedire ai clienti dell’UE di acquistare tali stablecoin o aumentare la loro esposizione esistente.

Allo stesso tempo, le autorità di vigilanza possono autorizzare temporaneamente una gamma limitata di servizi per aiutare i clienti a uscire da questi asset. Tra questi possono rientrare liquidazione, conversione, prelievi, trasferimenti e custodia. L’ESMA ha sottolineato che tali servizi dovrebbero essere forniti solo su base temporanea e sotto stretta supervisione.

La nuova posizione amplia le indicazioni dell’ESMA del gennaio 2025, quando l’autorità aveva già chiesto restrizioni sui servizi di trading e exchange relativi a stablecoin non conformi al MiCA.

Cosa richiede il MiCA alle stablecoin

Gli emittenti di stablecoin che operano nell’UE devono rispettare i requisiti del MiCA. Tra le altre cose, devono ottenere un’autorizzazione, pubblicare informazioni sul token, garantire il diritto al rimborso e mantenere riserve sufficienti. Per gli e-money token, che comprendono molte stablecoin, l’emittente deve essere una banca o un istituto di moneta elettronica autorizzato, emettere i token al valore nominale e rimborsarli su richiesta allo stesso valore. I fondi ricevuti devono essere detenuti in attività sicure e liquide e mantenuti separati.

Le regole stesse potrebbero ancora cambiare. Nel 2026, la Commissione europea ha avviato una revisione del MiCA e ha consultato operatori di mercato e autorità di vigilanza per valutare se l’attuale quadro normativo resti adeguato. Al termine della revisione, Bruxelles potrebbe proporre modifiche, inclusi cambiamenti alla regolamentazione delle stablecoin e al trattamento degli emittenti esteri. Anche la Banca centrale europea ha chiesto requisiti più stringenti per tali asset, soprattutto quando sono emessi da società con sede al di fuori dell’UE.

Come promemoria, un gruppo sostenuto da Circle e Hyperliquid sta promuovendo modifiche al MiCA.

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