Gli ETF su Bitcoin interrompono due settimane di deflussi mentre le liquidazioni crypto toccano i 2,6 mld $
La domanda di ETF su Bitcoin mostra segnali di ripresa, ma i flussi su Ethereum e le pesanti liquidazioni mantengono fragile il mercato crypto nel suo complesso. La prossima prova sarà capire se il miglioramento degli afflussi su BTC riuscirà a compensare la volatilità legata alla Fed, ai risultati societari e alla leva finanziaria.
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Gli ETF su Bitcoin interrompono due settimane di deflussi

La domanda istituzionale di Bitcoin tramite gli ETF spot statunitensi ha iniziato a riprendersi. Secondo SoSoValue, i fondi hanno registrato afflussi netti per 442,67 milioni di dollari nella settimana, interrompendo una serie di due settimane di flussi negativi.
La ripresa è tuttavia tutt’altro che stabile. Il 22 ottobre gli ETF su Bitcoin hanno registrato deflussi per 635,6 milioni di dollari, il maggior prelievo giornaliero da giugno.
Quindi, sebbene il saldo settimanale sia tornato positivo, le forti oscillazioni dei flussi giornalieri suggeriscono che gli investitori continuino ad approcciarsi al mercato con cautela.
Gli ETF su Ethereum registrano deflussi per la quarta settimana consecutiva
Ethereum presenta un quadro molto diverso. I dati di SoSoValue mostrano che gli ETF spot statunitensi su ETH hanno registrato deflussi netti per circa 224,9 milioni di dollari tra il 19 e il 23 ottobre.
Si tratta della quarta settimana consecutiva di flussi negativi per i fondi su Ethereum.
I prelievi sono scesi dai circa 320 milioni di dollari della settimana precedente, ma la domanda non ha ancora mostrato una ripresa convincente. Il contrasto con Bitcoin evidenzia il crescente divario nel sentiment istituzionale nei confronti delle due maggiori criptovalute.
Le liquidazioni crypto sfiorano i 2,6 miliardi di dollari in sette giorni

L’elevato ricorso alla leva finanziaria continua ad aggiungere un ulteriore elemento di pressione. Secondo CoinGlass, nelle ultime 24 ore sono stati liquidati 106.053 trader, con perdite pari a 523,58 milioni di dollari.
Le liquidazioni di posizioni long hanno causato perdite per 443,29 milioni di dollari, mentre quelle di posizioni short hanno comportato perdite per circa 80,29 milioni di dollari.

Stime approssimative indicano liquidazioni per circa 2,6 miliardi di dollari negli ultimi sette giorni: circa 1,7 miliardi a carico delle posizioni long e circa 900 milioni di quelle short.
Uno degli episodi più gravi si è verificato il 24 ottobre, quando in appena quattro ore sono state liquidate posizioni per circa 436 milioni di dollari, perlopiù long. Episodi di questo tipo tendono ad amplificare le tendenze in atto e ad aumentare la vulnerabilità del mercato a ulteriori liquidazioni.
La decisione della Fed e i risultati delle Big Tech potrebbero amplificare la volatilità crypto
La prossima settimana potrebbe portare un ulteriore aumento della volatilità crypto. Come osserva Traders Union, gli investitori seguono con attenzione la decisione della Federal Reserve del 28 ottobre e i risultati di alcune delle maggiori società tecnologiche statunitensi.
Alphabet e Microsoft pubblicheranno i risultati il 28 ottobre, seguite da Amazon il 29 ottobre. I dati potrebbero modificare rapidamente il sentiment verso gli asset rischiosi, tra cui Bitcoin ed Ethereum.
Con la Fed e le Big Tech al centro dell’agenda macroeconomica, le criptovalute potrebbero passare temporaneamente in secondo piano. La leva finanziaria continua tuttavia a essere smaltita dal mercato, lasciando Bitcoin ed Ethereum esposti a forti oscillazioni.
Per questo diventa sempre più importante mantenere i livelli di prezzo attuali. Una brusca oscillazione dei mercati azionari statunitensi potrebbe facilmente propagarsi al mercato crypto e innescare una nuova ondata di volatilità.
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