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Il CEO di Tether Paolo Ardoino ha dichiarato che la società detiene circa 150.000 BTC e serve oltre 730 milioni di utenti in tutto il mondo. L’emittente di USDT sta inoltre ampliando gli investimenti in titoli di Stato statunitensi, oro e infrastrutture tecnologiche.
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Ardoino ha fatto queste dichiarazioni durante un intervento al Plan ₿ Forum di Lugano. Secondo quanto ha affermato, la base utenti di Tether cresce di circa 30 milioni di nuovi wallet crypto ogni trimestre, a conferma della crescente domanda di strumenti finanziari digitali.
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Il CEO della società ha inoltre presentato il concetto di Independence Stack, un ecosistema di tecnologie open che integra pagamenti, energia, mining di Bitcoin, comunicazioni e intelligenza artificiale.
Secondo Ardoino, la società detiene circa 150.000 BTC. I titoli di debito a breve termine del governo statunitense costituiscono invece la quota maggiore delle riserve dell’emittente di USDT.
Secondo il rapporto di Tether sul terzo trimestre del 2026, redatto da BDO, le riserve dirette in buoni del Tesoro USA hanno raggiunto i 122,8 miliardi di dollari. Includendo gli accordi di riacquisto inverso, il totale è salito a 132,4 miliardi di dollari, pari a circa il 64% delle riserve.
Le riserve in eccesso della società sono aumentate da 4,1 miliardi di dollari a fine giugno a 7,95 miliardi a fine settembre. L’utile operativo netto del trimestre è stato pari a 1,5 miliardi di dollari.
Tether continua anche a investire in oro fisico. Secondo le stime di Société Générale, le sue disponibilità potrebbero aver raggiunto 161 tonnellate metriche entro la fine del terzo trimestre, anche se la società non ha confermato la cifra. Il valore dell’oro detenuto nelle riserve di USDT era pari a circa 19,08 miliardi di dollari.
Ardoino ha sottolineato che le risorse finanziarie di Tether le consentono di sviluppare progetti che vanno oltre il mercato delle stablecoin. La società punta a creare infrastrutture in grado di funzionare senza dipendere da fornitori di servizi centralizzati.
Il concetto di Independence Stack presentato da Ardoino comprende diversi ambiti, tra cui sistemi energetici autonomi, software open source per il mining di Bitcoin, comunicazioni peer-to-peer e strumenti per la custodia autonoma di asset digitali.
Un esempio è rappresentato dagli impianti a energia solare in Africa. Secondo il CEO di Tether, circa 5,000 strutture servono 2 milioni di utenti e la società prevede di portarne il numero a 100.000 entro cinque anni.
Nel settore delle comunicazioni, la società sta sviluppando Holepunch, che consente alle applicazioni di funzionare senza server centralizzati. Per le operazioni in criptovalute, Tether offre il toolkit WDK, che supporta lo sviluppo di wallet non custodial su sette blockchain.
Un’altra iniziativa è QVAC, una piattaforma progettata per eseguire modelli di intelligenza artificiale direttamente sui dispositivi degli utenti. Ardoino ha dichiarato che Tether ha già sviluppato soluzioni per applicazioni sanitarie, traduzione, riconoscimento delle immagini e conversione della voce in testo.
Con l’espansione delle sue attività, Tether ha rafforzato anche il proprio ruolo nella sicurezza del mercato delle criptovalute. Dopo l’hack di Binance del 29 ottobre, la società ha riferito di aver congelato oltre 1,5 miliardi di dollari in USDT entro 30 minuti dalla ricezione delle informazioni sull’attacco.
In precedenza abbiamo riferito che Tether e i suoi partner hanno lanciato la FASE Foundation per contrastare le frodi legate alle criptovalute e sostenere programmi di assistenza che utilizzano stablecoin. L’iniziativa punta a migliorare la sicurezza dei pagamenti digitali e ad ampliare l’accesso ai servizi finanziari.