I rialzi di EUR/USD sono messi alla prova dal rimbalzo dei rendimenti dei Treasury
Il fattore principale per EUR/USD in questo momento è il rapido venir meno dell’effetto dell’intervento di ieri del Tesoro statunitense sul mercato dei Treasury. La decisione di aumentare il volume massimo dei riacquisti di obbligazioni a lunga scadenza, almeno da 2 a 4 miliardi di dollari per operazione, ha inizialmente innescato un forte aumento dei prezzi dei titoli di Stato e un calo dei rendimenti, con il rendimento del decennale sceso intorno al 4,65% e quello del trentennale al 5,18-5,20%.
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Tuttavia, già oggi il mercato ha iniziato a invertire quasi completamente questo movimento. Il rendimento del Treasury decennale è tornato nell’area del 4,68-4,70%, mentre quello del trentennale è salito intorno al 5,24-5,26%, indicando che i titoli sono nuovamente sotto pressione. Si tratta di un segnale di fondamentale importanza, poiché gli investitori interpretano le azioni del Tesoro più come un sostegno temporaneo alla liquidità che come una soluzione al problema strutturale degli elevati tassi d’interesse a lungo termine.
L’aumento dei rendimenti ripristina parte del sostegno al dollaro
Per il dollaro, questa dinamica crea un quadro più complesso rispetto a quello immediatamente successivo all’annuncio del Tesoro. Ieri, il calo dei rendimenti ha ridotto nettamente l’attrattiva degli asset denominati in dollari, il DXY è sceso ai minimi da tre mesi, mentre EUR/USD è salito sopra 1,1600 e oggi ha testato l’area 1,1680-1,1710. Ora, la ripresa dei rendimenti potrebbe ripristinare il sostegno dei tassi al dollaro e limitare ulteriori rialzi della coppia.
Allo stesso tempo, finora il dollaro non ha mostrato un recupero paragonabile al movimento dei Treasury, a indicare che i dubbi degli investitori sul mercato del debito statunitense persistono. Il semplice fatto che il Tesoro sia dovuto intervenire dopo che il rendimento del trentennale aveva raggiunto i livelli più elevati dal 2007 ha accresciuto l’attenzione sul deficit di bilancio, sulle enormi esigenze di finanziamento degli Stati Uniti e sull’aumento del premio richiesto per detenere debito a lunga scadenza.
Anche JPMorgan avverte che l’aumento dei riacquisti potrebbe soltanto comprimere temporaneamente i rendimenti e potrebbe infine persino aumentare la pressione sulla parte lunga della curva, se il mercato interpretasse le azioni delle autorità come un tentativo di gestire le conseguenze anziché la causa dell’aumento dei costi di finanziamento.
EUR/USD ora dipende da livelli chiave di rendimento e di prezzo
Per questo motivo, nel breve termine la dinamica di EUR/USD dipende in larga misura non dalla decisione del Tesoro di ieri in sé, ma dalla rapidità con cui il mercato dei Treasury ne neutralizzerà completamente l’effetto. Se il rendimento del decennale si consoliderà stabilmente sopra il 4,70% e quello del trentennale tornerà ad avvicinarsi al 5,30%, il differenziale dei tassi potrebbe innescare prese di profitto sull’euro e spingere EUR/USD nuovamente sotto i massimi recenti.
Se, tuttavia, la nuova ondata di vendite di obbligazioni iniziasse a essere interpretata come un segnale di una crisi di fiducia più profonda nella politica fiscale statunitense, la relazione tradizionale “rendimenti più elevati = dollaro più forte” potrebbe indebolirsi: in tal caso, rendimenti più elevati rifletterebbero principalmente un aumento del premio per il rischio, che potrebbe continuare a rappresentare un fattore negativo per il USD. Questa divergenza tra l’aumento dei rendimenti dei Treasury e la reazione ancora debole del dollaro è attualmente uno degli indicatori più importanti per il mercato FX.
Pertanto, un fattore importante sarà la capacità dei rialzisti di EUR/USD di superare la resistenza intorno a 1,1700 o almeno di consolidarsi sopra 1,1640-1,1620. I pullback verso questi livelli potrebbero attirare interesse all’acquisto, mentre la perdita di quest’ultimo livello potrebbe neutralizzare l’effetto del rally di ieri e segnalare un ritorno della coppia nell’intervallo in cui era scambiata prima del rialzo di ieri, come avevo avvertito in EUR/USD testa i massimi da due mesi mentre cambiano le aspettative sui tassi.
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