EUR/USD resta sotto pressione nonostante il rimbalzo

EUR/USD resta sotto pressione nonostante il rimbalzo
Il rimbalzo di EUR/USD si scontra con una forte resistenza

​EUR/USD viene scambiato intorno a 1,1350 il 30 settembre, dopo essere rimbalzato dall’area 1,1310–1,1320. Sul grafico orario, la struttura ribassista non è ancora stata violata: la coppia rimane al di sotto delle principali medie mobili, mentre ogni tentativo di recupero degli ultimi giorni ha incontrato rapidamente pressioni di vendita.

EUR/USD previsione del prezzo
24H -0.01%
1,1184
48H -0.03%
1,1182
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1,1179
1M -0.39%
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1,0688
Prezzo attuale: 1,1185 $ -0.00095 0.08%
Dati in tempo reale 21:03
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La crescita dell’Eurozona migliora, ma l’inflazione complica le prospettive della BCE

Le condizioni fondamentali dell’Eurozona appaiono migliori di quanto potrebbe suggerire l’andamento dell’euro. L’economia regionale è cresciuta dello 0,6% su base trimestrale e dell’1,2% su base annua nel secondo trimestre, mentre il PMI composito di settembre è salito a 53,1, indicando un’ulteriore espansione dell’attività economica.

Anche la Germania mostra segnali di ripresa, con il PMI composito a 53,8, sebbene l’inflazione rimanga un problema. L’IPC tedesco ha accelerato al 2,9% su base annua ad agosto, con i prezzi dell’energia responsabili di gran parte della pressione. In Francia, l’inflazione di agosto è salita al 2,4% dal 2,1% di luglio, rendendo i dati sui prezzi di settembre delle maggiori economie della regione particolarmente importanti per una rivalutazione del percorso dei tassi della BCE.

La BCE ha già aumentato i tassi di 25 punti base il 10 settembre, portando il tasso sui depositi al 2,50%, e ha segnalato che una nuova spinta inflazionistica, principalmente dovuta all’aumento dei costi energetici e al conflitto in Medio Oriente, non le consente di porre rapidamente fine al ciclo di rialzi. Nelle nuove proiezioni, la banca centrale prevede un’inflazione media del 3,0% nel 2026 e del 2,5% nel 2027, con la crescita dei prezzi destinata ad avvicinarsi all’obiettivo solo successivamente.

Per l’euro, ciò offre un certo sostegno attraverso il canale dei tassi, ma l’effetto rimane limitato: l’aumento dei prezzi dell’energia sta inoltre peggiorando le prospettive dei consumi e dell’industria europei. Di conseguenza, un altro rialzo dei tassi da parte della BCE, da solo, non garantirebbe più un rialzo sostenuto di EUR/USD.

I rendimenti dei Treasury continuano a sostenere il dollaro

Nel frattempo, il dollaro continua a ricevere un maggiore sostegno dai tassi statunitensi. Dopo il rialzo di settembre, l’intervallo obiettivo della Federal Reserve si attesta al 3,75–4,00%, mentre i recenti commenti dei responsabili della politica monetaria suggeriscono che la lotta all’inflazione non sia ancora terminata. Michael Barr ha dichiarato il 29 settembre che le pressioni inflazionistiche rimangono persistenti e che la politica monetaria deve restare sufficientemente restrittiva, mentre i rendimenti dei Treasury USA rimangono vicini ai massimi pluriennali.

1,1390 resta la principale barriera al rialzo

Di conseguenza, il mercato continua a favorire il dollaro anche se i dati europei migliorano. La resistenza più vicina si trova ora intorno a 1,1365–1,1370, sebbene l’area 1,1390–1,1400 sia molto più importante, poiché in precedenza aveva agito da supporto. Come ho osservato in EUR/USD testa i minimi annuali mentre il differenziale dei rendimenti favorisce il dollaro, finché la coppia rimarrà al di sotto di questa zona, il movimento attuale appare più simile a una correzione dopo il ribasso. Un ritorno al di sotto di 1,1330 aumenterebbe nuovamente il rischio di una discesa verso 1,1310, seguita da 1,1300–1,1280.

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