CRIF, domanda di mutui delle famiglie in calo nei primi nove mesi del 2026
Il mercato dei mutui mostra un rallentamento della domanda nei primi nove mesi del 2026, mentre il rialzo dei tassi di interesse rende più oneroso il costo del credito per le famiglie. La flessione è pari al 5,9% su base annua, con importo medio richiesto sostanzialmente stabile a 153.711 euro.
Punti chiave
- L'ultimo rapporto CRIF evidenzia una contrazione della domanda di mutui delle famiglie nei primi nove mesi del 2026 rispetto al 2025, con surroghe in calo del 42,4% nel primo semestre.
- La BCE ha alzato i tassi due volte tra giugno e settembre 2026, generando una domanda di mutui volatile: -12,1% a marzo, +7,1% ad agosto, -1,3% a settembre.
- Nel 2026 il 51,2% dei mutui richiesti supera i 25 anni di durata, mentre la quota di richieste a tasso fisso rimane preponderante e le surroghe continuano a ridursi.
Andamento della domanda e fattori sui tassi
Secondo Teleborsa, citando CRIF, la richiesta di mutui da parte delle famiglie si contrae rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo un anno precedente caratterizzato da una crescita sostenuta. Sulla dinamica complessiva pesa soprattutto il forte calo delle surroghe, che nel primo semestre segnano una flessione del 42,4% in risposta all'aumento dei tassi di interesse.Dopo la fase di riduzione dei tassi che sostiene la domanda di mutui e prestiti negli anni passati, la BCE interviene due volte tra giugno e settembre per frenare l'ascesa dell'inflazione. L'andamento mensile evidenzia una prima parte dell'anno in territorio negativo, con il ribasso più marcato a marzo, pari al 12,1%, mentre ad agosto emerge un'inversione di tendenza con un aumento del 7,1%; a settembre la domanda torna invece a segnare un calo dell'1,3%.
Secondo Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, dopo il forte dinamismo registrato nel 2025 il mercato dei mutui mostra nel 2026 segnali di rallentamento della domanda. Le famiglie continuano comunque a mantenere interesse verso l'acquisto della casa, in un contesto economico che resta incerto e con aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della BCE.
Preferenze delle famiglie e impatto sul mercato creditizio
Per quanto riguarda la composizione della domanda, le richieste comprese tra 100 mila e 150 mila euro rappresentano il 30,8% del totale, mentre quelle tra 150 mila e 300 mila euro valgono il 31,2%. Sul piano anagrafico, i richiedenti fino a 44 anni concentrano il 62,4% delle domande, mentre il peso della richiesta diminuisce progressivamente con l'aumentare dell'età.Un mutuo su due, pari al 51,2% del totale, presenta un piano di rimborso superiore ai 25 anni. In particolare, la fascia tra 25 e 30 anni concentra il 43,8% delle richieste, mentre le durate oltre i 30 anni rappresentano il 7,4%, a conferma della preferenza delle famiglie per piani più lunghi che consentono di contenere la spesa mensile.
CRIF segnala inoltre che la grande maggioranza delle famiglie continua a scegliere il tasso fisso, mentre il variabile cresce solo in misura marginale. Il ridimensionamento delle surroghe, che negli anni precedenti sostiene l'espansione del mercato, contribuisce così a frenare l'attività complessiva del settore dei mutui nel 2026.
Nel nostro precedente articolo sui flussi finanziari di famiglie e imprese nel secondo trimestre 2026 abbiamo evidenziato che le famiglie italiane hanno aumentato gli acquisti netti di attività finanziarie, trainati soprattutto dal risparmio gestito. Nello stesso periodo sono cresciute anche le passività, con un aumento delle passività finanziarie e dei prestiti bancari, delineando un quadro di riallocazione del risparmio e di maggiore ricorso al credito.
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