Il commercio UE di turbine eoliche prende slancio: importazioni ed esportazioni in aumento nel 2025

Il commercio UE di turbine eoliche prende slancio: importazioni ed esportazioni in aumento nel 2025
Il commercio eolico UE cresce nel 2025

Il commercio europeo di prodotti per l'energia verde cambia nel 2025, con le turbine eoliche che si distinguono a fronte di flussi più deboli di pannelli solari e biocarburanti. Le importazioni UE di turbine eoliche aumentano del 40,6% a 0,7 miliardi di euro e le esportazioni crescono del 10,8% a 3,1 miliardi di euro, mentre la Cina rafforza la propria posizione di principale fornitore delle importazioni.

Punti chiave

  • Nel 2025 l'UE importa prodotti per l'energia verde per 11,4 miliardi di euro ed esporta per 4,6 miliardi di euro, con il valore delle esportazioni di turbine eoliche in aumento del 10,8% a 3,1 miliardi di euro.
  • Il valore delle importazioni di pannelli solari scende del 27,7% a 8,0 miliardi di euro e quello delle importazioni di biocarburanti cala del 7,9% a 2,7 miliardi di euro, mentre i prezzi medi dei pannelli solari diminuiscono.
  • La Cina aumenta la propria quota nelle importazioni di turbine eoliche al 59,6% (dal 41,3% nel 2024), superando l'India come principale fornitore UE di turbine eoliche nel 2025.

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Andamenti commerciali dei prodotti per l'energia verde nel 2025

Come riportato da Eurostat, nel 2025 l'UE importa prodotti per l'energia verde per un valore di 11,4 miliardi di euro, tra cui pannelli solari, biocarburanti e turbine eoliche, mentre le esportazioni ammontano a 4,6 miliardi di euro.

I pannelli solari restano la principale categoria di importazione, ma il loro valore diminuisce del 27,7% a 8,0 miliardi di euro. I volumi delle importazioni calano del 4,0%, indicando che diminuisce anche il prezzo medio dei pannelli importati.

Le importazioni di biocarburanti valgono 2,7 miliardi di euro, in calo del 7,9% rispetto all'anno precedente, mentre i volumi importati diminuiscono dell'11,6%. Sul fronte delle esportazioni, nel 2025 l'UE esporta pannelli solari per 0,5 miliardi di euro, con il valore delle esportazioni in calo del 23,6% nonostante un aumento dei volumi del 2,6%.

Le esportazioni UE di biocarburanti sono valutate 1,0 miliardi di euro dopo un calo del valore del 45,9% e dei volumi del 46,2% rispetto all'anno precedente. Al contrario, le turbine eoliche registrano la migliore performance esportativa tra i tre gruppi di prodotti, con esportazioni che raggiungono 3,1 miliardi di euro dopo un aumento del valore del 10,8% e dei volumi del 9,5%.

La Cina amplia il proprio ruolo nella fornitura di turbine e pannelli solari

Nel 2025 la Cina resta di gran lunga il principale fornitore di pannelli solari dell'UE, rappresentando il 98,6% di tutte le importazioni. I dati evidenziano la continua dipendenza del blocco dalle forniture cinesi in questo segmento, nonostante il calo del valore complessivo delle importazioni.

Nel settore dei biocarburanti liquidi, la Malesia è in testa con una quota del 21,9% delle importazioni UE, seguita dagli Stati Uniti con il 16,1%, dall'Argentina con il 12,4% e dal Regno Unito con il 12,3%. La Cina esce dal gruppo dei principali fornitori, poiché la sua quota scende dal 24,2% nel 2024 all'1,3% nel 2025, mentre Malesia e Stati Uniti aumentano le rispettive quote dal 15,3% e dall'8,4%.

Nel 2025 le importazioni di turbine eoliche provengono principalmente dalla Cina e dall'India, con quote rispettivamente del 59,6% e del 22,2%. Rispetto al 2024, la Cina aumenta la propria quota dal 41,3% e supera l'India diventando il principale fornitore di turbine eoliche dell'UE.

Nella nostra precedente analisi degli avvertimenti del WTO sulle persistenti perturbazioni del commercio, abbiamo evidenziato come guerre e crescenti rischi geopolitici stiano spingendo le aziende a riprogettare le catene di approvvigionamento e le rotte di spedizione per rafforzarne la resilienza, anche a costi più elevati. Il WTO ha inoltre segnalato forti contrazioni commerciali nelle regioni colpite dai conflitti e ha suggerito che modelli commerciali più regionalizzati potrebbero persistere, mentre Paesi e imprese cercano protezione da futuri shock.

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