Il tweet è stato eliminato dall’autore.
Ma abbiamo salvato tutto 🙂.
Pochi simboli nel mondo delle criptovalute sono riconoscibili quanto il caratteristico emblema arancione di Bitcoin. Eppure, il design che conosciamo oggi non esisteva al lancio di Bitcoin e le sue origini sono sorprendentemente insolite. Chi lo ha creato e come è diventato il volto di una criptovaluta globale?
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
Il 1° novembre il famoso logo arancione di Bitcoin ha compiuto 16 anni. È apparso per la prima volta nel 2010, quando la criptovaluta era ancora un esperimento sviluppato da una piccola comunità di appassionati.
Visualizza il post su X Caricamento...
Il primo logo di Bitcoin fu creato da Satoshi Nakamoto, il misterioso fondatore della criptovaluta. Quando il software originale fu lanciato nel gennaio 2009, l’icona mostrava una moneta color oro con le lettere BC al centro. L’immagine ricordava il denaro contante, forse una scelta comprensibile per presentare una valuta esistente interamente online.

All’inizio del 2010, i membri della community discutevano se Bitcoin avesse bisogno di un simbolo più distintivo. Alcuni proposero il simbolo del baht thailandese, ฿, mentre altri preferivano qualcosa di unico. Anche l’abbreviazione BTC stava guadagnando consensi come alternativa a BC. Bitcoin stava ancora definendo la propria identità di valuta e persino i suoi simboli di base non erano ancora stati stabiliti.
Il 24 febbraio 2010, Satoshi presentò un logo rivisitato e chiese un parere alla community. La moneta dorata rimase, ma BC fu sostituito da una B maiuscola con due tratti verticali, simile ai simboli delle valute consolidate. Era arrivata la familiare B, anche se il suo sfondo arancione avrebbe dovuto attendere ancora alcuni mesi.

La svolta decisiva arrivò il 1° novembre 2010, quando un utente del forum BitcoinTalk di nome bitboy condivise una serie di grafiche. L’utente aveva rielaborato la B con doppia barra di Satoshi, dandole un nuovo aspetto e creando il design che sarebbe diventato l’immagine più riconoscibile di Bitcoin.
La moneta dorata fu sostituita da un cerchio arancione uniforme, con la B bianca inclinata di circa 14 gradi in senso orario. I tratti verticali furono modificati in modo da sporgere sopra e sotto la lettera, anziché attraversarne il centro. Il vivace sfondo arancione, identificato dal codice esadecimale #F7931A, contribuiva a far risaltare il design.
Il contributo di bitboy andava oltre il logo in sé. Il post sul forum includeva grafiche adatte a siti web, pulsanti e materiali promozionali, offrendo ai sostenitori immagini pronte all’uso per promuovere Bitcoin. Il designer invitò tutti a scaricare e utilizzare liberamente i file. Non ci furono né un concorso ufficiale né un’agenzia di branding dietro al progetto.
È interessante notare che bitboy riconobbe di essersi ispirato a marchi di pagamento affermati, in particolare Mastercard e Visa. Quando un altro partecipante al forum notò la somiglianza, il designer spiegò che un marchio familiare avrebbe potuto aiutare una valuta sconosciuta a ottenere consenso:
«Quando si parla di fiducia e comportamento dei consumatori, è tutta una questione di percezione.»
Il logo arancione era più semplice e versatile rispetto ai design originali di Satoshi. La forma circolare funzionava bene come icona di piccole dimensioni, mentre le lettere bianche restavano visibili sullo sfondo vivace. La leggera inclinazione rendeva il simbolo distintivo senza comprometterne la leggibilità.
Altrettanto importante era la facilità con cui il design poteva diffondersi. Bitcoin non aveva un reparto marketing centrale incaricato di decidere quale logo dovessero usare le aziende. Gli sviluppatori di wallet, gli exchange, gli esercenti e i membri della community potevano invece integrare le grafiche nei propri prodotti. Man mano che un numero crescente di servizi adottava il ₿ arancione, il simbolo diventava sempre più familiare.
Col tempo, il logo è andato oltre gli schermi dei computer. Gli ATM Bitcoin, gli adesivi per i pagamenti, gli striscioni delle conferenze e il merchandising hanno contribuito a renderlo riconoscibile anche a chi non aveva mai posseduto criptovalute. La sua presenza nelle notizie finanziarie e nella pubblicità ne ha rafforzato ulteriormente la riconoscibilità.
C’è inoltre una differenza tra il logo di Bitcoin e il suo simbolo valutario. Il cerchio arancione rappresenta l’identità visiva, mentre ₿ viene usato nei testi per indicare Bitcoin, proprio come $ rappresenta il dollaro statunitense. Nel giugno 2017, il simbolo è stato aggiunto a Unicode, consentendo di visualizzarlo nei documenti e nei software come carattere standardizzato, anziché come immagine.Una storia dall’eredità inaspettataLa persona che si celava dietro il nome utente bitboy non è mai stata identificata con certezza in pubblico. Mentre l’identità di Satoshi Nakamoto ha dato origine a innumerevoli indagini e teorie, il designer responsabile di uno dei simboli finanziari più riconoscibili al mondo è rimasto in gran parte fuori dai riflettori.
C’è un contrasto interessante. Bitcoin si è evoluto da esperimento oscuro a importante asset finanziario, attirando investitori istituzionali, autorità di regolamentazione e governi. Il suo logo, invece, è rimasto pressoché invariato dal 2010.