Milano proroga il bando del Piano casa mentre resta debole l'interesse degli operatori
Il Comune di Milano estende fino al 31 agosto 2026 i termini del maxi bando del Piano casa, nel tentativo di attirare offerte per tre grandi aree destinate all'edilizia residenziale sociale. La proroga arriva mentre cooperative e imprese di costruzione continuano a considerare poco sostenibile l'impianto economico dell'operazione.
In evidenza
- La proroga di due mesi del bando Piano casa a Milano riflette il persistente scarso interesse degli operatori per le aree Ex Palasharp, San Romanello e Bovisasca.
- Il progetto punta a sviluppare 10.000 appartamenti in 10 anni per circa 10 miliardi di euro, ma solo una proposta concreta su 33 alloggi è emersa finora.
- A marzo 2026 partono i nuovi bandi con correttivi come il 20-30% vendita convenzionata e affitti a 80 euro/mq, ma costruttori e cooperative restano critici sulla sostenibilità economica.
Proroga del bando e ricerca di investitori
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il bando che riguarda gli immobili Ex Palasharp, San Romanello e Bovisasca non si chiude più alla scadenza inizialmente prevista e viene rinviato di due mesi. L'obiettivo del Comune resta individuare operatori interessati alla concessione in diritto di superficie per 90 anni, finalizzata alla realizzazione e gestione di edilizia residenziale sociale calmierata e di servizi pubblici abitativi.Al momento, però, il mercato non offre i riscontri attesi da Palazzo Marino. Il mondo cooperativo non presenta ancora proposte concrete e anche le aziende di costruzione mantengono un atteggiamento prudente, lasciando il Piano casa in una fase di rallentamento nonostante il tempo supplementare concesso dall'amministrazione.
Il progetto, avviato a fine 2024 con l'ipotesi di sviluppare 10mila appartamenti in 10 anni per circa 10 miliardi di euro, prende una forma più concreta a inizio 2025 sotto la guida dell'assessore al Bilancio e Demanio Emmanuel Conte. Già lo scorso ottobre, tuttavia, emerge che gli operatori non giudicano sostenibile la proposta, e l'unica offerta definita valida riguarda 33 alloggi in via Demostene.
Sostenibilità economica e correttivi del Comune
A inizio 2026 il Comune introduce alcune modifiche per rendere più appetibile il modello. La nuova struttura prevede una quota tra il 20% e il 30% da destinare alla vendita convenzionata, accanto al 70% degli alloggi riservato all'affitto a 80 euro al metro quadrato, pensato per fasce di reddito comprese tra 1.500 e 2mila euro mensili.Su questa base partono a marzo i primi tre nuovi bandi, con la prospettiva di aggiungerne altri due e con l'ipotesi di un concorso di idee per le aree di via Zama-via Salomone e del quartiere Porto di Mare. Conte riduce inoltre il target iniziale di nuove costruzioni, aprendo alla possibilità di recuperare edifici già esistenti della Pubblica amministrazione e riqualificarli con fondi nazionali e regionali.
In questa linea rientra anche il recente avvio di un bando per il recupero di quattro palazzi di via Trivulzio da destinare all'edilizia sociale. Nonostante i correttivi, però, le cooperative vicine a Legacoop e Confcooperative continuano a ritenere assenti le condizioni economiche per partecipare, mentre per i costruttori di Ance la sostenibilità dell'operazione resta del tutto insufficiente.
Il Piano Città degli immobili pubblici di Catanzaro, di cui abbiamo parlato in un nostro precedente articolo, avvia un percorso di pianificazione integrata per valorizzare il patrimonio pubblico come leva di rigenerazione urbana sostenibile. L’intesa prevede il recupero e la rifunzionalizzazione di diversi edifici e apre anche al possibile coinvolgimento di capitali privati tramite partenariato pubblico-privato per migliorare servizi ed efficienza della spesa.
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