Attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita: cresce il rischio di una guerra più ampia in Medio Oriente

Attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita: cresce il rischio di una guerra più ampia in Medio Oriente
Gli attacchi sauditi aumentano i rischi di guerra

Gli attacchi degli Houthi all’aeroporto internazionale di Riyadh hanno accresciuto i timori di un conflitto più ampio in Medio Oriente, esercitando pressioni sull’Arabia Saudita affinché intensifichi la sua campagna militare in Yemen. L’escalation potrebbe inoltre coinvolgere gli Stati Uniti e i partner regionali per la difesa, mentre gli attacchi si estendono alle infrastrutture civili e alla navigazione commerciale.

Punti chiave

  • Gli attacchi degli Houthi uccidono 13 persone a Riyadh.
  • Gli attacchi alle petroliere minacciano la navigazione regionale.
  • Brent e WTI scendono nonostante l’escalation.

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Secondo Bloomberg, l’attacco di sabato ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 309, mentre un secondo attacco domenica ha causato un morto e 11 feriti. Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato la responsabilità, descrivendo gli attacchi come una ritorsione per le operazioni militari saudite in Yemen, compreso un attacco all’aeroporto di Sanaa.

L’Arabia Saudita è sotto pressione per intensificare le operazioni militari

Gli attacchi all’aeroporto hanno seguito la ripresa dei combattimenti vicino a Bab el-Mandeb, una via d’acqua strategica che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. Le forze Houthi hanno recentemente conquistato territori intorno al porto yemenita di Mokha, provocando una controffensiva delle truppe governative sostenute dai caccia sauditi.

Le forze guidate dall’Arabia Saudita affermano di aver riconquistato Mokha e distrutto diverse strutture militari degli Houthi. Tuttavia, il gruppo dispone ancora di missili balistici di progettazione iraniana e droni d’attacco assemblati localmente, capaci di raggiungere le principali città saudite.

Gli attacchi hanno interrotto centinaia di voli e costretto scuole e aziende di Riyadh a passare al lavoro da remoto. Minacciano inoltre di compromettere la relativa calma instaurata dopo la tregua mediata dalle Nazioni Unite nel 2022, che aveva consentito all’Arabia Saudita di ridurre il proprio coinvolgimento in Yemen.

Gli Stati Uniti e gli alleati regionali valutano la risposta

Washington è sottoposta a ulteriori pressioni dopo che un cittadino americano è rimasto ucciso nell’attacco di sabato. Il presidente Donald Trump ha indicato che un’azione militare statunitense resta possibile, sebbene il sostegno americano alla campagna saudita abbia riguardato soprattutto la condivisione di informazioni d’intelligence.

Turchia, Pakistan ed Egitto si sono uniti all’Arabia Saudita nel condannare gli attacchi. Ankara e Islamabad hanno firmato ad agosto un accordo di difesa con Riyadh, ma la Turchia ha escluso la partecipazione a operazioni offensive contro gli Houthi.

Le sfide alla sicurezza dell’Arabia Saudita stanno influenzando anche la sua agenda internazionale in ambito commerciale. I dirigenti di importanti società energetiche hanno rinunciato a partecipare a una conferenza di settore a Riyadh, mentre governi stranieri hanno emesso nuovi avvisi di viaggio.

Gli attacchi alle petroliere minacciano le rotte marittime regionali

L’escalation si è estesa alla navigazione commerciale, con nuovi attacchi segnalati contro petroliere nei pressi dello Stretto di Hormuz. Gli incidenti hanno riacceso i timori sulla sicurezza delle navi che trasportano petrolio greggio dal Golfo Persico verso i mercati internazionali.

Gli Houthi mantengono inoltre posizioni vicino a Bab el-Mandeb, un altro passaggio fondamentale per il commercio marittimo. Il protrarsi dei combattimenti intorno a entrambe le vie d’acqua potrebbe complicare le operazioni di navigazione e aumentare i costi di sicurezza per gli esportatori di energia.

I prezzi del petrolio mostrano un andamento contrastato nonostante le tensioni regionali

Lunedì i prezzi del petrolio hanno registrato un andamento contrastato, mentre gli investitori valutavano il rischio di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche mediorientali rispetto alla dichiarazione del presidente Donald Trump su un’tregua energetica tra Russia e Ucraina.

Il greggio Brent è salito dello 0,23% a 104,77 $ al barile, guadagnando 0,24 $, mentre il West Texas Intermediate statunitense (WTI) è sceso dello 0,23% a 91,46 $ al barile, perdendo 0,21 $, secondo gli ultimi dati di mercato.

La divergenza si verifica mentre gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita e le minacce alla navigazione commerciale alimentano i timori sulla sicurezza delle forniture regionali. Il protrarsi dei combattimenti vicino a Bab el-Mandeb e la ripresa degli attacchi alle petroliere intorno allo Stretto di Hormuz potrebbero aumentare i rischi per le spedizioni di petrolio, mentre i trader valutano la possibilità di una riduzione delle interruzioni alle infrastrutture energetiche russe.

Abbiamo inoltre riferito che il Pakistan sollecita un’azione dell’ONU per proteggere la navigazione nel Mar Rosso e favorire una soluzione per lo Yemen.

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