Le elezioni USA innescano un sell-off dei titoli AI

Le elezioni USA innescano un sell-off dei titoli AI
Brusco crollo dei mercati globali

​I mercati azionari globali hanno registrato un massiccio sell-off dei titoli tecnologici dopo la vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Gli investitori temono norme più severe sull’intelligenza artificiale (AI) e restrizioni alla costruzione di data center, che mettono a rischio le prospettive di uno dei settori in più rapida crescita dell’economia.

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Secondo Reuters, i timori sul futuro del settore dell’AI hanno innescato un forte calo delle azioni statunitensi. L’indice Nasdaq ha perso il 5,5%, mentre la capitalizzazione complessiva delle società dell’S&P 500 è diminuita di circa 3,000 miliardi di dollari. L’indice di volatilità VIX, spesso definito il barometro della paura di Wall Street, è schizzato verso l’alto.

Il sell-off si è rapidamente esteso ai mercati asiatici. Venerdì 6 novembre, il Nikkei giapponese è crollato del 6%, registrando la maggiore flessione giornaliera dall’aprile 2025. I principali indici azionari di Corea del Sud e Taiwan hanno perso oltre l’8% poco dopo l’apertura dei mercati, recuperando poi parte delle perdite.

Le aziende attive nella produzione di chip e nelle infrastrutture per l’AI sono state particolarmente colpite. Le azioni di Samsung Electronics hanno perso quasi il 6%, quelle di SK Hynix il 9,4% e quelle della taiwanese TSMC il 4,7%. In Giappone, il produttore di chip di memoria Kioxia e il gruppo d’investimento SoftBank hanno entrambi registrato un calo dell’11%.

Perché gli investitori temono la vittoria dei Democratici

Il principale fattore alla base del sell-off è il timore che il nuovo scenario politico negli Stati Uniti possa rallentare l’espansione delle infrastrutture per l’AI. Dopo il successo dei Democratici alle elezioni, gli investitori si aspettano controlli normativi più rigorosi sulle aziende tecnologiche e requisiti più severi per la costruzione di data center.

La crescente opposizione delle comunità locali all’espansione delle infrastrutture informatiche aggiunge ulteriore pressione. I grandi data center consumano ingenti quantità di elettricità e acqua, alimentando i timori di bollette più elevate e di un maggiore impatto sulle risorse locali.

In particolare, la governatrice eletta del Texas Gina Hinojosa ha dichiarato di voler introdurre una legge per proteggere i residenti dello Stato dagli effetti negativi dello sviluppo dei data center.

Tuttavia, i titoli legati all’AI erano già sotto pressione prima delle elezioni. Gli investitori si chiedevano sempre più spesso se i massicci investimenti nella capacità di calcolo avrebbero generato i rendimenti attesi.

Un esempio significativo è CoreWeave, società specializzata nel cloud computing per l’AI. Le sue azioni hanno perso il 10%, mentre il costo della protezione dal rischio di default sul debito della società ha raggiunto un livello record.

Le autorità cercano di stabilizzare i mercati

Nel mezzo del sell-off diffuso, le autorità di tutta l’Asia hanno iniziato ad adottare misure per stabilizzare i mercati finanziari.

In Corea del Sud, il ministro delle Finanze Lee Hyoung-il ha temporaneamente allentato le restrizioni sugli investimenti a leva degli investitori retail. A Taiwan, secondo Reuters, il ministero delle Finanze ha ordinato ai dirigenti delle banche statali di sostenere il mercato azionario.

Queste misure hanno contribuito a limitare alcune perdite. L’indice azionario di riferimento di Taiwan ha chiuso in calo del 4,5%, pur avendo perso il 12,2% nell’arco della settimana. Si è trattato della maggiore flessione settimanale dal 1991.

Gli analisti avvertono tuttavia che è troppo presto per dichiarare concluso il sell-off. Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers, ha osservato che, anche se nel breve termine le azioni sono in territorio di ipervenduto, le cause fondamentali del calo non sono scomparse.

Alcuni esperti ritengono invece che il mercato si stia avvicinando a un minimo locale. Allen Huang, vicepresidente di Mega Financial Holding, ritiene che le diffuse vendite forzate da parte degli investitori a leva possano indicare che la flessione del mercato sia entrata nella fase finale.

Gli investitori cercano sicurezza nelle obbligazioni

Il calo dei titoli tecnologici ha spinto gli investitori a trasferire capitali verso attività più sicure. Nei mercati asiatici è aumentata la domanda di titoli di Stato statunitensi, giapponesi e cinesi. Anche il dollaro statunitense, lo yen giapponese e il franco svizzero hanno beneficiato della domanda di beni rifugio.

Il rendimento del Treasury statunitense benchmark a 10 anni era al 4,838%, vicino al minimo dal 9 settembre. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi di pari durata è sceso all’1,795%, il livello più basso dalla fine di giugno.

Masahiko Loo, chief fixed income strategist di State Street Investment Management, ritiene che le turbolenze di mercato riflettano una rivalutazione dei rischi politici per il settore dell’AI, più che un cambiamento fondamentale delle prospettive a lungo termine della tecnologia.

La vittoria dei Democratici ha quindi accentuato i dubbi degli investitori sulla crescita futura del settore dell’AI. Gli operatori di mercato devono ora valutare in che modo le potenziali restrizioni normative e l’opposizione alla costruzione di data center potrebbero incidere sulla redditività delle aziende tecnologiche.

Si ricorda che i risultati elettorali hanno innescato anche un forte calo del prezzo di Bitcoin.

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