Bankitalia, domanda di mutui casa cresce solo nel Nord Est nella seconda metà del 2025
Nella seconda metà del 2025 la domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni da parte delle famiglie aumenta soltanto nel Nord Est, mentre nelle altre macroaree si stabilizza. Il credito al consumo, invece, interrompe l'espansione osservata nella prima parte dell'anno in tutte le aree del Paese.
In evidenza
- Nel Nord Est, la domanda di mutui casa continua a crescere nella seconda metà del 2025, mentre nel resto d'Italia rimane stabile.
- Il rapporto medio loan-to-value dei mutui resta vicino al 70% nel 2025, ma la quota di nuovi mutui sopra l'80% sale al 21,4%, rispetto al 19,5% nel 2024.
- Quasi il 50% dei nuovi mutui del 2025 presenta una durata di ammortamento pari o superiore a 30 anni, indicando un maggior ricorso ai finanziamenti di lungo termine.
Andamento territoriale della domanda di credito
Secondo l'indagine di Bankitalia sulla domanda e l'offerta di credito a livello territoriale, riportata da Borsa Italiana, nel Nord Est prosegue nella seconda metà del 2025 il forte aumento della richiesta di mutui già registrato nel primo semestre, mentre nel resto del Paese la dinamica si ferma su livelli stabili.Nelle altre ripartizioni territoriali non emerge quindi un'ulteriore accelerazione del credito immobiliare alle famiglie. Sul fronte del credito al consumo, in tutte le aree si interrompe invece la fase di crescita rilevata nella prima parte del 2025.
Offerta bancaria e profilo dei nuovi mutui
Le politiche di offerta sui mutui restano invariate in tutte le aree dopo il lieve irrigidimento del primo semestre. Le banche segnalano condizioni più distese sulle quantità offerte, ma anche un irrigidimento degli spread applicati ai mutui più rischiosi, collegato a una maggiore percezione del rischio in relazione alle attese sull'andamento dell'attività economica generale.Per il credito al consumo le condizioni di offerta si confermano improntate a maggiore cautela. Quanto alle caratteristiche dei finanziamenti, nel 2025 il rapporto medio tra ammontare del mutuo e valore dell'immobile resta stabile vicino al 70%, mentre la quota di nuovi mutui con loan-to-value superiore all'80% sale al 21,4% dal 19,5% del 2024.
Aumenta anche la durata media dei prestiti, tornata appena sotto i 25 anni. La quota di mutui con ammortamento pari o superiore a 30 anni raggiunge quasi il 50% delle erogazioni del 2025, segnalando una maggiore incidenza dei finanziamenti di lungo periodo nel mercato residenziale.
Nel nostro precedente articolo sui conti trimestrali Istat del primo trimestre 2026 abbiamo evidenziato il miglioramento dei saldi della finanza pubblica e la crescita del reddito disponibile delle famiglie, con un recupero del potere d’acquisto e una propensione al risparmio in aumento. L’analisi segnalava anche un calo della quota di profitto delle società non finanziarie a fronte di un tasso di investimento in crescita, delineando un contesto di domanda interna complessivamente resiliente.
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