Fincantieri punta sulla sicurezza di porti e cavi come infrastrutture critiche
La protezione delle infrastrutture sottomarine si conferma un nodo strategico per lo sviluppo dell'economia del mare e per la continuità operativa di porti e reti di collegamento. A Genova, Fincantieri indica una piattaforma integrata con intelligenza artificiale, sensori e droni come risposta alla crescente esigenza di sovranità tecnologica nazionale.
In evidenza
- Fincantieri presenta un sistema integrato per la sicurezza di porti e cavi sottomarini, includendo allarmi, sensori e droni coordinati da una piattaforma software centralizzata.
- Il sistema si basa su un'architettura software con intelligenza artificiale che garantisce indipendenza nazionale e funziona in modo agnostico senza aspirazioni egemoniche.
- Fincantieri, insieme a Prysmian, ha investito in una società per la produzione di ripetitori in fibra ottica subacquea, abilitando nuove applicazioni per droni, cavi di potenza e oil & gas.
Sistema integrato per la difesa subacquea
Come riferisce Borsa Italiana citando Il Sole 24 Ore Radiocor, Gabriele Maria Cafaro, executive vice president underwater di Fincantieri, afferma a Genova durante l'evento Economia del Mare che "diventa impossibile fare sviluppo se le infrastrutture non sono al sicuro".Da questa impostazione deriva l'attenzione del gruppo verso i porti e i cavi sottomarini, definiti da Cafaro una "infrastruttura critica circoscritta" da proteggere con soluzioni tecnologiche integrate. La proposta di Fincantieri combina allarme perimetrale, nodi e sensori di early warning system, oltre a droni subacquei e di superficie coordinati da una piattaforma software centrale.
Secondo Cafaro, il cuore del sistema è un'architettura software basata sull'intelligenza artificiale che governa l'intero apparato e punta a mantenere il più possibile un'indipendenza nazionale. Il manager definisce inoltre la piattaforma un sistema agnostico e privo di volontà egemoniche.
Sovranità tecnologica e filiera industriale
Il tema della sovranità tecnologica resta centrale anche per il polo della subacquea di La Spezia. Per proteggere, manutenere e sviluppare le infrastrutture critiche sottomarine servono almeno tre elementi, competenze, tecnologia e imprese, sostiene Cafaro.Molte aziende dispongono già di capacità rilevanti, ma spesso necessitano di "spalle robuste" per affrontare un percorso industriale univoco e chiaro. In questo quadro, Cafaro ricorda che Fincantieri ha investito insieme a Prysmian in una società che produce ripetitori in fibra ottica subacquea, considerata utile anche per futuri sviluppi tecnologici nei droni, nei cavi di potenza e nelle attività legate a oil and gas.
Nella nostra precedente analisi sulla crescita di Gualini Lamiere nella Difesa abbiamo raccontato come la PMI bergamasca abbia avviato un nuovo motore di sviluppo grazie a un componente balistico e a commesse pluriennali per parti critiche di mezzi terrestri. L’articolo evidenziava anche l’impatto industriale e occupazionale di questa svolta, tra investimenti in ricerca e attrezzature e nuove assunzioni, mantenendo al contempo un percorso di diversificazione su altri mercati.
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