Il lusso europeo soffre in Borsa, Deutsche Bank vede una ripresa limitata del settore

Il lusso europeo soffre in Borsa, Deutsche Bank vede una ripresa limitata del settore
Lusso europeo sotto pressione

Le vendite colpiscono i titoli del lusso in Europa dopo le trimestrali, con i gruppi francesi e alcuni nomi italiani sotto pressione nei rispettivi listini. Il quadro resta frenato da una Cina ancora debole, dall'impatto del Medio Oriente sulla crescita e da una domanda fiacca dei consumatori aspirazionali, mentre gli Stati Uniti si confermano il mercato più brillante.

Punti chiave

  • Le principali azioni del lusso europeo crollano dopo il report di Deutsche Bank: Kering -3,3% a 274 euro, Lvmh -3,1% a 463 euro, Hermes -2,2% a 1.607 euro, con il Cac 40 in calo dello 0,3%.
  • Deutsche Bank abbassa i target price: Moncler da 58 a 57 euro ('Hold'), Lvmh da 600 a 590 euro ('Buy'), Hermes da 2.320 a 1.920 euro ('Buy'), alza invece Kering da 280 a 295 euro ('Hold').
  • Il settore soffre per la debolezza in Cina, un impatto negativo di circa 100 punti base dal Medio Oriente e consumi aspirazionali deboli, mentre gli Stati Uniti restano il mercato più solido.

Pressione sul comparto dopo il report

Come riportato da Borsa Italiana, il comparto del lusso in Europa registra una nuova fase di debolezza dopo un report di Deutsche Bank che, alla luce delle trimestrali, indica ancora "limitati miglioramenti nel sentiment" e una "polarizzazione tra marchi, aree geografiche e fasce di clientela".

A Parigi Kering cede il 3,3% a 274 euro, Hermes il 2,2% a 1.607 euro e Lvmh il 3,1% a 463 euro, contribuendo al calo del Cac 40, in flessione dello 0,3%. A Milano Moncler arretra dell'1,5% a circa 50 euro e Brunello Cucinelli del 2,1% a 89,9 euro, mentre il Ftse Mib sale dello 0,3%.

Per gli analisti, i principali ostacoli restano una ripresa ancora poco significativa in Cina, un impatto negativo di circa 100 punti base sulla crescita legato al Medio Oriente e la persistente debolezza dei consumatori cosiddetti aspirazionali. In assenza di fattori capaci di attenuare queste difficoltà, Deutsche Bank prevede che continuino a sovraperformare la gioielleria, con Richemont indicata tra i nomi favoriti, il pret-a'-porter di alta gamma come Brunello Cucinelli e le storie di rilancio come Burberry.

Valutazioni su Moncler, Cucinelli e big francesi

A Milano, Deutsche Bank conferma il giudizio "Hold" su Moncler ma riduce il target price da 58 a 57 euro. Sul gruppo pesano soprattutto un traffico turistico più debole e una minore domanda per le collezioni autunno-inverno nell'area Emea, mentre il clima più caldo favorisce un comportamento di acquisto "buy now, wear now".

Il giudizio resta invece più costruttivo su Brunello Cucinelli, confermato "Buy" con target price a 96,6 euro. La banca considera la società una delle storie di crescita di maggiore qualità nel lusso e ritiene che la valutazione non rifletta ancora pienamente la visibilità del brand.

Sui titoli francesi, Deutsche Bank mantiene un approccio prudente sulla velocità della ripresa di Lvmh, pur confermando il rating "Buy" e abbassando il prezzo obiettivo da 600 a 590 euro. Anche su Hermes resta il "Buy", ma il target scende da 2.320 a 1.920 euro, mentre su Kering gli analisti vedono nella ripresa di Gucci un primo segnale concreto di turnaround, alzano il target da 280 a 295 euro e lasciano invariato il giudizio "Hold".

Nel quadro geografico del settore, gli Stati Uniti restano il mercato più brillante. Questo elemento limita solo in parte la debolezza osservata in Asia e nell'area Emea, che continua a condizionare le prospettive di recupero dei principali gruppi del lusso europeo.

Nella nostra precedente analisi sulle trimestrali a Piazza Affari abbiamo evidenziato come nel secondo trimestre 2026 una quota insolitamente alta di società abbia superato le attese, sostenendo la fiducia sulla crescita e contribuendo ai massimi del Ftse Mib. Abbiamo anche sottolineato che le sorprese positive non si sono limitate alla finanza, ma hanno coinvolto anche comparti dei consumi come il lusso, in un contesto ancora condizionato dalle incertezze legate al Medio Oriente.

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