Il lusso europeo amplia il calo in Borsa, LVMH ai minimi dal 2020

Il lusso europeo amplia il calo in Borsa, LVMH ai minimi dal 2020
Lusso europeo in calo

La debolezza del comparto europeo del lusso prosegue per la quarta seduta consecutiva, mentre gli investitori restano prudenti sulla capacità del settore di confermare la ripresa nella seconda parte dell'anno. Il ribasso porta l'indice STOXX Europe Luxury 10 al minimo degli ultimi tre mesi, con una flessione del 19% da inizio anno e nuovi segnali di rallentamento della domanda nel terzo trimestre.

Punti chiave

  • L'indice STOXX Europe Luxury 10 cede quasi il 2%, segnando un minimo a tre mesi e riflettendo il deterioramento del sentiment sul settore.
  • Bank of America segnala che il confronto annuo della domanda di beni di lusso sarà più difficile nel terzo trimestre rispetto al secondo.
  • I dati preliminari evidenziano un lieve rallentamento della domanda di lusso nel terzo trimestre, soprattutto in U.S., Giappone, Corea e Macao.

Pressione sul comparto e segnali di domanda più deboli

Secondo Borsa Italiana, l'indice STOXX Europe Luxury 10 perde quasi il 2% nella sessione e tocca il minimo in tre mesi, confermando l'indebolimento del sentiment sul settore. Il movimento arriva nonostante un newsflow giudicato rassicurante dagli analisti, con una lieve accelerazione sequenziale della crescita organica nel secondo trimestre rispetto al primo, spiegata però interamente da una base comparativa più agevole.

Un'analisi di Bank of America pubblicata a fine agosto indica che il confronto annuo della domanda di beni di lusso nel terzo trimestre 2026 è più impegnativo rispetto al secondo trimestre. I dati preliminari sulla domanda del settore per il terzo trimestre mostrano inoltre un lieve rallentamento, più visibile negli U.S., in Giappone, Corea e Macao, aree che avevano sostenuto maggiormente la crescita nel secondo trimestre.

I conti semestrali 2026 di Ermenegildo Zegna hanno mostrato ricavi in crescita e un miglioramento dell’adjusted Ebit, sostenuti soprattutto dal canale direct-to-consumer, mentre l’utile netto è sceso per l’assenza di proventi straordinari. Nell’articolo, la società ha inoltre sottolineato un contesto macroeconomico e geopolitico ancora incerto, ribadendo una strategia orientata a crescita sostenibile e profittevole nel lungo periodo.

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