Oksana Koneva

Icop aumenta ricavi e utile nel primo semestre 2026, confermata la guidance annuale

Icop aumenta ricavi e utile nel primo semestre 2026, confermata la guidance annuale
Icop cresce nel 2026

Nel primo semestre del 2026 Icop accelera la crescita con ricavi consolidati pari a 286,5 milioni di euro e un risultato netto rettificato di 22,2 milioni. La società di Udine mantiene inoltre le previsioni per l'intero esercizio 2026 e conferma i target del piano industriale 2026-29, mentre l'indebitamento finanziario netto sale a 171,2 milioni.

Punti chiave

  • Icop registra ricavi semestrali in crescita del 78,1% a 286,4 milioni di euro e un utile netto rettificato in aumento del 66,9% a 22,2 milioni.
  • La guidance 2026 è confermata: ricavi attesi tra 610 e 640 milioni di euro, ebitda rettificato tra 105 e 115 milioni con margine previsto al 17%-18%.
  • L'indebitamento netto sale a 171,2 milioni di euro e il piano industriale 2026-29 prevede ricavi tra 900 e 950 milioni ed ebitda rettificato tra 170 e 190 milioni.

Conti semestrali e obiettivi confermati

Come riportato da Borsa Italiana, la società benefit attiva nell'ingegneria del sottosuolo chiude il periodo con ricavi consolidati in aumento del 78,1% rispetto ai 160,8 milioni registrati nello stesso semestre del 2025. L'ebitda rettificato sale a 51,6 milioni dai 29,6 milioni del primo semestre 2025, con un margine del 18%.

Il risultato netto rettificato raggiunge 22,2 milioni di euro, in crescita del 66,9% rispetto ai 13,3 milioni indicati per il confronto. Al 30 giugno 2026 il backlog si attesta a 1,5 miliardi di euro, offrendo visibilità sull'attività futura del gruppo.

Sul fronte dell'evoluzione della gestione, Icop conferma la guidance per l'intero 2026, con ricavi attesi tra 610 e 640 milioni di euro, ebitda rettificato tra 105 e 115 milioni e investimenti compresi tra 30 e 35 milioni. La società indica inoltre un margine ebitda previsto tra il 17% e il 18%.

Impatto finanziario e piano industriale

Cresce intanto l'indebitamento finanziario netto, che raggiunge 171,2 milioni di euro rispetto ai 129,6 milioni di fine dicembre 2025. Il dato segnala un assorbimento di risorse finanziarie in una fase di forte espansione operativa.

Il gruppo conferma anche gli obiettivi del piano industriale 2026-29 a perimetro attuale, con ricavi previsti tra 900 e 950 milioni di euro ed ebitda rettificato tra 170 e 190 milioni. Il piano prevede inoltre un margine in espansione al 19%-20%, un rapporto book-to-bill superiore a 1x e una cash conversion intorno al 70%.

In una nota, la società precisa che la guidance 2026 e i target del piano industriale non includono gli effetti dell'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa sulle azioni di Trevi - Finanziaria Industriale. L'esclusione mantiene separata la traiettoria organica del gruppo dagli eventuali impatti dell'operazione straordinaria.

Nel nostro precedente approfondimento sul piano 2026-2030 di Fondo Italiano d’Investimento abbiamo illustrato la strategia per rafforzare il private capital a supporto della crescita delle PMI nel post-PNRR. Il piano punta su capitali di lungo periodo, consolidamento industriale e investimenti in filiere strategiche (energia, aeronautica, navalmeccanica e materie prime critiche), con l’obiettivo di mobilitare più risorse private e ampliare la partecipazione degli investitori istituzionali.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.