Ferrari amplia il buyback con acquisti per 29,8 milioni di euro

Ferrari amplia il buyback con acquisti per 29,8 milioni di euro
Ferrari rafforza buyback azionario

La terza tranche del piano di riacquisto azioni di Ferrari prosegue a settembre con nuovi acquisti su EXM e NYSE. L'operazione rientra in un programma da 250 milioni di euro, parte del piano pluriennale di buyback da circa 3,5 miliardi di euro previsto entro il 2030.

Punti chiave

  • Ferrari ha acquistato tra il 21 e il 25 settembre 2026 82.524 azioni ordinarie per 29.796.393,26 euro a un prezzo medio di 361,0634 euro per azione.
  • Nel programma di buyback da 250 milioni di euro annunciato il 1° settembre 2026, questa terza tranche rientra nell'obiettivo complessivo di 3,5 miliardi di euro entro il 2030.
  • Al 25 settembre 2026, Ferrari detiene 1.805.393 azioni proprie, pari allo 0,77% del capitale sociale, con riacquisti totali dal 5 gennaio 2026 di 1.915.773 azioni per 587.312.917,89 euro.

Dettagli degli acquisti tra EXM e NYSE

Come riportato da Borsa Italiana, Ferrari comunica di aver acquistato tra il 21 e il 25 settembre 2026 ulteriori 82.524 azioni ordinarie per un controvalore complessivo di 29.796.393,26 euro, a un prezzo medio di 361,0634 euro per azione.

Gli acquisti sono effettuati nell'ambito del programma di buyback da 250 milioni di euro annunciato il 1° settembre 2026. Questa tranche rappresenta la terza fase del piano pluriennale di riacquisto del gruppo, che prevede un ammontare complessivo di circa 3,5 miliardi di euro entro il 2030.

Dall'avvio della terza tranche al 25 settembre 2026, l'investimento complessivo raggiunge 57.455.127,93 euro per 160.799 azioni acquistate su EXM e 21.998.568,42 dollari per 53.790 azioni acquistate sul NYSE.

Impatto sulla struttura del capitale

Al 25 settembre 2026, Ferrari detiene 1.805.393 azioni proprie ordinarie, pari allo 0,77% del capitale sociale.

Dal 5 gennaio 2026, il riacquisto complessivo sale a 1.915.773 azioni per un controvalore di 587.312.917,89 euro. L'andamento del programma conferma la continuità della strategia di allocazione del capitale del gruppo nel mercato azionario.

L’aggiornamento sulla quota potenziale di Goldman Sachs in Banco Bpm, che la nostra redazione ha seguito, evidenzia un avvicinamento al 5,5% del capitale tramite una combinazione di diritti di voto diretti e, soprattutto, strumenti derivati con regolamento fisico o cash. Nel dettaglio, solo una piccola parte è legata ad azioni con diritti di voto, mentre la componente principale deriva da strumenti finanziari, inclusa un’opzione put fisica con scadenze tra fine 2026 e fine 2027. Il caso mette in luce la differenza tra partecipazione effettiva ed esposizione potenziale, un elemento chiave per interpretare correttamente le comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti.

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