La vigilanza della BCE promuove un controllo basato sul rischio e una più rapida correzione delle criticità bancarie in Europa

La vigilanza della BCE promuove un controllo basato sul rischio e una più rapida correzione delle criticità bancarie in Europa
La BCE rafforza il controllo dei rischi

Le autorità di vigilanza bancaria europee stanno rimodellando il controllo prudenziale mentre le banche affrontano una combinazione più complessa di rischi geopolitici, tecnologici e climatici. L'approccio si concentra su una più netta definizione delle priorità, processi di vigilanza più semplici e interventi correttivi più rapidi, con implicazioni per la resilienza e la competitività delle banche nell'intera area dell'euro.

Punti chiave

  • La vigilanza della BCE passa a un approccio incentrato sul rischio, dando priorità a capitale, liquidità, governance, resilienza operativa e rischi strutturali quali l'esposizione climatica e geopolitica.
  • L'iniziativa Next Level Supervision ha ridotto di circa 40 le pubblicazioni di vigilanza, ha accorciato i tempi di approvazione delle cartolarizzazioni da tre mesi a sette giorni e ha dimezzato del 55% i dati degli stress test.
  • Il rendimento del capitale proprio delle banche dell'area dell'euro supera il 10%, il divario di valutazione rispetto alle banche statunitensi si riduce, ma la BCE avverte che abbassare gli standard prudenziali mette a rischio la stabilità finanziaria.

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La riforma della vigilanza prende di mira i rischi rilevanti

Come illustrato dalla Banca Centrale Europea, citando il braccio di vigilanza della BCE, la vigilanza bancaria europea sta adattando il proprio modello per concentrarsi più direttamente sui rischi più importanti, anziché cercare di esaminare ogni questione presso ogni banca ogni anno.

Il quadro si basa su tre pilastri: una più netta prioritizzazione dei rischi, maggiore efficienza e interventi correttivi tempestivi. Le autorità di vigilanza affermano che un contesto di rischio sempre più incerto e interconnesso richiede una maggiore tolleranza al rischio residuo di vigilanza nelle aree a priorità inferiore, consentendo di concentrare le risorse su capitale, liquidità, governance, resilienza operativa e rischi strutturali quali le esposizioni climatiche, legate alla natura e geopolitiche.

L'approccio di vigilanza della BCE riflette anche gli insegnamenti delle turbolenze bancarie del 2023, che hanno dimostrato come le banche possano soddisfare i requisiti formali di capitale e liquidità mentre continuano ad accumularsi debolezze nella governance, nella cultura del rischio o nei modelli di business. In questo contesto, le autorità di vigilanza sostengono che un controllo basato sul giudizio stia diventando più importante di un corpus normativo sempre più dettagliato e che anche le banche debbano assumersi maggiori responsabilità anziché richiedere costantemente ulteriori indicazioni.

Spinta all'efficienza e implicazioni per la competitività

Le autorità di vigilanza affermano che la semplificazione sta già producendo miglioramenti operativi misurabili. Nell'ambito dell'iniziativa Next Level Supervision, sono state riesaminate oltre 100 pubblicazioni di orientamento alla vigilanza, circa 40 sono state ritirate, i tempi di elaborazione per le approvazioni più semplici delle cartolarizzazioni sono scesi da tre mesi a circa sette giorni, i dati richiesti per gli stress test sono stati ridotti di circa il 55% e alcune tempistiche di approvazione relative al capitale sono state ridotte a meno di sei giorni.

La vigilanza bancaria europea sostiene che tali cambiamenti mirano a preservare la solidità e la sicurezza del sistema, rendendo al contempo il quadro più semplice da gestire sia per le banche sia per le autorità di vigilanza. Aggiunge inoltre che un controllo efficace dipende non solo dall'individuazione dei rischi, ma anche dall'imposizione di correzioni durature, anche attraverso misure qualitative, restrizioni operative o penalità periodiche quando le banche non affrontano tempestivamente le cause profonde.

Nel più ampio dibattito sulle politiche, le autorità di vigilanza presentano la stabilità finanziaria, la crescita e la competitività bancaria come obiettivi che si rafforzano reciprocamente anziché essere in conflitto. Il testo afferma che il rendimento del capitale proprio delle banche dell'area dell'euro si è stabilizzato oltre il 10% e che il divario di valutazione rispetto alle banche statunitensi si è ridotto, avvertendo tuttavia che un allentamento degli standard prudenziali rischierebbe di ridurre la resilienza senza garantire un credito o una competitività maggiori.

Il testo sostiene inoltre la piena attuazione di Basilea III e una più profonda cooperazione internazionale, mentre aumenta la frammentazione geopolitica. La rapida espansione della finanza non bancaria, l'aumento delle minacce informatiche, i progressi nell'IA e nel calcolo quantistico, nonché i rischi climatici e legati alla natura, sono tutti citati come ragioni per cui le autorità di vigilanza necessitano di un coordinamento più stretto con le autorità globali e le comunità specialistiche al di fuori del settore finanziario.

Il nostro precedente articolo sull'indebolimento della cooperazione normativa internazionale ha evidenziato gli avvertimenti secondo cui la frammentazione geopolitica sta rendendo i rischi bancari transfrontalieri più interconnessi e più difficili da individuare e gestire per le autorità di vigilanza. Ha segnalato le preoccupazioni che le lacune informative e l'arbitraggio normativo possano aumentare se le giurisdizioni divergono sugli standard, mentre l'attuazione delle riforme finali di Basilea III resta disomogenea. L'articolo ha inoltre evidenziato la crescente importanza del coordinamento su questioni emergenti quali l'IA e la preparazione alla risposta alle crisi.

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