BTP italiani, spread e rendimenti si ampliano ma resta positiva la view di medio-lungo termine
Il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani riporta lo spread BTP-Bund sopra i 100 punti base, dopo il minimo di 60 registrato a inizio anno. Il movimento si inserisce nel sell-off globale dell'obbligazionario legato agli shock energetici e alle attese di politiche monetarie più rigide, mentre gli operatori mantengono una valutazione costruttiva sui BTP.
Punti chiave
- L'allargamento dello spread BTP-Bund e l'aumento dei rendimenti riflettono un peggioramento dei mercati obbligazionari, causato da shock sulle materie prime e attese di stretta monetaria.
- Generali Asset Management mantiene una view costruttiva sui BTP grazie a rendimenti interessanti e domanda solida sia domestica sia internazionale, nonostante il debito pubblico elevato.
- Generali AM privilegia le scadenze intermedie e vede eventuali ampliamenti dello spread legati a rischi geopolitici o BCE restrittiva come opportunità di acquisto, non segnali strutturali negativi.
Pressioni di mercato e valutazioni sui BTP
Come riportato da Borsa Italiana, l'allargamento dello spread e l'aumento dei rendimenti dei BTP riflettono soprattutto il peggioramento del clima sui mercati obbligazionari internazionali. Marco Giordano, Investment Director di Wellington Management, afferma che il rialzo dei rendimenti nell'ultimo mese è stato persistente e ha portato i tassi sui massimi degli ultimi tre anni, in un contesto segnato da shock sulle materie prime e da aspettative di una stretta monetaria da parte delle banche centrali.Secondo Giordano, lo spread tra BTP e Bund si amplia per effetto della maggiore avversione al rischio, ma resta comunque nella fascia bassa dell'intervallo osservato negli ultimi anni. Anche per Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income - Mandates presso Generali Asset Management, i livelli attuali incorporano un premio per il rischio eccessivo rispetto ai fondamentali italiani, elemento che sostiene una visione costruttiva sul mercato dei titoli di Stato.
Generali Asset Management segnala inoltre che il rendimento dei BTP resta interessante rispetto ai governativi dei Paesi core dell'Eurozona. Il quadro tecnico continua a essere giudicato favorevole grazie a una domanda che si mantiene solida sia da parte degli investitori domestici sia di quelli internazionali.
Fondamentali italiani e rischi sotto osservazione
La valutazione positiva di medio-lungo termine sui titoli di Stato italiani si basa, secondo Generali AM, sul miglioramento progressivo dei fondamentali macroeconomici, fiscali e istituzionali. Bergamaschi sottolinea che negli ultimi anni l'Italia rafforza la propria credibilità fiscale, anche attraverso una maggiore disciplina di bilancio, il consolidamento dei conti pubblici e il rispetto degli impegni europei, fattori che rendono più strutturale la riduzione del premio per il rischio richiesto dagli investitori.Nel giudizio della società, il debito pubblico resta elevato in termini assoluti ma appare oggi più gestibile rispetto al passato. Generali confronta inoltre il percorso della finanza pubblica italiana con quello francese e tedesco, indicando una dinamica relativamente più costruttiva per l'Italia.
Guardando alla curva dei rendimenti, Generali AM continua a privilegiare le scadenze intermedie e mantiene maggiore cautela sulla parte lunga, ritenuta più vulnerabile alle aspettative d'inflazione e alla volatilità dei tassi globali. Tra i principali fattori di rischio restano le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, un orientamento più restrittivo della BCE e l'avvicinarsi delle scadenze elettorali del prossimo anno; eventuali ulteriori ampliamenti dello spread legati a questi elementi possono però rappresentare, secondo Bergamaschi, opportunità di acquisto più che segnali di un deterioramento strutturale del merito creditizio italiano.
Nel nostro precedente approfondimento sullo spread BTp-Bund abbiamo osservato come le tensioni sul mercato petrolifero stessero influenzando il reddito fisso dell’Eurozona, favorendo gli acquisti sui governativi dei Paesi core e penalizzando quelli periferici. In quel contesto il differenziale BTp decennale-Bund era risalito in area 102 punti base, mentre i rendimenti mostravano movimenti divergenti tra Germania, Italia e Francia, segnalando un clima di maggiore avversione al rischio sui bond europei.
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