Milano chiude in rialzo, i mercati europei riducono il rischio di una nuova stretta Fed

Milano chiude in rialzo, i mercati europei riducono il rischio di una nuova stretta Fed
Mercati in rialzo in Europa

Le Borse europee archiviano in positivo l'ultima seduta della settimana dopo segnali di rallentamento dal mercato del lavoro statunitense. Il cambio di aspettative sulla Federal Reserve sostiene anche Piazza Affari, mentre si attenuano le tensioni su BTp, spread e petrolio.

Punti chiave

  • Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,49% a 50.483 punti grazie alle minori aspettative di una stretta Fed dopo il dato lavoro U.S.
  • Il rendimento del BTp decennale rallenta dal massimo 4,73%, con lo spread col Bund a 117 punti dopo essere salito oltre quota 132.
  • Il Brent dicembre cala dell'1,6% a 100,7 dollari al barile e il Wti novembre scende del 2,8% in area 90 dollari dopo il rilascio di scorte deciso dal G7.

Lavoro U.S., tassi e chiusura dei listini

Come riportato da Borsa Italiana, il rallentamento del dato sul lavoro U.S. di settembre spinge gli investitori a rivedere drasticamente le probabilità di una nuova stretta monetaria della Fed nella riunione del 28 ottobre. Lo strumento del Cme Group indica circa l'80% di possibilità di tassi invariati, contro il 20% di un rialzo, in netto cambiamento rispetto ai giorni precedenti.

Il dato viene accolto favorevolmente perché non risulta né troppo forte, scenario che avrebbe riacceso i timori di un intervento restrittivo, né troppo debole, ipotesi che avrebbe sollevato dubbi sulla tenuta dell'economia. Dopo la turbolenza iniziale legata all'inflazione dell'Eurozona ai massimi da tre anni, il clima sui listini migliora e il Ftse Mib chiude in progresso dello 0,49% a 50.483 punti, pur scendendo sotto quota 51mila per la prima volta da giugno.

Titoli guida, bond e valute sotto osservazione

Il miglioramento del sentiment si riflette anche sul mercato dei titoli di Stato. Il rendimento del BTp decennale rallenta dopo avere toccato un massimo del 4,73%, mentre lo spread con il Bund torna sotto i 120 punti, a 117, dopo un picco intraday oltre quota 132.

Anche il calo del petrolio contribuisce al recupero azionario. Il Brent con consegna dicembre scende a 100,7 dollari al barile, in ribasso dell'1,6%, mentre il Wti di novembre cala del 2,8% in area 90 dollari, dopo il maxi rilascio di scorte di greggio e diesel deciso dal G7.

A Piazza Affari guidano i rialzi i tecnologici, con St in aumento del 6,67%, Technoprobe del 5,99% e Prysmian del 3,96%. Stellantis sale dello 0,88% dopo i dati sulle immatricolazioni di settembre, mentre tra le banche arretrano Bper, in calo dell'1,04%, e Unicredit, in ribasso dello 0,86%; Tim lascia sul terreno il 2,45% e Fincantieri cede l'1,98% per prese di profitto dopo i guadagni della vigilia.

Sul valutario, il dollaro U.S. rallenta dopo il picco della seduta precedente, quando aveva raggiunto i massimi da maggio 2025 contro l'euro. Il cambio euro/dollaro si porta a 1,125, in rialzo dello 0,2%, mentre il dollaro/yen scende dello 0,2% a 157,73.

Nel nostro precedente approfondimento su inflazione dell’Eurozona e dati sul lavoro U.S. abbiamo ricostruito una seduta europea volatile, con Piazza Affari sostenuta dal calo del petrolio e dall’attenzione sui principali indicatori macro. Abbiamo evidenziato come l’inflazione armonizzata dell’Eurozona sia risalita e come l’occupazione negli Stati Uniti abbia deluso, favorendo un rientro dei rendimenti e uno spread BTp-Bund intorno a 120 punti, mentre a Milano si mettevano in luce i titoli tech come ST, Technoprobe e Prysmian.

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