La Guinea-Bissau raggiunge un accordo con lo staff dell’FMI per la revisione finale dell’ECF
La Guinea-Bissau è più vicina a un esborso finale nell’ambito del programma Extended Credit Facility, dopo aver raggiunto un accordo a livello tecnico con il Fondo monetario internazionale sugli impegni di politica economica. L’approvazione del Consiglio esecutivo consentirebbe di sbloccare circa 1,6 milioni di dollari USA e segnerebbe la dodicesima e ultima revisione dell’accordo.
Punti chiave
- L’accordo a livello tecnico tra lo staff dell’FMI e la Guinea-Bissau consente al paese di accedere a un esborso finale di 1,17 milioni di DSP (1,6 milioni di dollari USA), portando il totale degli esborsi dell’ECF a 39,76 milioni di DSP (53,9 milioni di dollari USA).
- Si prevede che il PIL reale della Guinea-Bissau cresca del 4,8% nel 2026, trainato da una campagna di esportazione degli anacardi con volumi superiori di quasi il 12% rispetto al 2025.
- Si prevede che il disavanzo fiscale resti al 4,2% del PIL nel 2026, con il debito pubblico stabile intorno al 74% del PIL, grazie al mantenimento della disciplina fiscale e alle riforme strutturali.
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Condizioni della revisione finale e prospettive per il 2026
Come riferito dal Fondo monetario internazionale, l’accordo fa seguito ai colloqui tenuti a Bissau dal 21 ottobre al 3 novembre 2026, guidati dal capo missione Niko Hobdari, e resta subordinato all’approvazione della direzione dell’FMI e all’esame del Consiglio esecutivo.In una dichiarazione rilasciata al termine della missione, Hobdari afferma che il completamento della revisione consentirebbe un esborso di 1,17 milioni di DSP, pari a circa 1,6 milioni di dollari USA, portando il totale degli esborsi nell’ambito dell’accordo a 39,76 milioni di DSP, pari a circa 53,9 milioni di dollari USA. L’FMI afferma che i risultati del programma restano solidi, sostenuti da politiche macroeconomiche prudenti, disciplina fiscale e riforme strutturali volte a preservare la stabilità e favorire una crescita inclusiva.
Si prevede che il PIL reale cresca del 4,8% nel 2026, grazie a una campagna di esportazione degli anacardi più forte del previsto, con volumi superiori di quasi il 12% rispetto al 2025. A fine settembre 2026 l’inflazione su base annua si attesta al -0,7%, nonostante l’aumento dei prezzi internazionali dei carburanti: la diminuzione dei prezzi alimentari e il controllo dei prezzi interni dei carburanti contribuiscono a contenere le pressioni sui prezzi.
Disciplina fiscale e sfide successive al programma
Si prevede che il disavanzo fiscale resti al 4,2% del PIL nel 2026, grazie all’aumento delle entrate derivanti dagli anacardi, alla riduzione della spesa per progetti finanziati dall’estero e a controlli più rigorosi sulla spesa. A fine 2026 il debito pubblico dovrebbe attestarsi intorno al 74% del PIL, in larga misura invariato rispetto alla fine del 2025, mentre l’FMI afferma che il mantenimento della disciplina fiscale e di una politica prudente di assunzione di prestiti resta essenziale per avviare il debito su una traiettoria di riduzione più solida nel medio termine.La bozza di bilancio per il 2027 riflette l’impegno del governo a preservare i risultati ottenuti nell’ambito del programma sostenuto dall’FMI, creando al contempo margini per investimenti a sostegno della crescita e dello sviluppo. Il Fondo afferma che le prospettive restano esposte a rischi significativi, tra cui condizioni meteorologiche avverse, un peggioramento delle ragioni di scambio, shock politici e condizioni di finanziamento più restrittive.
Dall’avvio del programma, afferma l’FMI, la Guinea-Bissau ha ridotto il disavanzo fiscale dall’8,2% del PIL nel 2023 a un 4,2% previsto nel 2026, migliorando nel contempo l’amministrazione delle entrate, la gestione delle finanze pubbliche e quella del debito. Aggiunge che le future riforme strutturali dovrebbero rafforzare il rispetto degli obblighi fiscali, migliorare l’attuazione degli investimenti pubblici, affrontare le vulnerabilità del settore finanziario e ampliare l’assistenza sociale e le reti di protezione.
Nel nostro precedente articolo sulle prospettive aggiornate dell’FMI per l’Africa subsahariana nel 2026, abbiamo osservato che le stime di crescita erano state riviste leggermente al rialzo, mentre le prospettive per l’inflazione erano peggiorate, sottolineando la necessità di un orientamento di politica economica più rigoroso in molti paesi. Abbiamo inoltre evidenziato il crescente peso del servizio del debito e i rischi esterni — dalle condizioni di finanziamento globali più restrittive e dai minori flussi di aiuti agli shock legati a El Niño — che potrebbero mettere sotto pressione i margini di manovra fiscali ed esterni della regione.
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