La RDC raggiunge un accordo tecnico con il FMI sui riesami dei programmi, mentre aumentano i rischi legati all’Ebola e le pressioni sul bilancio
La Repubblica Democratica del Congo si avvicina a nuovi esborsi del FMI dopo che il personale dell’istituzione e le autorità hanno raggiunto un accordo sugli ultimi riesami di due programmi di finanziamento. L’accordo deve ancora essere approvato dalla direzione del FMI e dal Consiglio esecutivo; l’esame è provvisoriamente previsto per dicembre 2026.
Punti chiave
- Il FMI raggiunge un accordo a livello tecnico con la RDC sui riesami dell’ECF e dell’RSF; le richieste di maggiori finanziamenti e di allentamento dei limiti al disavanzo per il 2026–2027 sono in attesa dell’esame del Consiglio esecutivo.
- La crescita del PIL reale della RDC dovrebbe rimanere superiore al 5 per cento nonostante l’Ebola e le interruzioni nelle miniere; l’inflazione dovrebbe avvicinarsi al 9 per cento entro dicembre 2026, con il tasso di riferimento al 12,5 per cento a ottobre 2026.
- Il FMI invita la RDC ad accelerare le misure di aumento delle entrate già approvate, contenere la crescita della spesa per il personale e modernizzare ulteriormente la gestione delle finanze pubbliche, mentre l’Ebola e il conflitto armato nella parte orientale della RDC mettono sotto pressione il bilancio.
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Riesame dei programmi e richieste di finanziamento
Come riportato dal Fondo monetario internazionale, una missione del FMI guidata da Calixte Ahokpossi ha raggiunto un accordo a livello tecnico con le autorità della RDC sul quarto riesame nell’ambito dell’Extended Credit Facility e sul terzo riesame nell’ambito della Resilience and Sustainability Facility.Il FMI afferma che nel 2026 la crescita economica rallenterà leggermente, poiché l’epidemia di Ebola e le difficoltà operative in due grandi miniere iniziano a pesare sull’attività. Tuttavia, si prevede che la crescita del PIL reale rimanga superiore al 5 per cento quest’anno e nel medio termine. L’inflazione su base annua dovrebbe salire a quasi il 9 per cento entro la fine di dicembre 2026, spinta dall’aumento dei costi dei prodotti petroliferi e degli alimenti.
La Banca centrale del Congo ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 12,5 per cento nell’ottobre 2026, mentre la missione del FMI invita i responsabili delle politiche a farsi trovare pronti a inasprire la politica monetaria qualora le aspettative d’inflazione perdessero un saldo ancoraggio, in un contesto di incertezza legata all’Ebola e alla guerra in Medio Oriente.
Il governo chiede inoltre di allentare i limiti al disavanzo di bilancio per il 2026 e il 2027 e di aumentare l’accesso ai finanziamenti del FMI nell’ambito sia dell’ECF sia dell’RSF. Il Fondo afferma che il sostegno aggiuntivo dell’RSF mira a contribuire alla mitigazione dei rischi macrofiscali derivanti dagli shock sanitari, rafforzando la preparazione e la risposta alle epidemie. Le richieste saranno sottoposte all’esame e all’approvazione del Consiglio esecutivo.
Pressioni sui conti pubblici e agenda di riforme
Il FMI afferma che il conflitto armato nella parte orientale della RDC e la risposta all’Ebola pesano sul bilancio, sebbene a fine giugno 2026 il disavanzo di bilancio interno sia rimasto al di sotto del limite previsto dal programma. Aggiunge che nella seconda parte dell’anno emergono difficoltà di attuazione, che rendono più urgente accelerare le misure di aumento delle entrate già approvate nel bilancio 2026 e contenere la spesa per il personale e quella meno prioritaria.Al di là delle pressioni immediate sul bilancio, la missione chiede di proseguire la modernizzazione della gestione delle finanze pubbliche per migliorarne la trasparenza e l’efficienza. Tra le raccomandazioni figurano la limitazione delle procedure di spesa d’emergenza, l’estensione a un maggior numero di ministeri dell’autorizzazione decentrata della spesa, il completamento dell’introduzione del conto unico del Tesoro e la razionalizzazione dei fondi speciali e degli enti pubblici nell’ambito delle norme generali di contabilità pubblica.
Il FMI accoglie inoltre con favore la rimozione della RDC dalla lista grigia del Gruppo d’azione finanziaria internazionale, affermando che la decisione riflette i progressi nei controlli antiriciclaggio e nel contrasto al finanziamento del terrorismo. Invita le autorità a consolidare questo slancio rafforzando la governance, combattendo la corruzione, migliorando il clima imprenditoriale e portando avanti le riforme legate al clima, tra cui la revisione del Codice forestale, l’aggiornamento della legge sui partenariati pubblico-privati e requisiti ambientali e sociali più rigorosi nel settore minerario.
Nel nostro precedente articolo sui rischi dell’indebitamento sovrano in un contesto di tassi più elevati abbiamo osservato che le persistenti tensioni geopolitiche e l’elevata spesa pubblica possono ridurre il margine di manovra fiscale e rendere più costoso il rifinanziamento. Abbiamo inoltre sottolineato che i mercati emergenti e di frontiera sono spesso più esposti, perché i costi del servizio del debito sono elevati rispetto a entrate limitate, mentre gli shock ai prezzi dell’energia e degli alimenti possono alimentare l’inflazione e aumentare la pressione sui bilanci.
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