Le azioni Volkswagen ampliano le perdite dopo il taglio delle previsioni sul margine 2026
Le azioni Volkswagen sono scese ancora lunedì, dopo che il maggiore produttore automobilistico europeo ha drasticamente ridotto le previsioni di redditività per il 2026, aumentando la pressione su una ristrutturazione già complicata dalla debole domanda in Cina e dai problemi di Porsche. Il sell-off arriva mentre i lavoratori tedeschi del settore automobilistico si preparano a proteste a livello nazionale per difendere posti di lavoro e sicurezza degli stabilimenti.
Punti chiave
- Volkswagen prevede un margine per il 2026 non superiore all’1%.
- La perdita di valore legata a Porsche ammonta a circa 6 miliardi di euro.
- La Cina e i costi di ristrutturazione comprimono gli utili.
- Le azioni Volkswagen hanno esteso il calo lunedì.
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Le azioni Volkswagen sono scese di circa il 2% nelle prime contrattazioni di lunedì, prima di ridurre le perdite allo 0,66%, a 75,65 €. Il calo ha fatto seguito al profit warning di venerdì, quando Volkswagen ha dichiarato che il margine operativo per il 2026 non avrebbe superato l’1%, ben al di sotto della precedente previsione compresa tra il 4% e il 5,5%, secondo Bloomberg.
Porsche e la Cina pesano su Volkswagen
Le prospettive riviste riflettono diversi problemi che stanno colpendo Volkswagen contemporaneamente. La società ha citato il deterioramento delle condizioni in Cina, l’aumento degli accantonamenti per il trattamento pensionistico e i costi di ristrutturazione. Ha inoltre contabilizzato una perdita di valore dell’avviamento pari a 6 miliardi di euro, ovvero circa 6,9 miliardi di dollari, legata al costruttore di auto sportive Porsche.
La Cina è particolarmente importante per il gruppo. In passato il mercato generava profitti significativi, che aiutavano Volkswagen a sostenere la sua ampia rete produttiva tedesca e a finanziare le nuove tecnologie. Questo vantaggio si è eroso con l’avanzata dei marchi locali, guidati da società come BYD, che hanno conquistato terreno grazie a veicoli elettrici e ibridi dai prezzi competitivi.
I produttori cinesi si stanno espandendo contemporaneamente in Europa. La loro quota del mercato automobilistico europeo ha raggiunto l’11% a luglio, intensificando la pressione sui prezzi in un momento in cui Volkswagen sta investendo ingenti somme nell’elettrificazione e cerca di ridurre i costi in patria.
Porsche e Audi devono affrontare un ulteriore ostacolo negli Stati Uniti, dove la loro limitata capacità produttiva locale le rende più esposte ai dazi statunitensi.
La pressione sul lavoro aumenta in Germania
Il profit warning di Volkswagen coincide con la crescente opposizione ai tagli in tutto il settore automobilistico tedesco. Si prevede che decine di migliaia di dipendenti di Volkswagen, Audi, Porsche, BMW, Mercedes-Benz e dei principali fornitori aderiranno a oltre 280 manifestazioni organizzate in tutto il Paese.
IG Metall chiede impegni per preservare stabilimenti e posti di lavoro, sollecitando al contempo il governo tedesco a ridurre i costi dell’energia e a proteggere la produzione nazionale dalle importazioni più economiche.
Il contesto occupazionale è già grave. L’industria automobilistica tedesca ha perso circa 100.000 lavoratori dal 2019, secondo l’associazione di settore VDA. I fornitori hanno eliminato circa 74.000 posti tra il 2019 e il 2025, quasi un quarto della loro forza lavoro. I piani di ristrutturazione di Volkswagen potrebbero alla fine coinvolgere circa 100.000 posti di lavoro in tutto il mondo.
Gli investitori si trovano di fronte a una ripresa più difficile per Volkswagen
L’ultimo profit warning di Volkswagen mostra quanto sia ridotto il margine di manovra del gruppo mentre convergono diverse pressioni. Il limite dell’1% al margine lascia un cuscinetto sugli utili molto più sottile, mentre la perdita di valore di 6 miliardi di euro legata a Porsche evidenzia le difficoltà di un’attività che un tempo avrebbe dovuto rafforzare il portafoglio premium del gruppo.
Le azioni Volkswagen restano ben al di sotto del livello di 83,20 € registrato il 17 settembre. Il ripristino della redditività dipende ora in larga misura dal contenimento dei costi di produzione in Germania, mentre il gruppo deve affrontare la debolezza della domanda in Cina, la crescente concorrenza delle case automobilistiche cinesi e le barriere commerciali negli Stati Uniti.
Abbiamo inoltre riferito che Volkswagen potrebbe vendere Ducati nell’ambito di una riorganizzazione del gruppo.
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