La domanda per i titoli giapponesi aumenta, attirando investitori con rendimenti più elevati

La domanda per i titoli giapponesi aumenta, attirando investitori con rendimenti più elevati
La domanda per i titoli giapponesi si rafforza con rendimenti oltre il 3%

​La domanda per i titoli di Stato giapponesi si è rafforzata nell'asta decennale di martedì: i rendimenti superiori al 3% hanno attirato gli acquirenti nonostante le persistenti preoccupazioni sull'inflazione e sulla politica fiscale. Il risultato ha contribuito a contenere le perdite dei futures sui titoli di Stato, dopo che il rendimento benchmark ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre decenni.

Punti chiave

  • Il rendimento decennale giapponese ha raggiunto il 3,115%.
  • La domanda all'asta ha superato la media a 12 mesi.
  • Il rapporto bid-to-cover è salito a 3,76.

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L'asta ha registrato un rapporto bid-to-cover di 3,76, in aumento rispetto al 3,29 della vendita precedente e superiore alla media a 12 mesi di 3,21, secondo quanto riportato da Bloomberg. Il rendimento dell'asta si è ridotto a 0,02 dallo 0,12 del mese scorso, un'ulteriore indicazione del miglioramento della domanda con il superamento del 3% da parte dei rendimenti.

I rendimenti più elevati riportano gli acquirenti sul mercato

Il rendimento benchmark giapponese a 10 anni è salito fino al 3,115% martedì, eguagliando il livello più alto dal 1996. Anche l'asta precedente si era conclusa senza difficoltà dopo che il rendimento aveva superato il 3% il mese scorso.

L'ultima vendita suggerisce che questi livelli stiano diventando sufficientemente interessanti per consentire agli investitori di assorbire la nuova offerta. Anche le aspettative di aumenti dei tassi d'interesse in ottobre sia in Giappone sia negli Stati Uniti si sono attenuate, creando un contesto più favorevole per le obbligazioni.

Le preoccupazioni per la politica interna non sono scomparse. Gli investitori stanno ancora valutando la possibilità di un'espansione fiscale e l'eventualità che la Bank of Japan possa restare indietro rispetto all'inflazione. Tuttavia, il governo del primo ministro Sanae Takaichi ha cercato di contrastare i timori secondo cui favorirebbe politiche reflazionistiche o spingerebbe la banca centrale a mantenere bassi i costi di finanziamento.

Citigroup vede i rendimenti giapponesi avvicinarsi ai massimi. I suoi strategist stimano che un rendimento decennale compreso tra il 2,5% e il 3% rappresenterebbe un fair value se l'inflazione si stabilizzasse intorno al 2%, mentre una politica fiscale più chiara potrebbe incoraggiare gli istituti finanziari ad aumentare le proprie posizioni in JGB.

La pressione globale sulle obbligazioni resta un rischio

L'asta positiva si svolge in un periodo difficile per i mercati del debito sovrano. I Treasury statunitensi hanno subito nuove vendite, spingendo i rendimenti a più lunga scadenza verso nuovi massimi pluridecennali, mentre le preoccupazioni fiscali in Francia hanno esercitato ulteriore pressione sui titoli di Stato europei.

Questa divergenza potrebbe rendere il debito giapponese relativamente più interessante per alcuni investitori. Citi ha osservato che gli investitori stanno valutando il passaggio dai titoli di Stato francesi ai JGB, poiché i rendimenti giapponesi offrono più reddito di quanto abbiano fatto negli ultimi decenni.

Citi prevede inoltre un appiattimento della curva dei rendimenti giapponese, con l'incorporazione nei mercati di un futuro inasprimento da parte della BOJ e il miglioramento delle condizioni di domanda e offerta. Un simile cambiamento potrebbe influenzare le azioni giapponesi: i titoli bancari hanno beneficiato delle aspettative di tassi e inflazione più elevati, mentre quelli immobiliari sono rimasti indietro nonostante l'aumento degli affitti. Un'inversione di queste posizioni potrebbe modificare la leadership del mercato azionario.

Le scadenze più lunghe affrontano il prossimo test

L'asta dei JGB a 30 anni di giovedì mostrerà se la domanda si estende ulteriormente lungo la curva dei rendimenti. Anche gli Stati Uniti offriranno questa settimana Treasury a 10 e 30 anni, mantenendo l'offerta globale di obbligazioni sotto i riflettori.

I rendimenti giapponesi più elevati rendono il debito pubblico più interessante per gli istituti nazionali, ma aumentano anche i costi di finanziamento nell'intera economia. Un costo maggiore per il debito pubblico può alla fine riflettersi sul credito a imprese e famiglie, rendendo sempre più importante l'equilibrio tra domanda degli investitori, inflazione e politica fiscale per il Giappone.

Abbiamo inoltre riportato le pressioni sul mercato obbligazionario giapponese legate all'agenda di Takaichi, mentre i piani di stimolo alimentano le preoccupazioni fiscali.

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