I future di Wall Street crollano mentre aumentano i rendimenti dei Treasury

I future di Wall Street crollano mentre aumentano i rendimenti dei Treasury
I future sul Dow crollano mentre salgono petrolio e rendimenti obbligazionari

​I future sulle azioni statunitensi sono crollati giovedì, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury ha riacceso i timori sull’inflazione e sulla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. I titoli tecnologici hanno subito pressioni particolarmente forti, mentre gli investitori valutavano se i solidi utili societari potessero compensare l’impatto dell’aumento dei costi di finanziamento.

Punti chiave

  • I future sul Dow hanno perso 494 punti, pari allo 0,96%.
  • I rendimenti dei Treasury e i prezzi del petrolio sono aumentati.
  • Gli investitori attendono i dati su utili e occupazione.

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I future sul Dow Jones con scadenza dicembre si attestavano a 50.955 punti, in calo di 494 punti, pari allo 0,96%, secondo gli ultimi dati di mercato. I future sull’S&P 500 sono scesi dello 0,55%, a 7.809,25 punti, mentre quelli sul Nasdaq-100 hanno perso lo 0,84%, a 31.138,50 punti. I nuovi rialzi dei prezzi dell’energia e dei rendimenti dei titoli di Stato pesavano sul sentiment prima dell’apertura, riferisce CNBC.

Petrolio e rendimenti obbligazionari mettono sotto pressione le azioni

Il rendimento dei Treasury decennali è aumentato di sette punti base, raggiungendo il 5,357% e avvicinandosi ai livelli visti l’ultima volta nel 2002, mentre il rendimento dei titoli trentennali ha raggiunto circa il 5,73%, vicino ai massimi degli ultimi 24 anni. L’aumento dei rendimenti incrementa i costi di finanziamento per le aziende e riduce l’attrattiva relativa delle azioni, in particolare dei titoli tecnologici, le cui valutazioni dipendono fortemente dalle aspettative sugli utili futuri.

I mercati dell’energia hanno accresciuto la pressione dopo che il presidente Donald Trump ha mostrato riluttanza a raggiungere un accordo con l’Iran, mentre alcune indiscrezioni suggerivano che Washington stesse valutando una nuova campagna militare di ampia portata. Il Brent è salito del 4,6%, a 104,82 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) ha guadagnato il 4,5%, a 92,23 dollari. L’aumento dei costi energetici rischia di prolungare l’inflazione, offrendo potenzialmente alla Federal Reserve un’ulteriore ragione per inasprire la politica monetaria.

La stagione degli utili offre un possibile elemento di sostegno

Nonostante il sell-off sui future, le aspettative sugli utili societari restano solide. FactSet stima che le aziende dell’S&P 500 registreranno una crescita degli utili del terzo trimestre, su base aggregata, di circa il 30%, segnando potenzialmente il terzo trimestre consecutivo sopra il 25%. Risultati di questo tipo potrebbero sostenere le valutazioni azionarie, anche se gli investitori monitoreranno anche l’eventuale impatto dei maggiori costi energetici e di finanziamento sui margini di profitto.

PepsiCo dovrebbe pubblicare i risultati trimestrali prima dell’apertura di giovedì, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti offriranno un’ulteriore indicazione sulle condizioni del mercato del lavoro. I mercati esteri erano già più deboli: lo Stoxx 600 europeo perdeva lo 0,65% e il DAX tedesco lo 0,77%. In Asia, il Nikkei 225 giapponese ha chiuso in calo dello 0,93%, mentre il Kospi sudcoreano ha perso il 2,62%.

Tassi più elevati mettono alla prova le prospettive sugli utili

L’ultimo calo evidenzia una tensione crescente tra la resilienza degli utili societari e il deterioramento delle condizioni finanziarie. Anche le aziende che riportano una forte crescita dei ricavi potrebbero subire pressioni sulle valutazioni se i rendimenti dei Treasury continueranno a salire, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe far crescere i costi di trasporto, produzione e consumo. Per Wall Street, la questione immediata è se gli utili riusciranno a sostenere la fiducia mentre i rischi inflazionistici si intensificano. Le perdite dei future di giovedì suggeriscono che gli investitori sono sempre meno disposti a ignorare la combinazione di energia costosa, rendimenti obbligazionari elevati e incertezza sulla prossima decisione della Federal Reserve.

In precedenza avevamo evidenziato che l’oro rimbalza dai minimi di nove settimane amid le tensioni con l’Iran.

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