I titoli tech asiatici crollano mentre aumentano i dubbi sui profitti dell’AI

I titoli tech asiatici crollano mentre aumentano i dubbi sui profitti dell’AI
I titoli tecnologici asiatici crollano per i timori su AI e mercato dei chip

Martedì le azioni delle società tecnologiche asiatiche sono crollate, mentre un’ondata di vendite sui titoli dei semiconduttori a Wall Street si è propagata ai mercati regionali, colpendo i produttori sudcoreani di chip di memoria e le società tecnologiche giapponesi. I nuovi timori sulla concorrenza cinese e sul finanziamento delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale hanno spinto gli investitori a rivalutare un settore che negli ultimi anni ha registrato alcuni dei rialzi più consistenti.

Punti chiave

  • SK Hynix perde il 9,66%, SoftBank cede l’8,05%.
  • I progressi cinesi nelle memorie mettono sotto pressione i titoli dei chip.
  • I timori sul finanziamento dell’AI aggravano le perdite del mercato.

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Il ribasso ha seguito il calo di lunedì dei titoli statunitensi dei chip, quando Micron Technology ha perso il 3,9% e il Nasdaq Composite è sceso dello 0,44%, riferisce CNBC. Gli investitori hanno inoltre reagito ai progressi riferiti del produttore cinese di memorie ChangXin Memory Technologies, o CXMT, che hanno sollevato interrogativi sulla capacità dei fornitori affermati di mantenere i propri vantaggi tecnologici e margini di profitto.

I produttori sudcoreani di chip guidano le perdite regionali

Le azioni di SK Hynix sono scese del 9,66% a 1.450.000 won, secondo l’ultimo aggiornamento di mercato, mentre Samsung Electronics ha ceduto circa l’8%. Entrambe le società hanno raggiunto i livelli intraday più bassi da agosto, mentre le vendite si intensificavano nel settore sudcoreano dei semiconduttori.

Il Kospi è crollato di oltre il 6%, segnando il calo giornaliero più pesante da luglio, mentre l’indice MSCI Asia-Pacifico, escluso il Giappone, ha perso oltre il 2% e ha toccato il livello più basso dalla fine di luglio. Taiwan Semiconductor Manufacturing Company è scesa di circa l’1,8%, estendendo la pressione all’intera filiera regionale dei chip.

Anche le società tecnologiche giapponesi hanno subito perdite significative. SoftBank Group è scesa dell’8,05% a 5,336 yen, mentre il produttore di apparecchiature per chip Tokyo Electron ha ceduto il 6,6% e il fornitore di apparecchiature per test Advantest è sceso del 5,38%. Kioxia Holdings, uno dei principali produttori di memorie flash, ha perso oltre il 12%, riflettendo la particolare pressione sulle attività legate alle memorie.

La concorrenza cinese solleva interrogativi sui profitti dell’AI

Il catalizzatore immediato è stato il progresso riferito di CXMT su un’architettura di memoria progettata per aumentare la densità di archiviazione. Secondo quanto riferito, il produttore cinese starebbe preparando il lancio di un nuovo prodotto di memoria per server entro la fine del 2026, rafforzando potenzialmente la propria posizione nei confronti dei concorrenti internazionali affermati.Tuttavia, questo sviluppo non dimostra che CXMT sia in grado di competere direttamente con i fornitori sudcoreani nel settore delle memorie ad alta larghezza di banda, un componente essenziale dei sistemi avanzati di AI. Le capacità produttive su larga scala, l’affidabilità dei prodotti e la quota di mercato restano ostacoli significativi, soprattutto nelle categorie di memoria più sofisticate.

Gli investitori si interrogano inoltre sulla sostenibilità finanziaria della spesa per le infrastrutture di AI. I dirigenti di Intel e Broadcom hanno avvertito che l’accesso al capitale potrebbe diventare un vincolo sempre più importante, anche se la domanda di capacità di calcolo rimane consistente.

Risultati e dati sull’inflazione potrebbero determinare la prossima direzione

Il sell-off pone maggiore attenzione sui prossimi risultati di ASML e TSMC, che potrebbero fornire indicazioni sulla capacità della domanda di semiconduttori e della spesa per investimenti di rimanere sufficientemente solide da sostenere le valutazioni attuali. I recenti risultati record di Samsung hanno già dimostrato che una solida performance finanziaria potrebbe non bastare a rassicurare gli investitori preoccupati per la concorrenza futura.

L’attenzione si sta concentrando anche sul rapporto sull’inflazione statunitense di mercoledì e sulle prospettive della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse. Costi di finanziamento più elevati potrebbero rendere più costosi i progetti di AI finanziati a debito, riducendo al contempo l’attrattiva dei titoli growth altamente valutati.

La questione centrale per i mercati tecnologici asiatici non è più semplicemente se la domanda di AI continuerà a crescere. Gli investitori vogliono sempre più prove che i produttori di semiconduttori possano preservare il proprio potere di determinazione dei prezzi e la redditività, mentre la concorrenza si intensifica e aumenta il costo del finanziamento di nuove infrastrutture.

In precedenza, avevamo riferito che l’oro scende sotto i 4,200$ in vista di un importante rapporto sull’inflazione statunitense.

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