Cosa c’è dietro l’ultimo calo del 4,7% delle azioni Oracle?

Cosa c’è dietro l’ultimo calo del 4,7% delle azioni Oracle?
Oracle scende oggi del 4,72% a $128,24

Oracle Corporation (ORCL) è scesa del 4,72% poiché la crescente pressione al ribasso è persistita, nonostante la crescita record dei ricavi cloud e l’espansione del portafoglio contratti abbiano offerto un contesto aziendale favorevole. Il forte calo è rafforzato dal fatto che Oracle quota ben al di sotto delle sue medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, evidenziando il perdurare di un momentum ribassista.

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ORCL previsione del prezzo
24H -0.95%
129,75 $
48H -1.28%
129,32 $
7D -2.2%
128,12 $
1M -7.96%
120,57 $
3M -30.24%
91,39 $
6M -48.21%
67,84 $
12M -50.81%
64,44 $
Prezzo attuale: 131 $ -8.5600 6.13%
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Punti chiave

  • Oracle ha dichiarato che i ricavi cloud hanno raggiunto il 51% dei ricavi totali nell’esercizio fiscale 2026, rispetto al 43% dell’anno precedente.
  • La società ha riportato un portafoglio cloud di $664 miliardi e $288 miliardi in futuri contratti di locazione per data center, con un dividend yield dell’1,5%.
  • Le azioni Oracle quotano al di sotto delle principali medie mobili, con una configurazione tecnica ribassista e un intervallo previsto tra $120,63 e $135,85.

La crescita rialzista del cloud compensa le forti vendite mentre i riacquisti restano sospesi

Oracle ha riportato che i ricavi cloud hanno rappresentato il 51% dei ricavi totali nell’esercizio fiscale 2026, rispetto al 43% dell’anno precedente, riflettendo una domanda più forte di Oracle Cloud Infrastructure e applicazioni cloud Fusion, trainata dall’adozione dell’intelligenza artificiale. La società ha dichiarato che il suo portafoglio cloud ha raggiunto $664 miliardi e ha annunciato un dividendo trimestrale di $0,50 per azione, con un dividend yield di circa 1,5%. Oracle ha inoltre sottoscritto $288 miliardi in contratti di locazione per data center non ancora avviati e ha continuato a investire massicciamente nell’espansione dei data center e nell’infrastruttura AI, con risultati finanziari influenzati dal finanziamento tramite debito e dalle spese in conto capitale. I riacquisti di azioni sono rimasti sospesi e non sono state annunciate modifiche significative alle politiche sui dividendi o sui riacquisti, sebbene l’andamento del prezzo sia rimasto sotto una pressione di vendita più ampia.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, vede poche possibilità di sollievo per Oracle, poiché gli indicatori tecnici confermano il forte momentum ribassista. Sottolinea l’incapacità della crescita positiva dei ricavi cloud e dell’espansione del portafoglio di compensare le persistenti vendite e la rottura al ribasso delle principali medie mobili. I forti investimenti e l’elevata leva finanziaria di Oracle aggiungono rischi, mentre i riacquisti sospesi indeboliscono il sostegno agli azionisti. Kharitonov evidenzia gli indicatori di momentum negativi e il predominio dei venditori, suggerendo che non vi siano segnali di un’imminente inversione. "Finché non vedremo un recupero duraturo delle principali medie mobili o un chiaro cambiamento nell’interesse del mercato, lo scenario ribassista rimane saldamente sotto controllo."
Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, resta fiducioso sulla trasformazione del core business di Oracle. Indica la solida crescita dei ricavi cloud, il portafoglio record e i consistenti impegni futuri per i data center come segnali di un’espansione delle opportunità di lungo termine. L’esperto sottolinea che l’adozione dell’AI e gli investimenti infrastrutturali posizionano bene Oracle per ulteriore crescita nonostante l’attuale pressione sul prezzo. Karapetjanc mantiene fiducia nella strategia di Oracle e ritiene che fondamentali favorevoli guideranno alla fine una ripresa. "La struttura rialzista resta intatta per gli investitori capaci di guardare oltre la debolezza tecnica di breve termine e concentrarsi sull’aggressiva espansione cloud di Oracle."
Jainam Mehta, stratega di mercato, ritiene che il momentum sia decisamente ribassista, con Oracle che quota ben al di sotto delle sue principali medie mobili. Osserva le letture di ipervenduto e suggerisce che l’elevata fascia di volatilità potrebbe offrire configurazioni tattiche di ingresso o uscita qualora emergessero inversioni intraday. Mehta rileva la marcata propensione alla vendita, ma evidenzia lo scenario previsivo laterale, che offre potenziale per operazioni all’interno di un range. "I trader contrarian potrebbero osservare un picco di volatilità o un possibile rimbalzo di breve termine vicino al supporto di $120,63."
Oracle Corporation asset chart
Oracle Corporation dinamica dei prezzi. Fonte: TradingView.

Momentum ribassista e segnali di ipervenduto mentre i venditori dominano l’andamento intraday

Oracle quota ben al di sotto delle sue medie mobili a 20 giorni ($140,43), 50 giorni ($145,41) e 200 giorni ($160,52), indicando una marcata pressione al ribasso nelle tendenze di breve, medio e lungo termine. Il titolo rimane frenato dalla resistenza di breve termine a $128,95, con il successivo supporto a $120,63, e la struttura complessiva è confermata ribassista dall’allineamento della media a 50 giorni rispetto a quella a 200 giorni. I segnali di momentum restano negativi, poiché il MACD indica una continua pressione di vendita, mentre la lettura dell’Average Directional Index (ADX) è neutrale, suggerendo una debole convinzione direzionale. Il Relative Strength Index (RSI) a 44,51 segnala una propensione alla vendita. Il Commodity Channel Index (CCI) a -113,42 si trova in territorio di ipervenduto, confermato dal Bull/Bear Power (BBP) a -3,96, indicando che i venditori dominano il momentum intraday in presenza di una lettura di ipervenduto. Stochastic RSI è moderatamente rialzista, segnalando un certo interesse all’acquisto nel breve termine, ma il quadro complessivo resta sotto pressione per via del segnale negativo dell’Awesome Oscillator (AO) e del movimento giornaliero, con il titolo in calo di $6,36 ovvero del 4,72%. Oracle ha aperto con un gap ribassista di circa $2,64 (1,96%) e ora quota vicino ai minimi della sessione. La volatilità intraday si attesta all’1,97%. Il tono intraday è debole, con un persistente controllo dei venditori e pochi recuperi dopo l’apertura.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che le prospettive tecniche di Oracle erano limitate dal persistente momentum al ribasso e dagli accresciuti rischi macroeconomici e normativi. L’analisi attuale rafforza questa visione, poiché il momentum ribassista resta dominante nonostante la solida crescita del cloud, con i venditori saldamente al controllo e un movimento deciso sotto $120,63 che rappresenta il principale rischio ribassista da monitorare.

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