Taiwan riduce al 3% il limite alle vendite allo scoperto dopo il crollo dei mercati
Taiwan si muove per limitare le vendite allo scoperto dopo una brutale ondata di vendite trainata dai semiconduttori, che ha spinto il Taiex in territorio da mercato ribassista. Regole più stringenti sulle vendite allo scoperto e un fondo di stabilizzazione da 15 miliardi di dollari potrebbero attenuare la pressione, ma i rischi legati al settore dell’IA restano irrisolti.
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Il Taiex entra in territorio da mercato ribassista dopo un crollo intraday del 9%
Il Taiex di Taiwan è crollato di quasi il 9% intraday il 6 novembre, toccando il livello più basso dall’inizio di ottobre. Secondo TokenPost, le forti vendite di titoli legati all’IA hanno spinto il mercato in territorio da mercato ribassista e indotto le autorità di vigilanza finanziaria a intervenire d’urgenza.
L’indice ha recuperato parte delle perdite in chiusura, terminando in calo del 4,51% a 39.701,64 punti. Ciononostante, il Taiex ha perso il 12,19% nell’arco della settimana, mentre il calo dal picco di ottobre ha raggiunto il 20,55%.
Le preoccupazioni sulle prospettive del settore dell’IA sono state al centro delle vendite. Dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, gli investitori hanno iniziato a rivalutare i produttori di chip e i fornitori di apparecchiature per data center, alla luce del rischio di una regolamentazione più severa.
Taiwan riduce il limite alle vendite allo scoperto dal 30% al 3%
In risposta alle turbolenze sui mercati, la Commissione di vigilanza finanziaria di Taiwan (FSC) ha annunciato nuove restrizioni sulle vendite allo scoperto, che entreranno in vigore il 9 novembre.
Secondo il Taipei Times, il volume massimo degli ordini intraday di vendita di azioni prese in prestito sarà ridotto dal 30% al 3% del volume medio giornaliero scambiato di un titolo nelle 30 sedute precedenti.
L’autorità di vigilanza aumenterà inoltre il margine minimo richiesto per le posizioni short dal 90% al 130%, rendendo di fatto più costose queste operazioni. Inoltre, la FSC ha invitato le società quotate a valutare un aumento dei riacquisti di azioni proprie per contribuire a ripristinare la fiducia degli investitori.
Le misure mirano a ridurre l’intensità delle vendite speculative, ma non equivalgono a un divieto totale delle posizioni short.
Un fondo da 15 miliardi di dollari offre sostegno mentre persistono i rischi legati al settore dell’IA
Oltre alle restrizioni sulle negoziazioni, il governo di Taiwan ha autorizzato l’utilizzo del Fondo nazionale di stabilizzazione finanziaria da 500 miliardi di NT$, pari a circa 15 miliardi di dollari.
Secondo una dichiarazione ufficiale del Ministero delle Finanze rilasciata il 6 novembre, la gestione del fondo ha ricevuto l’autorizzazione a impiegare capitali secondo necessità. Non sono ancora stati annunciati né l’entità né i tempi di un eventuale intervento.
Traders Union aveva già analizzato come le vendite dettate dal panico si fossero propagate da Wall Street ai mercati asiatici, colpendo duramente i produttori di semiconduttori, tra cui TSMC, Samsung Electronics e SK Hynix.
La risposta di Taiwan è un tentativo diretto di contenere quest’ondata di vendite. Il sostegno del governo potrebbe contribuire ad alleviare la pressione nel breve termine, ma la stabilità del mercato nel lungo periodo dipenderà dall’impatto che le potenziali restrizioni statunitensi avranno sugli investimenti nelle infrastrutture per l’IA e sulla domanda di semiconduttori.
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