Waller è favorevole a mantenere invariati i tassi della Fed a settembre
Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha segnalato di essere pronto a sostenere il mantenimento invariato dei tassi d’interesse a settembre, qualora i prossimi report sull’inflazione confermassero i recenti segnali di attenuazione delle pressioni sui prezzi. La sua posizione introduce un approccio più prudente, favorevole all’attesa, mentre i funzionari della Fed valutano l’inflazione persistente rispetto alle evidenze secondo cui la crescita dei prezzi sottostante potrebbe perdere slancio.
Punti chiave
- Waller è attualmente favorevole a mantenere invariati i tassi a settembre.
- Dopo le sue dichiarazioni, le probabilità di un rialzo a settembre sono scese al 54,6%.
- L’inflazione a tre mesi è scesa al 3,05%.
- I dati sull’inflazione di agosto potrebbero comunque modificare la sua posizione.
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Waller ha dichiarato che i prossimi report sui prezzi al consumo e alla produzione saranno determinanti per la sua decisione in vista della riunione del 15-16 settembre, ha riferito CNBC. Le sue dichiarazioni hanno rapidamente modificato le aspettative sui mercati finanziari: secondo i dati di CME Group, la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è scesa al 54,6%, circa 12 punti percentuali in meno.
Waller vede miglioramenti al di sotto dell’inflazione headline
L’inflazione rimane ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed. A luglio, l’inflazione headline si è attestata al 3,7%, mentre quella core è stata del 3,3%. Waller ha tuttavia sostenuto che le tendenze di breve periodo offrano un quadro più incoraggiante delle attuali pressioni sui prezzi.
Il tasso d’inflazione a tre mesi, calcolato sulla base della misura preferita dalla Fed, è sceso dal 4,76% di febbraio al 3,05%. Waller ha inoltre suggerito che le componenti stimate dell’inflazione nel settore dei servizi potrebbero far apparire i dati complessivi più elevati di quanto giustifichino le condizioni sottostanti.
Finora, i dazi e l’aumento dei costi energetici hanno prodotto ricadute sull’economia nel suo complesso inferiori a quanto temuto da alcuni policymaker. Ciò lascia alla Fed il margine per osservare un altro ciclo di dati prima di decidere se sia necessario un ulteriore inasprimento monetario.
I funzionari della Fed divergono sui rischi d’inflazione
La valutazione di Waller contrasta con il messaggio più prudente espresso dal presidente della Fed Kevin Warsh al Jackson Hole la scorsa settimana. Warsh ha messo in dubbio che i recenti dati più deboli sull’inflazione costituissero una prova sufficiente di un miglioramento duraturo, lasciando aperta la porta a un ulteriore inasprimento.
Waller non ha escluso la possibilità di sostenere un rialzo dei tassi. Considera la politica monetaria solo lievemente restrittiva e ha indicato che una rinnovata pressione inflazionistica potrebbe giustificare un aggiustamento moderato. Di conseguenza, i report di agosto sui prezzi al consumo e alla produzione avranno un peso insolitamente rilevante prima della riunione.
La decisione di settembre diventa una prova di pazienza
Il dibattito è importante perché la Fed si avvicina a una decisione con l’inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo, ma orientata in modo più favorevole secondo alcune misure di breve periodo. Un rialzo dei tassi troppo rapido potrebbe frenare inutilmente la domanda, mentre attendere comporta il rischio che l’inflazione inizi nuovamente ad accelerare.
Lo spostamento delle aspettative di mercato dopo le dichiarazioni di Waller mostra quanto sia diventata equilibrata la decisione di settembre. Poiché i trader ora assegnano al rialzo una probabilità solo modestamente superiore al 50%, i dati sull’inflazione della prossima settimana potrebbero determinare se la Fed inasprirà nuovamente la politica monetaria o concederà alla disinflazione un altro mese per consolidarsi.
In precedenza, avevamo riferito che Goldman Sachs considera molto improbabile un rialzo dei tassi della Fed a settembre.
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