Lagarde sostiene la posizione restrittiva della BCE dopo il rialzo dei tassi al 2,5%
La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha presentato il rialzo dei tassi di interesse di giovedì come una risposta diretta alle rinnovate pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente. La decisione unanime ha portato il tasso sui depositi al 2,5%, mentre la crescita economica più forte e l’aumento dei costi energetici hanno rafforzato le aspettative che la BCE non abbia ancora concluso il proprio ciclo di inasprimento.
Punti chiave
- Lagarde ha sostenuto la decisione unanime della BCE di portare il tasso sui depositi al 2,5%.
- Ora la BCE prevede un’inflazione media del 3% nel 2026 e del 2,5% nel 2027.
- I mercati scontano tre ulteriori rialzi dei tassi entro ottobre 2027.
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L’aumento di 25 punti base è stato il secondo rialzo della BCE dall’inizio della guerra tra Iran e Israele e ha fatto seguito alla prima mossa di giugno, ha riferito Bloomberg. Lagarde ha descritto la decisione come una scelta netta, rimasta appropriata in ciascuno dei tre scenari economici considerati dai responsabili della politica monetaria, ribadendo al contempo che la banca centrale non si sarebbe impegnata in anticipo su un percorso specifico dei tassi.
Lagarde mantiene l’attenzione sull’inflazione persistente
Le ultime proiezioni della BCE hanno rafforzato le ragioni a favore di una politica monetaria più restrittiva. L’inflazione dovrebbe attestarsi in media al 3% nel 2026, per poi rallentare al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. I prezzi al consumo sono aumentati del 3,3% su base annua ad agosto, spinti in parte dalla nuova impennata dei costi energetici.
Il petrolio, arrivato a circa 105 $ al barile, e i prezzi del gas naturale europeo, tornati ai livelli dell’ultimo inverno successivo all’invasione russa dell’Ucraina, hanno complicato le prospettive dell’inflazione. Lagarde ha indicato che l’aumento dei costi energetici potrebbe trasferirsi gradualmente sui prezzi alimentari e sull’inflazione di fondo, mantenendo l’inflazione complessiva al di sopra dell’obiettivo del 2% della BCE fino alla prima metà del 2027.
Vi sono anche segnali di attenuazione delle pressioni. Le misure dell’inflazione di fondo e dei prezzi dei servizi sono diminuite, mentre la crescita salariale ha rallentato.
Un’economia più forte lascia alla BCE margine di manovra
La resilienza economica è un altro motivo per cui gli investitori si aspettano ulteriori rialzi. La produzione dell’Eurozona è cresciuta dello 0,6% nel secondo trimestre, mentre la BCE ha innalzato allo 0,9% la previsione di crescita per l’intero anno.
Lagarde ha affermato che l’espansione del secondo trimestre è stata ampia sia tra i Paesi sia tra i settori, con segnali che lo slancio sia proseguito anche nel terzo trimestre. Il settore manifatturiero sta crescendo al ritmo più rapido degli ultimi quattro anni, sostenuto dagli investimenti nel digitale e dalla spesa pubblica per infrastrutture e difesa.
I mercati si preparano a un ciclo di inasprimento più lungo
Lagarde non è arrivata a sostenere le aspettative del mercato per ulteriori rialzi, preservando l’approccio della BCE basato sulle singole riunioni. Gli investitori ora scontano pienamente tre ulteriori rialzi entro ottobre 2027, collocando la BCE su una traiettoria significativamente più restrittiva rispetto alle altre principali banche centrali.
La combinazione di un’inflazione al 3,3%, un tasso sui depositi al 2,5% e un’attività economica sorprendentemente resiliente sposta il dibattito dalla questione se la BCE debba reagire allo shock energetico a quella di quanto lontano potrebbe doversi spingere. Se i prezzi dell’energia rimarranno elevati e l’inflazione si dimostrerà persistente, il rialzo di giovedì potrebbe diventare un’altra tappa di un ciclo di inasprimento più lungo, anziché il suo punto di arrivo.
In precedenza avevamo riferito che Christine Lagarde potrebbe lasciare la BCE prima del previsto.
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