Cosa ha scatenato l’ultimo rialzo del prezzo dell’oro

Cosa ha scatenato l’ultimo rialzo del prezzo dell’oro
L’oro balza oggi del 2,50% a $4132,23

Gold (XAU) è balzato del 2,50% dopo che l’ultimo rapporto ADP sull’occupazione è risultato più debole del previsto e il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha segnalato un allentamento dei rischi inflazionistici. Il rimbalzo appare limitato, con il metallo che continua a scambiare sotto le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, riflettendo una persistente pressione dei venditori.

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XAU previsione del prezzo
24H 1.22%
$4174.86
48H 1.37%
$4180.9
7D 1.36%
$4180.67
1M -8.26%
$3783.55
3M -3.63%
$3974.79
6M 14.4%
$4718.34
12M 20.47%
$4968.62
Prezzo attuale: $ 4124.39 92.82 2.30%
Chiuso 07/02
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In evidenza

  • La volatilità del prezzo dell’oro è aumentata a causa di dati USA deboli su occupazione e produzione e dei segnali della Fed di un allentamento dei rischi inflazionistici.
  • Nonostante le tensioni geopolitiche e gli acquisti costanti delle banche centrali, la forza persistente del dollaro USA continua a pesare sulle prospettive dell’oro.
  • L’analisi tecnica segnala una pressione ribassista sostenuta con l’oro che scambia sotto le principali medie mobili e una probabilità dell’80% di movimento verso $4049–$4115 nella prossima settimana.

Prezzo dell’oro volatile tra segnali della Fed e forza del dollaro

Gold ha registrato una notevole volatilità nelle ultime sedute, guidata da un rapporto ADP sull’occupazione più debole del previsto, costi di produzione in calo e commenti del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh sull’allentamento dei rischi inflazionistici. L’instabilità geopolitica e la persistente forza del dollaro USA hanno aggiunto pressione al ribasso, mentre l’aumento degli acquisti delle banche centrali e l’incertezza di mercato hanno fornito un certo supporto. La performance dell’Gold dovrebbe restare sensibile alle prossime decisioni di politica monetaria USA, ai tassi globali e agli sviluppi geopolitici emergenti.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, considera fragile il recente rimbalzo dell’oro nonostante il breve balzo dopo i dati ADP deboli e la retorica accomodante della Fed. Sottolinea che la persistente incapacità dell’oro di recuperare anche solo la media mobile a 20 giorni segnala il dominio continuo dei venditori. Con i tecnici che indicano ipervenduto ma i trend ancora saldamente ribassisti, Kharitonov resta cauto su eventuali rialzi. I recenti acquisti delle banche centrali e la volatilità aumentano solo l’incertezza di breve periodo. "Resto scettico su una ripresa sostenuta di XAU/USD finché resta sotto tutte le principali medie mobili e i rischi ribassisti prevalgono", conclude.

Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, evidenzia il contesto costruttivo dato dalla domanda delle banche centrali e dai segnali accomodanti del nuovo presidente della Fed, che creano un ambiente favorevole per l’oro. Ritiene che la resilienza di fronte alla forza del dollaro USA e alla recente volatilità sia un segnale positivo per un potenziale rialzo di lungo periodo. Karapetjanc è fiducioso che il miglioramento dello scenario monetario e i rischi geopolitici in corso offrano molteplici opportunità rialziste all’interno del range individuato. "Nonostante le resistenze di breve periodo, vedo margini per una nuova crescita di XAU/USD finché la struttura rialzista resta intatta sopra $4115", afferma.

Jainam Mehta, strategist di mercato, osserva che l’attuale andamento laterale dell’oro riflette l’incertezza dovuta a driver macro contrastanti e segnali tecnici misti. Vede la divergenza tra oscillatori come possibile occasione per una strategia contrarian tattica in caso di breakout. Mehta consiglia di monitorare $4115 come pivot chiave per i cambiamenti di momentum. "Visto il contesto volatile, considero l’azione in range un’opportunità per operazioni tattiche di breve periodo, soprattutto se la volatilità dovesse aumentare di nuovo", suggerisce.

Trend ribassista confermato tra pressione di vendita e segnali divergenti

XAU/USD scambia sotto le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni ($4153, $4389 e $4639 rispettivamente), confermando la pressione dei venditori su tutti gli orizzonti temporali. Il trend dominante resta ribassista, come evidenziato dall’allineamento ribassista MA-50 vs MA-200 e dal tetto di breve periodo a $4142 e il pavimento a $4115. Dal lato del momentum, sia MACD che ADX riflettono una pressione ribassista persistente. L’RSI è a 36,44, indicando condizioni lievemente di ipervenduto. Lo Stochastic RSI punta leggermente al rialzo ma non cambia il tono generale ribassista, mentre il Commodity Channel Index (CCI) mantiene un segnale di vendita. Il Bull/Bear Power (BBP) resta positivo, mostrando che gli acquirenti dominano attualmente il momentum intraday, ma l’etichetta "Overbought" segnala un potenziale rialzista limitato. XAU/USD ha aperto quasi invariato e si è rapidamente portato sui massimi di seduta, con una volatilità intraday del 2,82% e prezzi vicini alla parte alta del range giornaliero. La divergenza tra oscillatori suggerisce cautela in entrambe le direzioni.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che l’oro stava vivendo una volatilità elevata tra influenze geopolitiche e regolamentari in evoluzione, che sostenevano la domanda di bene rifugio e un quadro tecnico misto. Le ultime debolezze guidate dai dati e i commenti della Fed ora rafforzano i rischi ribassisti, rendendo le rotture sotto $4115 il punto focale per i trader nelle prossime sedute.

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