Il petrolio sale mentre le tensioni con l’Iran sostengono i prezzi

Il petrolio sale mentre le tensioni con l’Iran sostengono i prezzi
Il Brent supera i 104 $ mentre persistono i rischi per l’offerta

​I prezzi del petrolio sono nuovamente saliti giovedì, mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran non mostravano segnali concreti di svolta, mantenendo al centro del mercato le preoccupazioni per l’offerta in Medio Oriente e le rotte marittime. L’incertezza su possibili restrizioni statunitensi alle esportazioni di diesel ha aggiunto un’ulteriore fonte di pressione a mercati dei carburanti già caratterizzati da un’offerta limitata.

Punti chiave

  • Il Brent è salito dell’1,73%, mentre il WTI ha guadagnato l’1,33%.
  • I negoziati tra Stati Uniti e Iran non hanno ancora definito un percorso chiaro per allentare le interruzioni regionali dell’offerta di petrolio.
  • L’incertezza sulle esportazioni statunitensi di diesel aumenta la pressione su un mercato dei carburanti raffinati già caratterizzato da un’offerta limitata.

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I futures sul greggio Brent venivano scambiati a 104,86 $ al barile, in rialzo dell’1,73%, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) si attestavano a 93,39 $, in rialzo dell’1,33%, secondo gli ultimi dati di mercato disponibili. I guadagni hanno seguito un precedente rialzo che aveva spinto il Brent a 106,50 $ al barile, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ha riferito Reuters.

La diplomazia lascia irrisolti i rischi per l’offerta

Iran e Stati Uniti restavano divisi sulle condizioni per porre fine al conflitto. Teheran ha dato priorità alla revoca del blocco navale statunitense nei porti iraniani e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre esamina la risposta di Washington alle sue proposte.

L’assenza di un accordo chiaro ha mantenuto un premio geopolitico nei prezzi internazionali del greggio. Il Brent è particolarmente sensibile alle interruzioni che interessano le esportazioni mediorientali e le rotte marittime, poiché rappresenta il principale benchmark globale del petrolio. Il WTI è invece più strettamente legato alle condizioni dell’offerta statunitense.

Lo Stretto di Hormuz resta centrale per le prospettive del mercato, poiché eventuali interruzioni possono influire sui flussi di greggio e prodotti raffinati provenienti dai principali produttori del Golfo. In assenza di una chiara soluzione diplomatica, i trader continuano a considerare la possibilità di limitazioni prolungate alle spedizioni regionali.

I mercati del diesel restano sotto pressione

I futures sul diesel europeo sono rimasti vicini a livelli record, mentre i trader valutavano l’incertezza sulle esportazioni statunitensi. Un funzionario della Casa Bianca ha smentito una notizia secondo cui l’amministrazione starebbe preparando un divieto di 90 giorni sulle esportazioni di diesel, ma la possibilità di restrizioni è rimasta al centro dell’attenzione dei mercati energetici.

Le scorte statunitensi di carburanti offrono un margine di sicurezza limitato. Le scorte di distillati, che includono diesel e gasolio da riscaldamento, sono diminuite di 428.000 barili, a 107,4 milioni di barili, la scorsa settimana.

Le scorte di greggio si sono mosse nella direzione opposta, aumentando di 3 milioni di barili, a 426,4 milioni di barili. L’incremento ha contrastato le attese per un calo di 641.000 barili.

L’incertezza sull’offerta mantiene elevati i prezzi del petrolio

La combinazione di negoziati irrisolti tra Stati Uniti e Iran, trasporti marittimi limitati e scorte ridotte di diesel rende il mercato petrolifero sensibile agli sviluppi diplomatici e alle decisioni di politica economica. Il Brent sopra i 100 $ evidenzia quanto il rischio geopolitico resti fortemente incorporato nei prezzi internazionali del greggio.

Il mercato del diesel rappresenta un’altra variabile importante. Restrizioni alle esportazioni statunitensi potrebbero ridurre l’offerta sui mercati esteri, anche se introdotte per contenere i costi dei carburanti domestici, mentre le basse scorte statunitensi di distillati lasciano poco spazio per ulteriori interruzioni.

Abbiamo inoltre riferito del calo dei mercati obbligazionari  mentre cambiano le prospettive sui tassi.

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