Il gas naturale arretra nuovamente da $3,20 mentre i dati EIA entrano nel mirino

Il gas naturale arretra nuovamente da $3,20 mentre i dati EIA entrano nel mirino
Il gas naturale testa il supporto prima dell'EIA

​Il gas naturale viene scambiato intorno a $3,16/MMBtu il 24 settembre, dopo una brusca salita sopra $3,20 e il successivo ritracciamento dal massimo locale intorno a $3,22–3,23. Sul grafico orario, il prezzo resta ancora ben al di sopra delle medie mobili di medio periodo, quindi la struttura più ampia continua ad apparire rialzista, sebbene il momentum di breve periodo si sia indebolito dopo il tentativo fallito di mantenersi sopra $3,20.

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Le scorte restano adeguate nonostante la domanda più forte

Il bilancio fondamentale resta piuttosto equilibrato. Secondo il rapporto EIA relativo alla settimana terminata l'11 settembre, le scorte di gas sono aumentate di 44 Bcf, raggiungendo 3,298 Tcf. Il dato è di 118 Bcf superiore alla media quinquennale, sebbene sia di 122 Bcf inferiore al livello registrato un anno prima. Il nuovo rapporto relativo alla settimana terminata il 18 settembre è atteso oggi, 24 settembre, e potrebbe diventare il principale catalizzatore di breve periodo per il mercato.

Nelle sue prospettive di settembre, l'EIA prevede che le scorte raggiungano 3,969 Tcf entro il 31 ottobre, circa il 5% al di sopra della precedente media quinquennale. Il motivo è la produzione persistentemente elevata: il principale incremento dell'offerta proviene dal Permian e dall'Haynesville, mentre l'EIA continua ad attendersi volumi record di produzione di gas nel 2026.

Le esportazioni di LNG e i rischi in Medio Oriente sostengono i prezzi

Allo stesso tempo, la domanda di LNG resta un'importante fonte di supporto. Nella prima metà del 2026, le esportazioni statunitensi di LNG sono aumentate del 23% su base annua, raggiungendo 17,4 Bcf/d, mentre l'EIA prevede circa 17,3 Bcf/d nella seconda metà dell'anno, seguiti da un'ulteriore crescita a 18,7 Bcf/d nella prima metà del 2027. Anche il Medio Oriente sta aggiungendo un premio al rischio geopolitico sul mercato.

Le restrizioni al traffico attraverso lo Stretto di Hormuz restano in vigore e l'EIA prevede che i problemi relativi ai flussi di esportazione dalla regione persistano almeno in parte fino alla fine dell'anno. In precedenza, il rallentamento del traffico delle navi metaniere attraverso Hormuz aveva già spinto al rialzo i prezzi del gas in Europa e Asia, sebbene l'impatto sull'Henry Hub resti più indiretto. Per il mercato statunitense, questo fattore agisce attraverso prezzi internazionali più elevati e una potenziale maggiore domanda di esportazioni di LNG.

$3,10–3,06 diventa la zona di supporto chiave

Di conseguenza, il mercato sta attualmente bilanciando da un lato la forte domanda di esportazioni e un premio al rischio geopolitico, dall'altro l'elevata offerta interna e scorte adeguate. È anche per questo che il movimento sopra $3,20 non è riuscito finora a estendersi ulteriormente.

Se il rapporto EIA di oggi mostrasse un'iniezione inferiore alle attese, il mercato potrebbe ritestare $3,20–3,23. Al contrario, un aumento più consistente delle scorte aumenterebbe la pressione e i prezzi potrebbero nuovamente testare il supporto intorno a $3,10–3,06. Una rottura al di sotto di quest'ultimo livello, come avevo segnalato in Il gas naturale arretra dopo il breakout mentre il supporto a $3,08–3,10 entra nel mirino, aprirebbe la strada verso la soglia psicologica di $3,00, dove potrebbe emergere interesse all'acquisto.

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