La capitalizzazione di Alphabet crolla per i timori sull’esecuzione della strategia AI

La capitalizzazione di Alphabet crolla per i timori sull’esecuzione della strategia AI
Alphabet scivola mentre crescono i timori sulla leadership nell’AI

​Alphabet ha perso 692 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dal picco di maggio, una brusca inversione di tendenza per una società che ha trascorso gran parte dell’ultimo anno tra i titoli di Wall Street più favoriti dal boom dell’intelligenza artificiale. Gli investitori si chiedono ora se l’aumento dei costi dell’AI, i ritardi nei prodotti e l’uscita di ricercatori senior possano indebolire il vantaggio che ha spinto il titolo ai massimi storici.

Punti chiave

  • Alphabet ha perso 692 miliardi di dollari da maggio.
  • Le azioni sono del 15% al di sotto del massimo storico.
  • Gemini 3,5 Pro è ancora in ritardo rispetto ai programmi.
  • L’aumento della spesa per l’AI mette sotto pressione il free cash flow.

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Le azioni Alphabet sono scese del 15% dal raggiungimento del massimo storico il 13 maggio, rendendo la società il secondo maggiore freno all’S&P 500 nello stesso periodo. Il calo segue un’impennata di oltre il 150% nei 12 mesi precedenti, quando l’ottimismo sui modelli AI di Google, sui chip proprietari e sulla capacità di calcolo ha aiutato Alphabet a sovraperformare le altre società della Magnificent Seven, riferisce Bloomberg.

La perdita di talenti alimenta i dubbi su Gemini

Il cambiamento del sentiment ha coinciso con diverse partenze di alto profilo dalle attività AI di Google. Alcuni ricercatori sono passati a concorrenti tra cui Anthropic e OpenAI, mentre il dirigente di lunga data di Google Jeff Dean ha lasciato l’azienda questo mese per fondare una startup insieme a diversi colleghi. Anche DeepMind ha attraversato un cambiamento ai vertici, con Demis Hassabis passato dal ruolo di amministratore delegato a quello di presidente.

Questi sviluppi hanno attirato particolare attenzione perché la competizione per i ricercatori AI esperti si è intensificata in tutta la Silicon Valley. Le azioni Alphabet sono scese del 4% il 5 agosto in seguito ai cambiamenti nella leadership e nel personale, cancellando circa 186 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola seduta.

Anche l’esecuzione dei prodotti desta preoccupazione. Gemini 3,5 Pro, destinato a essere uno dei modelli più avanzati di Google, è stato rinviato mentre la società lavora per migliorarne le capacità, inclusa la programmazione. Google ha lanciato Gemini 3,7 Flash questo mese, ma gli investitori attendono ancora maggiore chiarezza sul modello più potente.

La spesa per l’AI finisce sotto esame

L’enorme capacità di calcolo di Alphabet e le tensor processing units sviluppate internamente restano vantaggi importanti. Tuttavia, il mantenimento di questa infrastruttura richiede quantità sempre maggiori di capitale, in un momento in cui gli investitori chiedono prove più chiare che gli investimenti nell’AI possano generare rendimenti sufficienti.

La società ha recentemente aumentato i propri piani di spesa e raccolto 25 miliardi di dollari attraverso un’emissione obbligazionaria. Le azioni Alphabet si sono inoltre indebolite dopo la pubblicazione dei risultati di luglio, poiché l’aumento delle spese in conto capitale e il free cash flow negativo hanno accresciuto i timori sui costi della competizione all’avanguardia nell’AI.

La pressione non riguarda solo Google. Gli investitori stanno esaminando attentamente la spesa in tutto il settore tecnologico, mentre le società destinano somme ingenti a data center, chip e infrastrutture di calcolo.

Alphabet deve superare un’asticella più alta

Alphabet conserva ancora notevoli punti di forza tecnologici. Le sue azioni sono in rialzo di circa il 65% negli ultimi 12 mesi, mentre i suoi chip TPU e l’enorme flotta di calcolo forniscono un’infrastruttura che pochi concorrenti possono eguagliare.

Il problema è che gli investitori avevano già incorporato nel titolo aspettative elevate di leadership nell’AI. Dopo un rally del 150% fino al record di maggio, ritardi, perdita di talenti e maggiori esigenze di finanziamento hanno conseguenze più pesanti. Alphabet è ora sotto pressione per dimostrare non solo di saper sviluppare sistemi AI competitivi, ma anche che la sua spesa può tradursi in utili e flussi di cassa sostenibili.

Abbiamo inoltre riferito che Alphabet punta al suo primo bond denominato in dollari australiani mentre la spesa per l’AI aumenta.

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