Elena Nikulina

Italia, il post PNRR delle infrastrutture punta a completare opere per 34 miliardi nella mobilità

Italia, il post PNRR delle infrastrutture punta a completare opere per 34 miliardi nella mobilità
34 miliardi per le infrastrutture

Dopo la chiusura del PNRR, il settore italiano delle infrastrutture e della mobilità entra nella fase in cui conta trasformare gli investimenti in opere operative e in maggiore efficienza logistica. Le risorse destinate a trasporto di persone e merci ammontano a circa 34 miliardi di euro, con oltre un terzo concentrato nel Mezzogiorno e tre quarti con benefici diretti sulla transizione climatica.

Punti chiave

  • Italia punta al completamento di opere infrastrutturali per 34 miliardi nella mobilità, con la maggior parte dei cantieri conclusi oltre il 2030.
  • Oltre il 50% degli investimenti si concentra nel Mezzogiorno, con priorità su Salerno-Reggio Calabria, SS 106 Jonica e Autostrada A2.
  • Il MIT ha già realizzato 248 km di Alta Velocità, 2.966 km di ERTMS e ha investito il 39,4% delle risorse nel Sud dopo aver centrato tutti i 60 obiettivi europei.

Priorità infrastrutturali e tempi di completamento

Come riportato da Teleborsa, il quadro emerso al convegno "Il futuro delle infrastrutture, dei trasporti e della logistica italiana dopo il PNRR", organizzato da Economia Pulita a Roma, indica che il lavoro resta aperto soprattutto sulla messa in esercizio delle nuove linee ferroviarie ad Alta Velocità e delle tratte equipaggiate con sistemi ERTMS, mentre la conclusione della maggior parte dei cantieri già avviati è prevista oltre il 2030.

Dagli ultimi Libri Bianchi di Uniontrasporti emergono più di 190 interventi prioritari individuati dalle imprese. Il 54% riguarda la rete ferroviaria, il 40% strade e autostrade, mentre la quota restante interessa porti, interporti e aeroporti.

Nel Centro-Nord, tra le opere considerate più rilevanti anche sotto il profilo economico, figurano il Terzo Valico, la Pescara-Roma, la Galleria di base del Brennero con il suo accesso sud e la Pontremolese. Oltre il 50% del valore degli investimenti si concentra però nel Mezzogiorno, dove le priorità indicate dalle imprese comprendono la linea veloce Salerno-Reggio Calabria, l'ammodernamento della SS 106 Jonica, quello dell'Autostrada A2 e il Ponte sullo Stretto.

Secondo il bilancio presentato da Davide Ciferri, responsabile dell'Unità di Missione per il PNRR del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il MIT chiude il PNRR con una dotazione complessiva superiore a 41 miliardi di euro, di cui circa 34 destinati alla mobilità di persone e merci, circa 7 alle infrastrutture idriche e al Programma sulla Qualità dell'abitare, con 3.000 progetti affidati. Il ministero afferma inoltre di avere centrato tutti i 60 obiettivi europei di propria competenza e superato quasi tutti i target, incluse 10 riforme di sistema, con il 39,4% delle risorse disponibili investite nel Mezzogiorno.

Impatto su logistica, concorrenza e politica industriale

Nel bilancio del MIT rientrano fra i risultati più significativi 248 chilometri di ferrovia ad Alta Velocità, 2.966 chilometri di linee ferroviarie attrezzate con il sistema ERTMS, 3.238 autobus a zero emissioni, l'integrazione dei sistemi informatici di 16 Autorità di Sistema Portuale e di 12 interporti con la Piattaforma Logistica Nazionale, oltre al finanziamento della trasformazione digitale di 850 imprese del settore.

Per la fase successiva al PNRR, il ministero indica come centrali non solo il completamento delle opere ancora in corso e il reperimento delle risorse finanziarie necessarie, ma anche l'attuazione delle riforme già approvate. Tra queste figurano la riduzione dei tempi di approvazione del Contratto di programma tra MIT e RFI da 24 a circa 8 mesi, il taglio da 11 a sei mesi per l'autorizzazione dei progetti ferroviari e l'apertura alla gara per l'affidamento del servizio Intercity.

Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, afferma che il successo della stagione di investimenti si misura soprattutto dai risultati economici che le opere riescono a generare, attraverso una risposta più efficace ai fabbisogni logistici delle imprese e delle filiere produttive. Secondo Fontanili, servono l'eliminazione dei colli di bottiglia, una maggiore integrazione tra infrastrutture e servizi e il proseguimento dei processi di semplificazione e digitalizzazione.

Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l'Industria del Turismo, sostiene che il PNRR ha agito da acceleratore ma che ora occorre trasformare questa spinta in una politica strutturale per le infrastrutture, con continuità degli investimenti. Tra le proposte indicate da Confindustria ci sono una cornice nazionale di lungo periodo per la mobilità, un fondo quinquennale per le infrastrutture strategiche di trasporti e logistica, un rafforzamento degli strumenti europei di garanzia e una regia pubblica capace di attrarre capitale privato verso reti logistiche, energetiche e digitali.

Nel nostro precedente articolo sulla prima obbligazione di Autostrade per l’Italia quotata sul MOT abbiamo spiegato che ASPI ha collocato un bond da 750 milioni di euro, raccogliendo una domanda complessiva pari a circa 2,6 miliardi. Abbiamo inoltre evidenziato che i proventi sono destinati a rafforzare la liquidità del gruppo e a finanziare manutenzione, ammodernamento e sviluppo della rete autostradale, con la prospettiva di ulteriori emissioni sul mercato dei capitali.

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