La BCE propone di sostituire il termine "CBDC" con "CBEM"
La Banca centrale europea (BCE) ha proposto di abbandonare il termine "CBDC" (Central Bank Digital Currency) e di sostituirlo con "CBEM" (Central Bank Electronic Money). L'iniziativa è descritta nel rapporto del regolatore intitolato "Digital Money and Finance: A Critical Review of Terminology".
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Secondo il documento, il rapido sviluppo della tecnologia ha portato all'emergere di numerosi nuovi termini che sono ampiamente utilizzati ma che sono "spesso parziali, confusi o applicati in modo incoerente".
Di conseguenza, la BCE ha suggerito di rivalutare l'etimologia dei concetti chiave, di analizzare la terminologia esistente e di implementare definizioni più precise. Il regolatore ritiene che questo approccio contribuirà a migliorare la comprensione delle nuove tecnologie finanziarie e a facilitare le discussioni sui loro potenziali benefici e applicazioni.
Quali sono i termini che la BCE vuole cambiare?
Uno dei termini più problematici, secondo la banca centrale, è "CBDC". La BCE sostiene che il termine "digitale" dovrebbe essere sostituito da "elettronico" per evitare confusione sul fatto che il CBDC al dettaglio si riferisca alla moneta della banca centrale su una piattaforma DeFi (cosa che non avviene). Inoltre, il termine "valuta" dovrebbe essere sostituito con "moneta", poiché l'espressione "moneta della banca centrale" è più ampiamente accettata di "moneta della banca centrale".
La BCE si interroga anche sul termine "cripto-asset". Il regolatore ritiene che questa etichetta non debba essere applicata agli asset che utilizzano semplicemente la tecnologia blockchain.
Ad esempio, il Bitcoin, in quanto attività non garantita, può essere considerato un cripto-asset, ma un'obbligazione registrata su una blockchain è comunque un'obbligazione e dovrebbe essere definita "obbligazione detenuta su una piattaforma DLT"", si legge nel documento. Inoltre, la BCE suggerisce di sostituire "cripto-asset" con "asset virtuali" o addirittura "voci del libro mastro virtuale" per sottolineare la mancanza di un supporto reale per tali asset.
La BCE sostiene anche che termini come "contratti intelligenti" e "monete stabili" sono fuorvianti. Il regolatore afferma che un "contratto intelligente" non è né "intelligente" né "contratto", in quanto si riferisce semplicemente al codice che esegue transazioni finanziarie su una blockchain.
Allo stesso modo, "stablecoin" è fuorviante perché il termine "moneta" (come in "Bitcoin", "altcoin" e "memecoin") implica uno strumento al portatore, mentre queste cosiddette "monete" sono semplicemente registrate e trasferite in un database di un sistema di conti.** La BCE sottolinea inoltre che le "stablecoin" algoritmiche si sono dimostrate instabili, rendendo il termine impreciso e potenzialmente ingannevole.
Lo studio della BCE mira a stimolare la discussione e a perfezionare la terminologia nel campo della moneta digitale e della finanza decentralizzata. Il regolatore ritiene che l'uso di un linguaggio più chiaro e preciso migliorerà la comprensione di queste innovazioni da parte del pubblico e contribuirà a dare forma alle loro applicazioni future.
Nel frattempo, la Banca centrale europea continua a esplorare la possibilità di pagamenti condizionati per l'euro digitale.
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