Coinbase critica le restrizioni del Regno Unito sulle stablecoin e avverte del rischio di fuga di capitali
Il più grande exchange di criptovalute, Coinbase, ha criticato aspramente le nuove regole sulle stablecoin proposte dalla Banca d'Inghilterra, avvertendo che le restrizioni potrebbero mettere a rischio 1,35 miliardi di dollari di attività. Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase, ha descritto le misure come "blocchi all'innovazione" e ha avvertito che potrebbero scoraggiare gli investitori e gli sviluppatori.
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Secondo Armstrong, limiti troppo rigidi spingerebbero i capitali e le attività verso giurisdizioni più favorevoli alle criptovalute, come riporta Cryptopolitan.
La società sostiene che il Regno Unito rischia di indebolire la sua posizione di hub finanziario globale per gli asset digitali. I commenti di Coinbase arrivano in un momento di rapida crescita del mercato delle stablecoin e di intensificazione della competizione tra i Paesi per affermarsi come hub delle criptovalute.
La Banca d'Inghilterra propone limiti di detenzione per le stablecoin
Secondo la bozza di regolamento, i privati nel Regno Unito potrebbero detenere fino a 20.000 sterline nelle più grandi stablecoin britanniche, mentre le aziende avrebbero un limite di 10 milioni di sterline. Gli emittenti sarebbero tenuti a mantenere la maggior parte delle riserve in titoli di Stato a breve termine e in conti della banca centrale.
La Banca d'Inghilterra afferma che le misure sono volte a ridurre i rischi sistemici e a proteggere gli utenti. Tuttavia, i critici, tra cui Coinbase, sostengono che i limiti potrebbero limitare la scalabilità e ridurre la liquidità del mercato. Alcuni legislatori britannici hanno anche avvertito che un'eccessiva rigidità normativa potrebbe spingere le aziende a trasferirsi all'estero.
Le monete stabili diventano una fonte di reddito fondamentale per Coinbase
Nel 2025, Coinbase ha generato 1,35 miliardi di dollari di entrate dalle monete stabili, in crescita rispetto ai 911 milioni di dollari dell'anno precedente, con 364 milioni di dollari guadagnati solo nel quarto trimestre. Nonostante la perdita trimestrale, le stablecoin sono diventate la fonte di profitto più stabile dell'azienda. Le entrate sono determinate dagli interessi sulle riserve e dalle partnership con gli emittenti, in primo luogo USDC.
Coinbase sta anche utilizzando questo flusso di cassa per espandersi negli asset tokenizzati e nei servizi di trading 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La società sottolinea che i limiti alle partecipazioni in stablecoin potrebbero influire direttamente sulla portata delle sue operazioni nel Regno Unito.
Dinamiche del mercato globale delle stablecoin e concorrenza giurisdizionale
La capitalizzazione del mercato globale delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari nel 2025, mentre il volume annuale delle transazioni ha raggiunto circa 33.000 miliardi di dollari - paragonabile al fatturato delle principali reti di pagamento. Negli Stati Uniti, l'adozione del GENIUS Act ha istituito un quadro federale per l'emissione di stablecoin completamente garantite, favorendo l'afflusso di capitali istituzionali. Gli analisti di Bloomberg Intelligence avevano già stimato che, in presenza di una regolamentazione favorevole, le entrate di Coinbase in stablecoin potrebbero crescere da due a sette volte nei prossimi anni.
In questo contesto, l'introduzione di limiti severi nel Regno Unito potrebbe limitare la partecipazione di grandi aziende e banche, poiché la scala operativa ha un impatto diretto sull'efficienza economica dell'utilizzo dei dollari digitali. Gli approcci normativi divergenti tra Stati Uniti e Regno Unito stanno intensificando la concorrenza per le attività di criptovaluta e la futura distribuzione della liquidità dipenderà da quali giurisdizioni offriranno condizioni operative più prevedibili.
Recentemente abbiamo scritto che Meta Platforms Inc. si sta preparando a integrare le monete stabili di terzi per i pagamenti ai creatori di contenuti su Facebook, Instagram e WhatsApp nella seconda metà del 2026. L'iniziativa mira a semplificare i pagamenti internazionali, in particolare i piccoli trasferimenti di circa 100 dollari che attualmente sono gravati da elevate commissioni bancarie e costi di cambio.
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