Il Bitcoin torna a testare gli 80.000 dollari mentre persistono i rischi al ribasso
Il Bitcoin sta tentando ancora una volta di superare la soglia degli 80.000 dollari, ma non è riuscito a superare le forti zone di resistenza intorno agli 81–83.000, dove si trova la media mobile a 200 giorni e dove è concentrato un ingente volume di liquidità di vendita. Le analisi sottolineano che al mercato manca ancora un forte catalizzatore macroeconomico o strutturale per sostenere un rally, quindi il quadro appare più simile a "quasi un breakout, ma non del tutto", con il prezzo che nelle ultime settimane ha già registrato diversi ritracciamenti da questa zona.
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Il principale motore della ripresa è stato l’afflusso di capitali negli ETF spot su BTC, che ha raggiunto circa 3,3 miliardi di dollari negli ultimi due mesi, compresi afflussi giornalieri superiori a 600–630 milioni di dollari a maggio, provenienti in gran parte da grandi istituzioni come BlackRock e Fidelity. Tuttavia, il mercato ha già registrato forti deflussi alla fine dello scorso anno, quando deflussi dagli ETF pari a 4,5 miliardi di dollari sono stati accompagnati da un brusco calo dei prezzi, motivo per cui molti ora considerano il BTC principalmente come un derivato dei flussi degli ETF piuttosto che della domanda organica al dettaglio.
Allo stesso tempo, aprile è diventato il mese con la migliore performance dell'anno con un guadagno di circa il 12%, ma i volumi di scambio rimangono moderati e la partecipazione degli investitori al dettaglio rimane debole, rendendo fragile l'attuale rally. Quando il prezzo sale principalmente sulla scia degli afflussi istituzionali e non di un'ampia partecipazione al dettaglio, il mercato si trova effettivamente "sul filo del rasoio": qualsiasi pausa negli afflussi verso gli ETF o un passaggio a un contesto di avversione al rischio potrebbe spingere rapidamente il prezzo verso la zona 65.000-70.000, anche se il range di medio termine rimane ancora all'incirca tra i 74.000 e gli 82.000 dollari, con gli 80.000 dollari come livello psicologico chiave.
In un quadro più ampio, il BTC ora sembra meno un classico mercato rialzista e più una “ripresa guidata dagli ETF”, sostenuta dai grandi investitori e dai dati on-chain, mentre la domanda organica e la partecipazione profonda del retail rimangono limitate. In combinazione con la stagionalità storicamente più debole di maggio, l'incertezza normativa e la dipendenza dai tassi e dalla liquidità della Fed, lo scenario di base nel breve termine è quello di un trading che continua a muoversi all'interno di un intervallo, con tentativi cauti di spingere al rialzo, invece di un movimento forte e sostenuto verso i 90.000 dollari.
Come accennato in precedenza, il Bitcoin si mantiene sopra i 75.000 dollari con un potenziale di rialzo ancora intatto, e non vi è ancora un chiaro deterioramento dei fondamentali che giustificherebbe una narrativa ribassista.
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