Il piano DeFi dei Democratici minaccia il futuro delle criptovalute negli Stati Uniti.

Il piano DeFi dei Democratici minaccia il futuro delle criptovalute negli Stati Uniti.
I legislatori sono divisi sulla politica della DeFi

Il dibattito sulla regolamentazione della finanza decentralizzata (DeFi) ha scatenato una delle più forti divisioni politiche nell'attuale sforzo di Washington di stabilire un quadro unificato per il mercato delle criptovalute. Una proposta recentemente trapelata dai Democratici del Senato, che cerca di includere la supervisione della DeFi all'interno del più ampio CLARITY Act, ha scatenato le reazioni dei rappresentanti del settore e dei Repubblicani del Senato, bloccando mesi di negoziati bipartisan.

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Quella che una volta era vista come una rara opportunità di collaborazione tra partiti sugli asset digitali si è ora trasformata in uno stallo legislativo, sollevando dubbi sulla possibilità di approvare una regolamentazione completa sulle criptovalute entro la fine dell'anno.

La proposta democratica della DeFi allarma l'industria

La bozza dei Democratici prevede che praticamente chiunque utilizzi, mantenga o tragga profitto da un protocollo DeFi venga classificato come "intermediario" ai sensi della legge finanziaria degli Stati Uniti. Questa definizione ampia categorizza di fatto gli sviluppatori open-source e persino i partecipanti passivi come trasmettitori di denaro, esponendoli potenzialmente a procedimenti penali in base a statuti vecchi di decenni.

La proposta introduce inoltre l'obbligo di conoscere il cliente (KYC) per tutti i fornitori di front-end della DeFi - compresi i portafogli non custoditi - indipendentemente dal fatto che detengano o meno fondi degli utenti. Inoltre, autorizza il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a creare una "lista ristretta" di protocolli e front-end considerati troppo rischiosi per l'uso pubblico. Jake Chervinsky, Chief Legal Officer di Variant Fund, ha descritto il piano come "un atto di prevaricazione governativa senza precedenti", avvertendo che potrebbe equivalere a un divieto di fatto delle criptovalute.

I leader del settore, tra cui l'ex commissario della CFTC e amministratore delegato della Blockchain Association Summer Mersinger, hanno fatto eco a queste preoccupazioni, affermando che le regole sarebbero "impossibili da rispettare" e che spingerebbero l'innovazione responsabile all'estero.

I negoziati bipartisan raggiungono un punto morto

I repubblicani, che in precedenza avevano presentato il Responsible Financial Innovation Act (RFIA) che enfatizzava le tutele per gli sviluppatori e le salvaguardie per l'innovazione, hanno respinto la controproposta dei democratici ritenendola impraticabile. Lo staff della Commissione bancaria del Senato avrebbe sospeso ulteriori discussioni fino a quando i democratici non accetteranno di programmare una sessione di markup.

Questa impasse ha bloccato i progressi sulla versione del Senato del CLARITY Act, nonostante la Camera abbia approvato la propria legge sulla struttura del mercato delle criptovalute con una maggioranza bipartisan di 294-134 nel luglio 2025. Gli analisti avvertono che senza il consenso del Senato, l'incertezza normativa potrebbe persistere fino al 2026, minando la fiducia delle istituzioni proprio quando gli ETF sui Bitcoin e la finanza on-chain guadagnano terreno nei mercati statunitensi.

Il futuro della DeFi negli Stati Uniti

Il dibattito sulla DeFi mette in luce un divario più profondo tra coloro che vedono la blockchain come un veicolo di innovazione e coloro che la considerano principalmente un rischio normativo. Con il Tesoro, la SEC e la Federal Reserve che vogliono ampliare la sorveglianza, il futuro della finanza decentralizzata negli Stati Uniti dipende dalla capacità dei legislatori di bilanciare l'ideologia con la praticità. Per ora, lo stallo legislativo suggerisce che il tanto atteso quadro crittografico americano rimane fuori portata.

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