Manovra 2027, Ferretti promuove l’impianto ma chiede una revisione del contributo alle banche

Manovra 2027, Ferretti promuove l’impianto ma chiede una revisione del contributo alle banche
Ferretti chiede revisione banche

La Manovra finanziaria 2027 da circa 26 miliardi punta a sostenere sanità, imprese, famiglie e ceto medio in un contesto di forte incertezza economica. Nell’analisi dell’economista Andrea Ferretti, il pacchetto mantiene un equilibrio tra sostegno alla crescita e tutela dei conti pubblici, ma presenta criticità nel capitolo dedicato a banche e assicurazioni.

Punti chiave

  • La legge di bilancio 2027 prevede un aumento dello stanziamento per la ZES unica del Sud a 2,4 miliardi e innalza il limite della flat tax al 15% a 100.000 euro.
  • La copertura della manovra include oltre 14 miliardi di deficit straordinario autorizzato dalla Commissione europea e 5-6 miliardi da contributi di banche e assicurazioni.
  • Ferretti segnala che la ripetizione di contributi straordinari imposti alle banche potrebbe irrigidire il credito alle PMI e ridurre l’attrattività per investitori esteri.

Misure per imprese, redditi e coperture

Come riferisce Teleborsa, Ferretti descrive la legge di bilancio come una manovra ancora modificabile in Parlamento e costruita su interventi che spaziano da difesa ed energia fino al sostegno del potere d’acquisto.

Tra le misure rivolte alle imprese, lo stanziamento per la ZES unica del Sud sale a 2,4 miliardi, con l’obiettivo di rafforzare i vantaggi fiscali e amministrativi per le aziende. Per autonomi e professionisti, il tetto dei ricavi per accedere alla flat tax al 15% viene innalzato da 85.000 a 100.000 euro, mentre sul fronte fiscale è prevista la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 43% al 33% per i redditi fino a 55.000 euro.

La copertura della manovra passa per oltre 14 miliardi di deficit straordinario autorizzato dalla Commissione europea per finanziare interventi in difesa ed energia. Altri 5-6 miliardi arrivano dal contributo di banche e assicurazioni, mentre la quota residua è affidata a tagli di spesa dei ministeri e a contributi del settore energetico e del comparto dei giochi.

Effetti attesi su consumi, credito e fiducia degli investitori

Nel giudizio di Ferretti, il principale punto di forza della manovra è l’equilibrio. In una fase di elevata incertezza, l’impostazione non punta su misure espansive aggressive, ma su un sostegno calibrato a imprese e famiglie, con l’obiettivo di non compromettere il percorso di uscita dalla procedura di infrazione sul deficit e di preservare la fiducia dei mercati nei conti italiani.

Un altro elemento positivo riguarda l’attenzione al ceto medio, considerato una fascia in grado di trasformare più rapidamente una minore pressione fiscale in maggiori consumi e quindi in un impulso al PIL. La riduzione dell’IRPEF per i redditi fino a 55.000 euro va in questa direzione, pur senza configurarsi come una misura di forte rottura.

La criticità principale riguarda invece il ricorso a contributi straordinari richiesti a banche e assicurazioni. Secondo Ferretti, la ripetizione di interventi di questo tipo, senza accordi preventivi e con modalità variabili, rischia di irrigidire l’accesso al credito per le PMI, di indebolire il ruolo stabilizzatore delle banche negli acquisti di titoli di Stato nei momenti di tensione e di ridurre l’attrattività del settore bancario italiano per gli investitori esteri.

Nella nostra precedente analisi sulle previsioni di Confindustria per il PIL italiano nel 2026 abbiamo evidenziato una crescita rivista all’1%, sostenuta da consumi e investimenti anche grazie all’effetto del PNRR, a fronte di un contesto estero più complesso tra dazi e rallentamento globale. L’approfondimento metteva inoltre in luce le vulnerabilità del commercio verso U.S. e Cina e richiamava i margini di finanza pubblica già compressi, con il rischio che spese aggiuntive per difesa ed energia si traducano in disavanzi più elevati e pressioni sul debito negli anni successivi.

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