Masaf rafforza la tracciabilità dell’olio in Tpa con nuovi obblighi nel registro telematico

Masaf rafforza la tracciabilità dell’olio in Tpa con nuovi obblighi nel registro telematico
Nuove regole per olio Tpa

Le importazioni di olio d’oliva destinate a lavorazione e successiva riesportazione entrano in una fase di monitoraggio più stringente, dopo una circolare dell’Icqrf del ministero dell’Agricoltura diffusa il 25 febbraio. Secondo Il Sole 24 Ore, le nuove indicazioni, operative dall’1 marzo, intervengono sul Registro telematico dell’olio d’oliva in vigore dal 2015 e mirano a rendere più chiaro il percorso degli oli acquistati all’estero in regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa), un canale che negli anni ha alimentato il dibattito su trasparenza e destinazione finale del prodotto.

In evidenza

  • Dal 1 marzo gli operatori devono riportare tutti i codici operazione degli oli in Tpa nel campo note del registro telematico dell’olio d’oliva.
  • L’Icqrf impone l’aggiornamento dell’applicativo informatico per automatizzare la tracciabilità, Coldiretti e Unaprol esprimono soddisfazione per maggiore trasparenza e tutela amministrativa.
  • Assitol sostiene la misura ma critica la tempistica, chiedendo un rinvio oltre il 1 marzo, e rilancia sull’armonizzazione dei sistemi digitali a livello Ue per i flussi oleari.

Nuovi adempimenti per l’olio in Tpa

La circolare dell’Icqrf integra le regole del Registro telematico dell’olio d’oliva introducendo obblighi specifici per le movimentazioni in Tpa. Dal 1 marzo, nel campo “note” del registro dovranno essere indicati tutti i codici operazione relativi agli oli in Tpa, inclusi presa in carico, lavorazione ed esportazione. L’intervento riguarda l’olio d’oliva importato dall’estero per essere lavorato e imbottigliato in Italia, per poi essere riesportato sui mercati internazionali.

La stessa circolare prevede anche un passaggio tecnico per ridurre l’uso del campo “note” come soluzione transitoria. L’Ispettorato ha chiesto agli uffici Masaf di aggiornare l’applicativo informatico del registro. L’obiettivo dichiarato è garantire una tracciabilità puntuale degli oli interessati, senza dover ricorrere alla compilazione manuale del campo note. La misura punta quindi a rafforzare la qualità dei dati lungo la filiera amministrativa delle movimentazioni.

Reazioni della filiera e richieste sulle tempistiche

Coldiretti e Unaprol hanno espresso soddisfazione, definendo l’intervento un passaggio utile a colmare un vuoto ritenuto rischioso per la trasparenza del mercato e per la tutela del consumatore. In una nota, le organizzazioni richiamano il fatto che il Tpa abbia favorito importazioni di olio straniero a dazio zero destinato alla lavorazione, ma con garanzie ritenute insufficienti sulla destinazione finale. David Granieri, presidente Unaprol e vicepresidente Coldiretti, ha collegato la misura al ruolo della digitalizzazione come strumento contro le ambiguità e ha indicato la trasparenza come requisito non negoziabile.

Da Assitol, l’associazione delle industrie olearie italiane, arriva invece un sostegno di principio accompagnato da una critica operativa. Anna Cane, responsabile del gruppo olio d’oliva, si è detta favorevole a miglioramenti che accrescano la trasparenza del settore. Tuttavia ha evidenziato che la circolare è stata resa nota il 25 febbraio e diventa operativa già dal 1 marzo, un arco temporale ritenuto troppo breve per l’adeguamento informatico dei sistemi aziendali. Per questo Assitol chiede di rivedere la tempistica, in modo da venire incontro alle esigenze delle imprese.

Tracciabilità digitale e prospettiva europea

Il tema sollevato dall’industria riguarda anche la gestione dei flussi oltreconfine, perché il Tpa per definizione si inserisce in catene di approvvigionamento internazionali. Secondo Assitol, un rafforzamento della tracciabilità può funzionare pienamente solo se la digitalizzazione e gli standard informativi sono coerenti lungo tutta la catena. In questo quadro, l’associazione ricorda di aver già proposto in passato l’estensione del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) a tutto il territorio dell’Unione europea.

La richiesta viene riproposta come leva per aumentare la tracciabilità dei flussi oleari in tutta Europa. L’idea è che un perimetro informativo più ampio riduca le aree grigie nella movimentazione degli oli, soprattutto quando l’origine e la destinazione attraversano più mercati. Nel breve periodo, però, la partita si gioca sull’implementazione dei nuovi obblighi nel registro e sulla capacità del sistema informatico di assorbire l’aggiornamento richiesto dall’Icqrf. La velocità di entrata in vigore resta quindi un punto sensibile nel confronto tra esigenze di controllo e operatività delle imprese.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato le sentenze della Cassazione che hanno confermato, per i concessionari di grandi derivazioni idroelettriche, l’obbligo di versare i canoni arretrati e di cedere energia gratuita secondo la normativa vigente. Il quadro delineato indicava risorse attese per circa 205 milioni di euro a favore della Città Metropolitana di Milano e di diverse province lombarde, con la necessità per gli operatori di regolarizzare i versamenti e i conferimenti dovuti ai territori.

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