Amplifon acquisisce GN Hearing per 2,3 miliardi e punta a un gruppo da 3,3 miliardi di ricavi
L’operazione, annunciata dal gruppo, amplia la catena del valore di Amplifon oltre la rete retail e la proietta nella produzione e commercializzazione globale di soluzioni acustiche, con closing atteso entro fine anno. Il mercato ha reagito con vendite sul titolo, arrivato a perdere oltre il 7% in giornata, mentre la società prepara anche un rafforzamento patrimoniale per sostenere l’integrazione.
In evidenza
- Amplifon acquisisce GN Hearing per circa 2,3 miliardi di euro, creando un gruppo con ricavi pro-forma 2025 di 3,3 miliardi e Ebitda adjusted di 830 milioni.
- Al closing previsto entro fine anno, la leva finanziaria pro-forma stimata sarà circa 3x Ebitda adjusted, con aumento di capitale fino a 750 milioni previsto e il titolo Amplifon in calo oltre il 7% intraday.
- L'integrazione punta a sinergie di Ebitda tra 60 e 80 milioni entro il 2029 e costi d’integrazione attesi a circa 80 milioni in 2-3 anni dopo il closing.
Il Sole 24 Ore riporta che l’acquisizione riguarda GN Hearing, società danese con un portafoglio completo di soluzioni per l’udito, e viene definita trasformativa per dimensione e impatto strategico. La valutazione dell’asset è pari a circa 2,3 miliardi di euro, con un corrispettivo al closing di 1,69 miliardi in cassa, garantiti da un prestito ponte, più 56 milioni di azioni Amplifon. Con la componente azionaria, la holding GN diventerà il secondo maggiore azionista di Amplifon dopo Ampliter, con una quota del 16%. Sulla base dei risultati 2025, il nuovo gruppo avrebbe ricavi aggregati per circa 3,3 miliardi di euro e un Ebitda adjusted pro-forma di circa 830 milioni, con margine intorno al 25%.
Finanziamento, leva e reazione del mercato
Al closing, previsto entro la fine dell’anno, la leva finanziaria pro-forma, misurata come posizione finanziaria netta su Ebitda adjusted, è stimata intorno a 3x, al netto delle sinergie nette. È inoltre previsto un aumento di capitale fino a un massimo di 750 milioni di euro, indicato come parte del percorso di rafforzamento della struttura finanziaria. Dopo l’annuncio, il titolo Amplifon è sceso sotto i 10 euro, con una perdita intraday superiore al 7%. Nel testo viene anche ricordato che il valore delle azioni si è praticamente dimezzato negli ultimi dodici mesi.Integrazione verticale e sinergie attese fino al 2029
L’operazione sposta Amplifon “a valle” rispetto al core business storico, con l’obiettivo di creare un leader globale verticalmente integrato nell’audiologia e presente in oltre 100 Paesi. L’amministratore delegato Enrico Vita descrive il deal come un “momento di svolta”, orientato a generare valore di lungo periodo per gli stakeholder. Per GN Hearing, nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 i ricavi sono stati pari a 7,2 miliardi di corone danesi, circa 1 miliardo di euro, con Ebitda carve-out adjusted pro-forma di 1,6 miliardi di corone, circa 220 milioni, e margine intorno al 23%. Il profilo geografico dei ricavi è diversificato, con America al 49%, Europa al 28% e resto del mondo al 23%. Le sinergie a livello di Ebitda sono stimate tra 60 e 80 milioni entro fine 2029, soprattutto dall’insourcing e dall’internazionalizzazione dei volumi di apparecchi acustici di Amplifon, mentre i costi non ricorrenti d’integrazione sono attesi intorno a 80 milioni nei 2-3 anni successivi al closing.In un nostro precedente aggiornamento abbiamo raccontato il riassetto proprietario e manageriale di Cesar Cucine, con il ritorno al 100% della famiglia Cester e la nomina di un nuovo direttore generale per sostenere la crescita. L’articolo metteva in evidenza gli investimenti in capacità produttiva e digitalizzazione e un modello sempre più orientato all’estero, con l’export al 60% e un piano di consolidamento internazionale basato su flagship store e canale contract.
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