Il Sole 24 Ore e Confindustria estendono ItalyX alla blockchain per il manifatturiero italiano

Il Sole 24 Ore e Confindustria estendono ItalyX alla blockchain per il manifatturiero italiano
Blockchain per il Made in Italy

Secondo quanto presentato dal Gruppo Il Sole 24 Ore al Festival dell’Economia di Trento 2026 e nell’evento dedicato a innovazione e riconoscibilità del Made in Italy, la piattaforma ItalyX aggiunge la registrazione su blockchain delle certificazioni per rafforzare la tracciabilità digitale delle imprese italiane sui mercati internazionali. L’iniziativa, sviluppata con Confindustria, si inserisce in un contesto in cui l’export italiano raggiunge 643 miliardi di euro nel 2025 e punta a sostenere visibilità, competitività e valore del comparto manifatturiero.

In evidenza

  • ItalyX integra la blockchain per l’identità digitale unica delle certificazioni rilasciate, coinvolgendo 180 aziende certificate su quasi 200 aderenti per oltre cinque miliardi di fatturato.
  • L’Italia punta a raggiungere 643 miliardi di export nel 2025, record storico sostenuto dalla manifattura di fascia alta e da investimenti in innovazione.
  • Gruppo Il Sole 24 Ore e Confindustria rafforzano la visibilità e credibilità delle eccellenze industriali italiane, favorendo connessioni tra imprese, capitale e rete multimediale.

Certificazione digitale e nuove iniziative editoriali

ItalyX si presenta come una piattaforma di certificazione e valorizzazione delle imprese italiane rivolte ai mercati globali. Ad oggi conta quasi 200 aziende aderenti, di cui 180 certificate, per oltre cinque miliardi di fatturato complessivo. La novità principale riguarda l’associazione di un’identità digitale unica a ogni certificazione rilasciata, con riconoscibilità univoca in ambito globale grazie alla blockchain.

Al progetto si affianca anche il lancio di “ItalyX Stories”, una collana di monografie pensata come strumento editoriale dedicato. Eraldo Minella, senior advisor area Servizi professionali e formazione del Gruppo Il Sole 24 Ore, afferma che le analisi svolte mostrano un forte interesse dei clienti per uno strumento digitale capace di arricchire la narrazione aziendale. Secondo Minella, questo supporto può essere veicolato verso stakeholder, partner e reti di riferimento.

Maria Carmela Colaiacovo, presidente del Gruppo Il Sole 24 ORE, definisce il Made in Italy un pilastro dell’identità economica, culturale e produttiva del Paese. Federico Silvestri, amministratore delegato del gruppo, descrive ItalyX come un progetto strategico coerente con la missione di supportare la crescita delle imprese, grandi e piccole. Il progetto punta inoltre a creare maggiori connessioni tra aziende, capitale e rete multimediale del gruppo.

Impatto su export, brand e competitività internazionale

L’estensione di ItalyX arriva mentre il sistema produttivo italiano continua a confrontarsi con ostacoli internazionali, ma mantiene una forte capacità di esportazione. Nel testo si evidenzia che l’Italia realizza 643 miliardi di export nel 2025, il massimo di sempre, sostenuta anche dalla fascia alta della manifattura. Le testimonianze di imprese come Emu e del comparto ceramico indicano che investimenti e innovazione restano leve centrali per difendere qualità e posizionamento premium.

Maurizio Tarquini, direttore generale di Confindustria, sostiene che i risultati dell’export non sono scontati e richiedono un ecosistema solido e integrato. In questa prospettiva, la collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore serve a rafforzare visibilità e credibilità globale delle eccellenze industriali italiane. L’obiettivo dichiarato è favorire l’incontro tra industria, innovazione e capitale in uno scenario internazionale sempre più complesso.

Gionata Tedeschi, presidente di Visionari d’impresa e Ingenium for Made in Italy, indica scalabilità, crescita dimensionale, finanza e riconoscibilità del brand come fattori essenziali. Secondo questa lettura, le imprese che crescono sono quelle inserite in ecosistemi, filiere integrate, piattaforme e network. La blockchain applicata alla certificazione si colloca quindi come uno strumento operativo per aumentare riconoscibilità e fiducia attorno al Made in Italy.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato i dati Anicav sull’export 2025 delle conserve e dei derivati del pomodoro, in calo in volume e soprattutto in valore rispetto al 2024, pur con l’Italia ancora leader mondiale del comparto. Nell’analisi avevamo evidenziato il peso di dazi, concorrenza low-cost e aumento dei costi energetici sui margini, oltre alla dipendenza dai mercati maturi tra Europa e Stati Uniti.

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