Secondo quanto ricostruisce IlSole24Ore, Delfin decide di sostenere in assemblea la lista presentata da Plt Holding per il nuovo consiglio di amministrazione di Mps, contribuendo in modo decisivo all’affermazione della candidatura di Luigi Lovaglio. La scelta del primo azionista della banca senese, titolare del 17,5% del capitale, matura negli ultimi passaggi prima del voto e si inserisce in un confronto più ampio sugli equilibri industriali e finanziari attorno all’istituto.
In evidenza
- Delfin sostiene la lista Lovaglio negli equilibri di governance di Mps per allontanarsi dalle tensioni di potere legate a Generali.
- La scelta, maturata durante il consiglio del 14 aprile, mira a massimizzare la valorizzazione degli asset Delfin sia per investimenti di lungo termine che per futuri disimpegni.
- In assemblea, il voto di Delfin risulta decisivo: la lista Lovaglio raccoglie quasi il 50% dei voti e supera il consiglio uscente sostenuto da Francesco Gaetano Caltagirone.
Le ragioni del sostegno a Plt Holding
Fonti citate nell’articolo indicano due motivazioni principali alla base della posizione di Delfin. La prima riguarda la volontà di prendere le distanze dalle tensioni di potere legate al controllo di Generali, ritenute un fattore di rischio per un’operazione considerata industrialmente valida come l’aggregazione tra Mps e Mediobanca. In questo quadro, Mps assume un ruolo centrale negli equilibri che ruotano attorno alla quota del 13% di Generali storicamente custodita in Mediobanca.
La seconda motivazione risponde invece a una logica finanziaria. Sempre secondo le fonti richiamate, la scelta punta a garantire la massima valorizzazione degli asset detenuti in portafoglio da Delfin. L’analisi della partita sarebbe stata seguita sotto la regia dell’avvocato Sergio Erede, da tempo vicino al fondatore Leonardo Del Vecchio.
Decisione maturata alla vigilia dell’assemblea
La decisione di appoggiare la lista di Pierluigi Tortora prende forma poco prima dell’assemblea, quando l’orientamento iniziale di Delfin appare più vicino all’astensione. Tale impostazione viene poi rimessa in discussione durante il consiglio della finanziaria del 14 aprile. In quella sede, il board opta in modo collegiale per il sostegno a Lovaglio.
Al confronto partecipano il presidente Francesco Milleri, l’amministratore delegato Romolo Bardin, Mario Notari, Aloyse May e Giovanni Giallombardo. Una fonte citata nell’articolo attribuisce un ruolo significativo anche alla proprietà, cioè ad alcuni degli otto eredi che controllano il 100% di Delfin. L’obiettivo prevalente resta la valorizzazione dell’asset sottostante, sia nel caso di un investimento finanziario di lungo periodo, sia nell’eventualità di un futuro disimpegno.
Impatto sugli equilibri azionari e bancari
Con il voto espresso in assemblea, Delfin risulta determinante nel consentire alla lista Lovaglio di raccogliere quasi il 50% dei voti del capitale presente. La lista sostenuta da Plt Holding supera così quella del consiglio uscente, appoggiata dall’altro azionista rilevante Francesco Gaetano Caltagirone, titolare del 12,5%. Il passaggio conferma il peso decisivo dei grandi soci nella ridefinizione della governance di Mps.
Per il settore bancario italiano, la scelta segnala anche l’importanza crescente delle valutazioni industriali e patrimoniali nelle operazioni che coinvolgono Siena, Mediobanca e Generali. La posizione di Delfin mostra come il tema della creazione di valore per gli azionisti resti centrale nelle future mosse sul capitale e nelle possibili combinazioni strategiche. Questo orientamento mantiene alta l’attenzione del mercato sugli asset collegati al gruppo senese.
In precedenza abbiamo riportato sull’assemblea degli azionisti di Banca Mps chiamata a rinnovare la governance per il prossimo triennio, con il confronto tra la lista del consiglio uscente e quella sostenuta da Plt Holding. Nel nostro approfondimento avevamo ricostruito i principali nomi in campo e il peso atteso dei grandi soci e degli investitori istituzionali, evidenziando come l’esito potesse incidere sugli equilibri del board e sulle scelte strategiche della banca.
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