Lamborghini guida la classifica Randstad dei datori di lavoro più attrattivi in Italia
Nel mercato del lavoro italiano, la capacità di attrarre talenti si conferma un indicatore sempre più rilevante per le aziende in un contesto segnato da inflazione e maggiore attenzione alla qualità dell’impiego. Nel Randstad Employer Brand 2026, Automobili Lamborghini sale al primo posto della classifica generale con il 79,8% delle preferenze, mentre la retribuzione torna a essere il principale criterio di scelta per i lavoratori.
In evidenza
- Lamborghini guida la classifica Randstad Employer Brand 2026 in Italia per attrattività, grazie a modelli organizzativi innovativi e focus su flessibilità e sostenibilità.
- Nel 2026 il 59% degli italiani indica lo stipendio come criterio principale per la scelta del datore di lavoro, superando l’atmosfera lavorativa (57%) e il work-life balance (56%), riflettendo l’impatto dell’inflazione.
- In Italia il 22% dei lavoratori prevede di cambiare impiego entro sei mesi, con forte propensione tra la Gen Z (26%) rispetto ai Baby Boomers (9%), segnalando dinamicità e concorrenza crescente nei settori aeronautico e ICT.
Classifica 2026 e fattori di scelta
Secondo Il Sole 24 Ore e come riportato da Randstad Employer Brand 2026, la casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese è in testa alla graduatoria generale, sostenuta da un modello organizzativo che negli ultimi anni punta su flessibilità, settimana corta e sostenibilità. Douglas Arrighi Pereira, Chief People, Culture and Organization Officer di Automobili Lamborghini, afferma che il riconoscimento riflette il lavoro svolto per creare condizioni in cui le persone possano esprimere il proprio potenziale e contribuire a un’organizzazione agile e pronta alle sfide future.La ricerca annuale ha coinvolto 171mila rispondenti e 6.400 aziende in 34 Paesi. In Italia sono state intervistate 7.170 persone tra i 18 e i 64 anni, occupate e non occupate, chiamate a valutare l’attrattività dei 150 principali datori di lavoro attraverso un sondaggio indipendente condotto da Kantar.
Nei singoli settori emergono Ferrero nei beni di largo consumo, Gruppo Mondadori nei media, IEO, Istituto Europeo di Oncologia, nella sanità, Brembo nella componentistica automotive, Leonardo nell’industria aeronautica, Sanofi nel farmaceutico, ABB nell’elettronica e IBM nell’ICT. Marco Ceresa, group ceo di Randstad, osserva che in Italia la scelta del datore di lavoro ideale dipende da una combinazione di fattori, con lo stipendio davanti ad atmosfera lavorativa, equilibrio vita-lavoro, sicurezza del posto e opportunità di carriera.
Pressione salariale e mobilità dei lavoratori
Nel 2026 la retribuzione diventa il fattore più importante nella scelta dell’azienda per cui lavorare, indicato dal 59% degli italiani, davanti all’atmosfera di lavoro piacevole, al 57%, e al work life balance, al 56%. Il ritorno dello stipendio al vertice delle preferenze arriva dopo dieci anni in cui prevalgono elementi più legati alla qualità dell’esperienza lavorativa e riflette l’impatto dell’inflazione sul potere d’acquisto.Lo stesso tema pesa anche sulle uscite dal lavoro: il 44% indica il salario come prima causa di dimissioni, mentre la mancanza di opportunità di crescita e il desiderio di migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro si fermano entrambe al 33%. La risposta delle aziende, secondo l’indagine, resta più debole proprio sugli aspetti considerati più rilevanti, in particolare stipendio e percorsi di carriera.
In Italia il 22% dei lavoratori prevede di cambiare impiego entro i prossimi sei mesi, mentre il 12% lo ha già fatto, in lieve calo rispetto al 2025 e in un quadro di maggiore stabilità. La propensione al cambiamento resta però molto diversa tra generazioni: il 26% della Generazione Z si aspetta di lasciare il posto attuale entro sei mesi, contro il 9% dei Baby Boomers.
Sul piano settoriale, l’industria aeronautica è l’ambito più desiderato con il 77% delle preferenze, seguita dall’ICT con il 75,9%. Seguono automotive, elettronica, media, sanità, farmaceutico, beni di largo consumo, componentistica automotive e industria metallurgica, con distanze sempre più contenute che segnalano una concorrenza trasversale tra aziende nella ricerca di talenti.
Nel nostro precedente approfondimento sull’andamento dei prezzi nella grande distribuzione italiana nel 2026 abbiamo evidenziato vendite complessivamente resilienti ma con volumi fermi e listini in graduale aumento, spinti da rincari energetici e delle materie prime. Abbiamo inoltre spiegato come questi fattori possano tradursi in ulteriori aumenti a scaffale nella seconda metà dell’anno, influenzando le scelte di spesa verso la convenienza e carrelli più leggeri.
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