Recupero crediti in Italia, incassi a 22 miliardi e liquidità liberata pari all'1% del Pil

Recupero crediti in Italia, incassi a 22 miliardi e liquidità liberata pari all'1% del Pil
Recupero crediti da record

Il mercato italiano del recupero crediti accelera nel 2025, con 51,8 milioni di pratiche gestite per conto terzi e valori affidati pari a 188 miliardi di euro. Il settore migliora anche sul fronte degli incassi, che salgono a 22 miliardi, mentre cresce il peso operativo delle attività su crediti di importo medio più contenuto.

In evidenza

  • Nel 2025 le pratiche affidate alle società di recupero crediti raggiungono 51,8 milioni (+12%), con incassi record di 22 miliardi di euro (+5%).
  • Il ticket medio dei crediti affidati scende a 3.635 euro (-12%) e la produttività tocca il massimo storico con 4.615 pratiche gestite per addetto (+15%).
  • Campania supera la Lombardia per numero di pratiche (6,4 vs 6 milioni), mentre la Lombardia guida per valore affidato a 29,8 miliardi di euro.

Rapporto Unirec, crescita dei volumi e incassi record

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore e dal XVI Rapporto Unirec, realizzato con Nomisma e presentato il 20 maggio all'Auditorium di Assolombarda, le pratiche affidate alle società di recupero crediti raggiungono nel 2025 quota 51,8 milioni, il 12% in più rispetto al 2024 e il massimo degli ultimi sei anni. Il valore complessivo si assesta a 188 miliardi di euro, in lieve calo dell'1% su base annua, ma ancora pari all'8,3% del Pil italiano a prezzi correnti.

Nel corso dello scorso anno gli operatori del comparto recuperano 22,3 milioni di pratiche, con un aumento del 15% rispetto al 2024 e una performance del 43%, il dato migliore degli ultimi sedici anni. Gli importi incassati salgono a 22 miliardi di euro, in crescita del 5%, con un rapporto tra crediti affidati e recuperati del 12%, il livello più alto mai registrato.

Secondo il presidente di Unirec, Cristian Bertilaccio, la domanda di servizi a tutela del credito è in crescita e potrebbe aumentare ulteriormente nel corso dell'anno, anche per effetto delle incertezze geopolitiche e del caro energia, soprattutto nel comparto delle utilities. Bertilaccio osserva inoltre che l'espansione del numero di pratiche, insieme alla lieve flessione del valore aggregato, segnala uno spostamento verso interventi più precoci nel ciclo del credito e su importi medi più bassi.

Efficienza operativa e concentrazione regionale

Il ticket medio dei crediti affidati nel 2025 scende a 3.635 euro, in calo del 12% rispetto al 2024, in linea con un contesto regolamentare che favorisce una gestione anticipata e specializzata dei crediti più complessi e spinge gli operatori finanziari a esternalizzare attività prima gestite internamente. La produttività del settore raggiunge intanto un nuovo massimo, con una media di 4.615 pratiche gestite per addetto, il 15% in più su base annua.

L'aumento della produttività riflette il progressivo efficientamento dei processi tramite digitalizzazione, automazione delle attività a minore valore aggiunto e segmentazione più efficace dei portafogli. Allo stesso tempo, il comparto segnala la necessità di preservare la sostenibilità dei carichi di lavoro per le posizioni più complesse, che richiedono approcci personalizzati e profili professionali altamente specializzati.

Sul piano territoriale, la Campania supera la Lombardia per numero di pratiche gestite, con 6,4 milioni contro 6 milioni, mentre la Lombardia resta prima per valore delle somme affidate, pari a 29,8 miliardi di euro. I volumi continuano a concentrarsi soprattutto in cinque regioni, Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia ed Emilia-Romagna, indicando una forte rilevanza del settore nelle principali aree economiche del Paese.

Nel nostro precedente articolo sul divario dei prezzi dell’elettricità in Italia rispetto alla media Ue abbiamo evidenziato come nel 2025 il costo all’ingrosso resti tra i più alti, spinto dalla forte dipendenza dal gas naturale e dalla limitata flessibilità del sistema. Abbiamo inoltre sottolineato che l’aumento dei costi del gas, la minore produzione rinnovabile e le tensioni geopolitiche possono mantenere la pressione sui prezzi, incidendo su competitività e bollette.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.