Italia, avanzo commerciale extra Ue in calo a maggio per l'aumento del deficit energetico

Italia, avanzo commerciale extra Ue in calo a maggio per l'aumento del deficit energetico
Avanzo extra Ue in calo

A maggio il saldo commerciale dell'Italia con i paesi extra Ue si riduce a 3,843 miliardi, in un contesto di crescita delle importazioni più rapida rispetto a quella delle esportazioni. Il peggioramento del deficit energetico pesa sul risultato complessivo, mentre l'avanzo dei prodotti non energetici mostra un lieve miglioramento su base annua.

In evidenza

  • Italia registra a maggio un avanzo commerciale extra Ue di 3.843 milioni, in calo rispetto ai 5.387 milioni del 2025.
  • Il deficit energetico italiano con i paesi extra Ue sale a 5.748 milioni a maggio, rispetto ai 3.704 milioni di un anno prima.
  • A maggio le importazioni italiane dai paesi extra Ue crescono del 3,4%, superando l'aumento delle esportazioni pari allo 0,4%.

Andamento del commercio extra Ue a maggio

Come rileva l'Istat, a maggio l'avanzo commerciale con i paesi extra Ue è pari a 3.843 milioni, in calo rispetto ai 5.387 milioni registrati nello stesso mese del 2025. Nello stesso periodo, il deficit energetico sale a 5.748 milioni da 3.704 milioni di un anno prima.

L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici si attesta invece a 9.591 milioni, rispetto ai 9.091 milioni di maggio 2025. Il dato segnala che la componente non energetica continua a sostenere il commercio estero, pur senza compensare l'aggravio della bolletta energetica.

Importazioni in crescita più delle esportazioni

Su base congiunturale, a maggio l'interscambio commerciale con i paesi extra Ue mostra un aumento per entrambi i flussi. La crescita è tuttavia più ampia per le importazioni, in aumento del 3,4%, mentre le esportazioni avanzano dello 0,4%.

La dinamica indica una pressione maggiore dal lato degli acquisti dall'estero, con effetti diretti sul saldo commerciale del mese. Per l'economia italiana, l'andamento conferma la centralità della componente energetica nell'evoluzione degli scambi con i mercati extra Ue.

Nel nostro precedente approfondimento sulla tenuta dei distretti industriali italiani abbiamo evidenziato che, nonostante il rallentamento del commercio estero, l’export distrettuale resta su livelli superiori al pre-pandemia e continua a generare un ampio avanzo. L’articolo sottolineava anche la capacità delle imprese più strutturate di spostare parte delle vendite verso nuovi mercati, mentre alcuni sbocchi tradizionali mostrano segnali di debolezza.

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